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	<title>Lavoro da Filosofo &#187; social network</title>
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	<description>il Blog personale di Antonio</description>
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		<title>Report e la verità sui social network</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 08:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[milena gabanelli]]></category>
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		<category><![CDATA[stefania rimini]]></category>

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		<description><![CDATA[﻿Domenica 10 aprile Report ha fatto un lungo servizio sui Social Network intitolata &#8220;Il prodotto sei tu&#8221; e tutta la nicchia degli esperti della Rete sembra non aver apprezzato. Si è parlato di minestrone e occasione persa, ma io la penso diversamente. Credo che Report, facendo fede al suo &#8220;format di inchiesta&#8221;, si sia concentrato &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/report-verita-social-network-rai3/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p>﻿Domenica 10 aprile <strong>Report </strong>ha fatto un lungo servizio sui <strong>Social Network</strong> intitolata <strong>&#8220;<a title="Link al sito di report" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-47f24a67-0008-4a89-a6b3-ddab3eff9d5e.html" target="_blank">Il prodotto sei tu</a>&#8221; </strong>e tutta la nicchia degli esperti della Rete sembra non aver apprezzato. Si è parlato di <em>minestrone </em>e <em>occasione persa</em>, ma io la penso diversamente.<br />
Credo che Report, facendo fede al suo &#8220;format di inchiesta&#8221;, si sia concentrato su tutti quei punti che <strong>mai nessun guru </strong>affronterebbe<strong> </strong>durante una trasmissione televisiva.</p>
<p>Parlare dei miliardi fatti sul nostro <strong>bisogno di comunicare </strong>e rimanere connessi, descrivere la<strong> giungla legislativa</strong> in cui rischiano di naufragare le nostre identità virtuali (ormai reali) è per me un approccio più che legittimo per informare il pubblico che probabilmente usa già sia Facebook, che Twitter, che Google.</p>
<p>E&#8217; davvero assurdo pensare di poter parlare della Rete sempre e solo in termini positivi ed entusiastici. <strong>Questa è vera disinformazione</strong>, e indignarsi in questa maniera di fronte alla carrellata martellante di storture e problematiche della Reta dimostra la <strong>fragilità su cui stiamo costruendo il mondo digitale</strong>. Se Google o Facebook dovessero chiudere improvvisamente, quanti di noi resterebbero senza lavoro? Pensateci e rispondete sinceramente.</p>
<p>Mettiamo poi anche il caso che la trasmissione abbia ricamato un po&#8217; sull&#8217;aspetto negativo con un montaggio e una colonna sonora ad effetto, ma ditemi, <strong>quanto di quello che è stato detto è falso, disinformato o parziale? </strong><br />
E&#8217; per caso falso che ormai siamo schiavi di Google?<br />
E&#8217; per caso falso che Facebook censura e filtra i contenuti o che vende le nostre identità e i nostri gusti per scopi commerciali?<br />
E&#8217; per caso falso che le centinaia di milioni di euro (ragazzi centinaia di milioni di euro, soldi che non vedremo mai in un&#8217;intera vita da impiegati) devono essere ripresi in qualche maniera dagli investitori che spesso non sappiamo bene perché abbiano investito in questo o quel social? Ad esempio, Microsoft sta già usando Facebook per contrastare Google. Ad esempio.</p>
<p>Non snocciolare le bellezze della Rete ha reso il programma, proprio per un esperto come me, meno noioso e scontato di tutte le altre trasmissioni/conferenze sul web in cui da tre/quattro anni non faccio altro che sentire gli stessi concetti.</p>
<p>Finalmente qualcuno ha raccolto le idee e ha fatto presente che i social spesso sembrano delle <strong>enormi ruote per criceti </strong>collegate a degli alimentatori di corrente. Noi ci devertiamo a correre tutti insieme mentre loro raccolgono energia. Quando poi un criceto gira nel lato sbagliato o diventa un peso, <em>pam</em>, via nella spazzatura.<br />
