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	<title>Lavoro da Filosofo &#187; religione</title>
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	<description>il Blog personale di Antonio</description>
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		<title>Lettera a Gesùbbambino</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 17:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Caro Gesùbbambino, scrivo a te che è quasi sicuro che sei esistito più di Babbo Natale e quindi leggerai questa mia letterina. Come stai? Fa freddo là sopra? Qui abbastanza. Anche in Sicilia quest’anno fa freddo ed è strano. Io ormai sono abituato al freddo di Milano, ma adesso che ti sto scrivendo ho &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/lettera-a-gesubbambino/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Caro Gesùbbambino,<br />
scrivo a te che è quasi sicuro che sei esistito più di Babbo Natale e quindi leggerai questa mia letterina. Come stai? Fa freddo là sopra? Qui abbastanza. Anche in Sicilia quest’anno fa freddo ed è strano. Io ormai sono abituato al freddo di Milano, ma adesso che ti sto scrivendo ho i piedi freddi come quando sto su.</p>
<p>Vabbeh, a parte il freddo ti scrivo per farti gli auguri. Il Natale è il tuo compleanno no? Ti stai facendo vecchio anche se nelle foto noi ti vediamo sempre giovane. Pensandoci sembra sempre strano vederti nascere a Dicembre e vederti morire ad Aprile ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Duemila e undici anni sono assai però te li porti bene. Bravo Gesubbambino!</p>
<p>Il tuo compleanno è il più strano che conosco perché lo sanno tutti e fanno tutti feste, presepi e tante mangiate grosse. Ma poi sei pure l’unico che il giorno del suo compleanno invece che riceverli i regali li fa! Questo è strano forte! Io al mio compleanno al massimo faccio una festa con gli arancini, la torta e lo spumante ma poi sono gli altri che mi devono fare i regali! Mica io a loro!</p>
<p>Vabbeh comunque si sa che tu sei buono. Ce lo dicono da quando siamo piccoli che tu e tuo Papàddio siete tanto buoni. Anche il tuo Papà finto Giuseppe e tua mamma abbastanza vera Maria sono molto buoni ma tu e il tuo papà vero siete sicuramente i più buoni di tutti!<br />
Veramente quelli che mi parlano di te a volte non è che mi piacciono tanto, anzi alcuni mi fanno proprio paura o schifo ma tu non centri vero? Siccome comunque non mi fido di nessuno ti scrivo direttamente a te così sono sicuro che mi ascolti e magari mi esaudisci anche.</p>
<p>Io avrei un sacco di cose da chiederti perché a me mi piacciono tanto i giocattoli, i videogiochi e le macchinine. Tranquillo però perché queste cose quando divento grande me le compro da solo quindi lascia stare. Meglio che me le scelgo io che tu non sai quali che mi piacciono. Visto quindi che alle mie cose ci penso io ti chiedo di fare qualcosa per tutte le persone che incontro per strada e che parlano nella televisione.</p>
<p>Io non capisco come mai vedo un sacco di gente sempre arrabbiata sia per strada che sui giornali. Qui a Catania a Milano vedo un po’ le cose che sono cambiate e sono un po’ peggio. Non ti riesco bene a spiegare cosa c’è che non va perché io non ho tanta esperienza ma si capisce troppo bene che c’è qualcosa di brutto nell’aria che non è solo l’inquinamento.<br />
C’è tanta gente ricca che fanno i maleducati con gli altri e con me pure, senza che gli abbiamo fatto mai niente. La gente arrabbiata che ti dicevo prima poi ce l’ha tanto con questi ricchi. Ce l&#8217;ha così tanto che a volte litigano anche tra di loro arrabbiati stessi. Alla fine finisce che bisticciano e basta senza pensare a trovare una soluzione per vivere tutti di nuovo bene insieme.</p>
<p>La cosa brutta è che in queste discussioni vedo tante persone che stanno zitte e non parlano perché non sanno cosa dire. Alcuni non hanno tempo perché devono fare lavori faticosi tutto il giorno, altri non sanno l’italiano e altri non hanno neanche la forza di dire niente perché sono tutti sporchi e con la barba lunga ai lati della strada. Io Gesubbambino penso che tutti abbiamo ragione ma che però non capiamo quali sono le cose che non possiamo volere più perché soldi non ce ne sono tanti e perché anche la tua parente madre natura ci sta facendo capire che si sta arrabbiando. Li hai visti i terremoti del mare e del cielo? C’era acqua dappertutto e tu secondo me un po’ lo sapevi ma cosa potevi fare? Non era ancora Natale e non potevamo chiederti aiuto no? Comunque faccelo sapere se possiamo chiamarti anche quando non è natale che a volte ci può fare comodo.</p>