Certo certo, con queste ruote in alcuni casi ci si fa la <em>rivoluzione </em>e il <em>crowdsourcing</em>, ma parlare sempre e solo della parte positiva mi sembra miope e infantile. Come parlare della bellezza dei viaggi in auto dimenticandosi della catastrofe delle British Petroleum.</p>
<p>Mi piacerebbe che i commenti della rete fossero<strong> meno caustici e più sinceri </strong>perché fin quando si parlerà della rete solo in termini positivi non si riuscirà a viverla coscienziosamente.</p>
<p>Esprimo <strong>la</strong><strong> mia solidarietà verso tutta la redazione di Report, </strong>Milena Gabanelli e Stefania Rimini<strong>, </strong>che anche questa volta dovranno sorbirsi le lamentele di chi ha sentito scricchiolare il castello di vetro dei propri interessi.</p>
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		<title>Da Facebook al futuro</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/facebook-futuro/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 19:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì &#8220;partecipato&#8221; in veste lavorativa all&#8217;incontro della Rulling Companies su Facebook e Social Network. I relatori erano Lele, Vincos e Fabio Giglietto mentre Riccardo Luna, Zamperini e Stefano Venturi hanno fatto in chiusura dei brevi interventi. Purtroppo non posso dire di aver imparato alcunché, non tanto per la pochezza dei relatori, quanto per il taglio &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/facebook-futuro/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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</div>
</div>
<div style="clear:both"></div>
</div>
<p style="text-align: left;">Lunedì &#8220;partecipato&#8221; in veste lavorativa all&#8217;incontro della <a title="link a sito Rulling companies" href="http://www.rulingcompanies.org/" target="_blank">Rulling Companies</a> su Facebook e Social Network.<br />
I relatori erano <a title="link a Blog di Lele Dainesi" href="http://www.leledainesi.com/" target="_blank">Lele</a>, <a title="link a blog di Vincos" href="http://www.vincos.it/" target="_blank">Vincos</a> e <a title="link a blog di Fabio Giglietto" href="http://larica.uniurb.it/nextmedia/" target="_blank">Fabio Giglietto</a> mentre <a title="link a Blog di Riccardo Luna" href="http://riccardoluna.tumblr.com/" target="_blank">Riccardo Luna</a>, <a title="link a blog di Zamperini" href="http://funkyprofessor.blogspot.com/">Zamperini</a> e Stefano Venturi hanno fatto in chiusura dei brevi interventi.
</p>
<p style="text-align: left;">Purtroppo non posso dire di aver imparato alcunché, non tanto per la pochezza dei relatori, quanto per il taglio dell&#8217;incontro destinato al management che di Facebook e social network ne sa ben poco. Io <strong>appartengo alla generazione Y</strong>, quella che insegna agli adulti l&#8217;utilizzo di nuovi strumenti e linguaggi, quindi non sono certo le esperienze di terzi a farmi capire quanto e come possa essere utile il web. Io faccio e poi mi confronto.</p>
<p style="text-align: left;">Una cosa però mi ha colpito dell&#8217;intervento di Lele, l&#8217;ammissione che<strong> non ci sono veri e propri motivi</strong> per cui FB è tanto frequentato perché è &#8220;solo&#8221; una questione antropologica.<br />
Il mondo è brutto,<br />
FB è figo.<br />
<strong>Tutti su FB! </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="size-full wp-image-773 aligncenter" title="Immagine Jonanotti" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/festa_1.jpg" alt="Immagine Jonanotti" width="419" height="414" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;">Alla fine del pomeriggio però, mentre guardavo il mio capo, sono stato assalito da un enorme problema. Qui si parla di frontiera, collaborazione, mktg alternativo, partecipazione etc, ma a<strong> fare un sito</strong>, normale, piatto, chiuso, in html nudo e crudo, ancora ci pensa qualcuno?<br />
Si parla solamente di conversazioni, viralità, partecipazione, ma una volta ingaggiato l&#8217;utente, poverino, vorremo fargli vedere <strong>un sito decente</strong>? Inoltre se è vero che oltre la metà degli utenti sta su FB, vogliamo pensare a quel 40%? Vogliamo valutare in quella percentuale quanti clienti abbiamo?
</p>
<p style="text-align: left;">Ha senso spendere fatica, energie e soprattutto soldi per fare un&#8217;applicazione da Facebook o pagare qualcuno che passi la giornata a rispondere ai commenti o monitori cosa si dice di noi, se poi<strong> in casa nostra non riusciamo</strong> ad accogliere neanche il più paziente dei visitatori?</p>
<p style="text-align: left;">Ho davvero molto timore dell&#8217;hype che si sta creando intorno al web e ai social osi.<br />
Gli utenti su FB linkano dei contenuti. Se l&#8217;azienda prima di entrare in quel meccanismo non produce <strong>robbabbuona</strong>, che ci va a fare lì?
</p>
<p style="text-align: left;">Il mitologico personaggio del mio <a title="link a post Microcamp da Filosofo" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2008/05/24/microcamp-da-filosofo-la-presentazione/" target="_blank">intervento al Microcamp</a> <strong>Turi re Pupi</strong>, disse al mega consulente <em>&#8220;ma io che minch*a me ne faccio di Twitter?&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2008/05/24/microcamp-da-filosofo-la-presentazione/"><img class="size-full wp-image-778 aligncenter" title="link a post Microcamp da filosofo su immagine della presentazione" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/screenshot003.jpg" alt="Immagine della presentazione al Microcamp" width="430" height="385" /></a><br />
Non pensiate che voglia essere polemico, più del solito s&#8217;intende, ma sono reduce da un lavoro di riorganizzazione dell&#8217;alberatura e dei contenuti del progetto a cui lavoro da più di un anno, e vi assicuro che la cosa più difficile<strong> non è stata pensare le widget</strong>, le funzionalità della georeferenziazioni o la piattaforma di social networking, quanto l&#8217;alberatura, l&#8217;aggiornamento, lo stile e la riscrittura dei contenuti. Senza parlare della grafica, degli ingombri, delle icone e dei percorsi degli utenti!
</p>
<p style="text-align: left;">Temo fortemente che qui, a furia di parlare di social network, si dimentichi che <strong>il web non è solo parlare</strong> ma anche fare, costruire, interagire, esportare e ricreare.</p>
<p style="text-align: left;">Da tempo sento un profondo senso di <strong>insoddisfazione</strong> verso tutti i siti che frequento, ma anche riguardo gli strumenti abilitanti alla presenza sul web, alla portabilità e all&#8217;intrapresa personale. Sono<strong> stufo di dover essere uno smanettone </strong>per poter fare un sito, un e-commerce, creare dei luoghi per i miei amici, caricare i miei contenuti e collegarci magari pure tutte le mie attività quotidiane.</p>
<p style="text-align: left;">Vogliamo parlare poi dei nuovi device (nuovi intesi come mai visti) o delle opportunità delle comunità locali?<br />
E delle reti wireless e dei gruppi di acquisto per affrontare la crisi?</p>
<p style="text-align: left;">Per me Facebook adesso è un ottimo strumento per rimanere in contatto con gli amici, partecipare agli eventi, e tirare il filo alle donne.<br />
Sulla carta, nel vero senso della parola, <strong>abbiamo già superato</strong> il concetto di social network, di web 2, di <strong>distanza tra on e off line.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><img class="size-full wp-image-779 aligncenter" title="socialldf" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/socialldf.jpg" alt="socialldf" width="250" height="334" /><br />
</strong>Si lo so, sembro un pazzo, ma non avete visto gli amici con cui lavoro :)</p>
<p style="text-align: left;">Presto ve li presenterò, insieme al mio..uhm, vi ho mai detto che il termine <em>progetto</em> mi ha davvero stufato?<br />
E&#8217; abusato, vuoto, generico e  inutilmente affettato.<br />
Cambieremo anche quello, ma non oggi</p>
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