<p>Caro Gesubbambino il fatto vero è che a volte mi sembra che non riusciamo più neanche a decidere delle nostre cose. A volte sento dire che non serve a niente arrabbiarsi perché tanto gli uomini importanti che stanno negli uffici alti ci hanno rubato e lo continueranno a fare. Che lo hanno fatto penso che è vero sennò non ci potevamo arrabbiare così tanto, però questi signori mica sono degli alieni! Questi sono come noi e come noi dovrebbero fare le cose buone e giuste per tutti non rubarsi tutti i soldi e lasciarci solo i problemi!<br />
Come mai ci sono persone così? Non è che al posto dei videogiochi a me regali qualcosa a loro così che fanno le cose bene come devono essere fatte? Lo so che ci sono quelli che non ti credono ma Gesubbambino perfavore tu che sei buono il regalo a loro faccelo lo stesso! Anzi mentre che ci sei faccelo a tutti un regalo così! Anche se io mi fido di te credo che fino a quando saremo tutti così arrabbiati ed egoisti tu non puoi fare tanto.<br />
Facci diventare tutti più buoni così quando saremo più felici riusciremo sicuramente a risolvere i nostri problemi da soli. E poi siccome lo so che c’è gente che ha più bisogno del tuo regalo di altri vacci di persona a darglielo.<br />
Non dico che voglio che siamo tutti in pace perché tanto lo so che non si può fare ma se siamo tutti un po’ meno arrabbiati va bene lo stesso.</p>
<p>Ci pensi tu allora?<br />
Dai allora restiamo così. Tu pensi a noi e io ti scrivo un’altra letterina dopo che ti ammazzano e ti svegli. Va bene?</p>
<p>Buon compleanno natale da Antonio Patti da San Giovanni la Punta in provincia di Catania il ventiquattro dicembre duemila e undici.</p>
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		<title>Testimoni Digitali</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[Se dieci anni fa me lo avessero detto, li avrei derisi sonoramente magari facendo anche qualche facile battuta da neo scettico su Dio. Sabato 24 aprile invece sono andato a Roma per ascoltare Papa Benedetto XVI durante l&#8217;udienza conclusiva della conferenza “Testimoni Digitali”. Cosa è successo in questi anni? In futuro spero di farci un &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/testimoni-digitali/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
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<p>Se dieci anni fa me lo avessero detto, li avrei derisi sonoramente magari facendo anche qualche facile battuta da neo scettico su Dio. Sabato 24 aprile invece sono andato a Roma per ascoltare Papa Benedetto XVI durante l&#8217;udienza conclusiva della conferenza “<a title="Link a sito Testimoni Digitali" href="http://www.testimonidigitali.it" target="_blank">Testimoni Digitali</a>”.</p>
<p>Cosa è successo in questi anni? In futuro spero di farci un libro, intanto però ho già scritto le prime frasi:</p>
<blockquote><p><em>“Era una domenica pomeriggio dell&#8217;agosto 2008, un brutto agosto, un agosto forse tra i più brutti agosti che abbia mai vissuto. Quel giorno non riuscivo a star in casa e uscì in cerca di un passatempo, così come al solito andai al Coin per guardare le commesse.<br />
Mi stancai dopo poco.<br />
Anche per le commesse l&#8217;agosto era davvero un brutto agosto, quindi m&#8217;incamminai verso casa ma senza accorgemene entrai in Chiesa.<br />
Erano le 18:30 e seduto sull&#8217;ultima panca ascoltai per la prima volta una messa di mia spontanea volontà. Fu quello il giorno in cui <strong>tornavo dal Coin, e ho incontrato Dio.</strong>”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: right;">[Questo articolo è molto lungo, se vuoi scarica il <a title="Scarica il pdf del post" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/TestimoniDigitali-_Antonio_Patti.pdf" target="_blank">pdf stampabile da qui</a> 115kb]</p>
<p>Il progetto Testimoni Digitali è stato organizzato dalla CEI per promuovere ed educare alla Rete tutti gli operatori impegnati nella comunicazione della Chiesa. La conferenza e il <a title="Link a sito Testimoni Digitali" href="http://www.testimonidigitali.it">ricchissimo sito</a> hanno parlato trasversalmente a preti, catechisti, insegnanti, addetti alla Buona Stampa e l&#8217;intera popolazione dei credenti.<br />
Sabato mattina nella sala Paolo VI del Vaticano eravamo tantissimi. C&#8217;era gente di tutti i tipi e di tutte le età, gente che non aveva neanche il computer, fighetti in iPhone e adolescenti spara SMS. C&#8217;erano tutti più e l&#8217;unica cosa chiara era che il <strong>Papa avrebbe parlato di Internet</strong>, e ne avrebbe anche parlato bene.</p>
<p>Prima e dopo l&#8217;udienza ho analizzato gli argomenti della conferenza da un&#8217;<strong>ottica privilegiata</strong> perché oltre lavorare nella comunicazione , posso considerarmi un neo credente ancora abbastanza <strong>distaccato </strong>e <strong>critico </strong>da comprendere le problematiche legate all&#8217;immagine della Chiesa e della Fede tout-court.</p>
<p>Professionalmente sono davvero soddisfatto di aver partecipato perché sono certo di aver assistito a un evento che <strong>cambierà la Rete</strong> anche più di quanto abbia fatto Obama. Durante i lavori di giovedì e venerdì hanno partecipato 1.500 persone. Sabato 6.000. Tutti a loro volta coinvolti nella comunicazione parrocchiale. Tecnicamente quindi stiamo parlando della promozione di Internet verso <strong>qualche milione di persone.</strong></p>
<p>Nonostante questo la Rete non sembra essersi accorta gran che dell&#8217;accaduto (“Testimoni digitali” su <a title="Link a search su Twitter" href="http://twitter.com/#search?q=%22Testimoni%20digitali%22" target="_blank">Twitter</a>, <a title="Link a search su FriendFeed" href="http://friendfeed.com/search?q=%22testimoni+digitali%22&amp;friends=antoniopattildf" target="_blank">FriendFeed</a>, <a title="Link a search su Blogpulse" href="http://www.blogpulse.com/search?query=testimoni+digitali&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">BlogPulse</a>, <a title="Link a search su BlogBabel" href="http://it.blogbabel.com/tag/%22Testimoni%20digitali%22/" target="_blank">BlogBabel</a>, ma quando arriverà in forza l&#8217;onda calma di fedeli descritta dal Direttore di Avvenire Marco Tarquinio, gli equilibri dei Social Network potrebbero cambiare.<br />
Gli <strong>schemi di comportamento</strong>, le<strong> reti amicali</strong>, le<strong> attività</strong> e il <strong>coinvolgimento delle realtà locali </strong>muterà radicalmente.</p>
<p><a title="continua a leggere" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2010/04/29/testimoni-digitali/#more-1008">continua a leggere</a></p>
<p><span id="more-1008"></span>Il Papa nel suo breve discorso ha infatti affermato che:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Il tempo che viviamo conosce un enorme allargamento delle frontiere della comunicazione, realizza un’inedita convergenza tra i diversi media e rende possibile l’interattività. La rete manifesta, dunque, una vocazione aperta, tendenzialmente egualitaria e pluralista, ma nel contempo segna un nuovo fossato: si parla, infatti, di digital divide. Esso separa gli inclusi dagli esclusi e va ad aggiungersi agli altri divari, che già allontanano le nazioni tra loro e anche al loro interno. Aumentano pure i pericoli di omologazione e di controllo, di relativismo intellettuale e morale, già ben riconoscibili nella flessione dello spirito critico, nella verità ridotta al gioco delle opinioni, nelle molteplici forme di degrado e di umiliazione dell’intimità della persona.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><a title="Link a pagina di Avvenire" href="http://www.avvenire.it/Dossier/Benedetto+XVI/Discorsi/discorso+testimoni+digitali+24+aprile_201004240924106500000.htm" target="_blank">Leggi l&#8217;intervento per intero.</a></p>
<p>Nelle sue parole, da “filosofo” e da “professionista”, mi sono ritrovato su più punti.</p>
<p>Parto subito dalla questione del <strong>relativismo intellettuale</strong>, lo spauracchio sul quale si basano gran parte delle critiche di oscurantismo a questo Papa. Beh, io il relativismo e lo scetticismo li ho studiati e praticati per tempo. Ho ridacchiato dell&#8217;omino sanguinolento appeso ai legni incrociati, ho perorato le ragioni dell&#8217;anticristo Nietzschiano davanti la vecchia prof di religione del Liceo. Poi sono cresciuto e all&#8217;università ho levitato nell&#8217;<strong>assenza di valori</strong>, ho sminuzzato teoremi e teorie che<strong> dimostravano l&#8217;indimostrabilità dell&#8217;indimostrabile</strong>. Ho creduto sempre e solo al diritto naturale, alla razionalità, alla concretezza.<br />
Ma alla fine?<br />
Quando poi mi sono realizzato nella vita concreta senza valori, senza un impegno personale, senza uno sforzo e un esempio, mi sono accorto di <strong>essere un debole</strong>, di star fuggendo da una qualsiasi meta che non fosse il mio personale soddisfacimento. A quel punto mi sono reso conto che Dio non era solo una consolazione, ma una forza, inspiegabile, indecifrabile e potentissima.</p>
<p>Da allora per me il relativismo culturale di cui parla il Papa rappresenta quella facile tendenza a <strong>banalizzare le questioni sulla vita</strong>, sul <strong>futuro </strong>e sull&#8217;<strong>economia</strong>. E&#8217; quell&#8217;edonistico dire “Voglio scegliere&#8230;la vita è mia&#8230;devo godere di tutto&#8230;si vive una volta sola&#8230;”, senza però curarsi veramente della libertà e della dignità delle persone che ci stanno intorno.</p>
<p>Credere per me<strong> è una sfida</strong>, perché <strong>non è per un cazzo facile avere Fede</strong> e non lasciarsi andare al consumismo, all&#8217;egoismo e all&#8217;irrazionalità dell&#8217;assenza di valori.</p>
<p>Ovviamente con questo non voglio affermare che quanto detto dalla Chiesa finora su questioni come l&#8217;<strong>aborto</strong>, l&#8217;<strong>omosessualità</strong>, le <strong>coppie di fatto</strong> o l&#8217;<strong>eutanasia </strong>sia giusto acriticamente, ma che valga la pena di interrogarsi e discutere in maniera profonda sui reali effetti sociali, beh questo mi sembra più che dovuto.</p>
<p>Ecco <strong>discussione</strong>, <strong>parola</strong>, <strong>scambio</strong>, questo è quello di cui parlava l&#8217;intera conferenza, ma è anche quello che a volte manca in Rete. Sui vari social non si perde occasione di inveire contro chiunque esprima un&#8217;opinione differente dal mainstream web (evidentemente anticlericale). Chi si dichiara apertamente credente infatti viene spesso <strong>tacciato di mille e una colpa</strong>, dalle crociate fino ai preti pedofili senza accettare ragioni o confronto. E quando si esauriscono le motivazioni si passa ai mistici controsensi del tipo “ma se sei cattolico fai l&#8217;amore solo per procreare?”, “una mia amica voleva abortire e i medici erano tutti obiettori”, “Gesù è una finzione storica”, “se la Chiesa è tanto ricca perché non sfama i poveri”, “tu pecchi tanto sai di confessarti, quindi sei un ipocrita”, etc etc..</p>
<p>Non ci sono grandi possibilità di dibattito, il clima s&#8217;inasprisce immediatamente in mezzo all&#8217;ironia dei più, senza che nessuno si preoccupi di astrarre dalle regole delle Fede, quell&#8217;<strong>enorme corollario di indicazioni morali </strong>che fanno di un uomo si un buon cattolico, ma anche una persona civile in grado di vivere in pace con il prossimo. Il paradosso poi è che ai cattolici non viene mai dato il beneficio del dubbio riguardo l&#8217;innovazione, il progresso o la reinterpretazione della Fede in chiave attuale. Solitamente<strong> si è bacchettoni o ipocriti</strong>, come se l&#8217;esegesi biblica si fosse esaurita ai tempi di Sant&#8217;Agostino. Accanirsi sull&#8217;interpretazione letterale di un testo sacro è un controsenso logico razionalmente inconcepibile. Gesù per esempio non aveva mai parlato di internet, però sicuramente sarebbe stato un grande podcaster! Per rendervi conto di come è possibile parlare di Fede, guardate i Blog dell&#8217;amico Giovanni don, <a title="Link a Blog di Giovanni don" href="http://www.gioba.it/" target="_blank">Gioba</a> e <a title="Link a Blog di Giovanni don" href="http://sorrisodelragno.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">Sorriso del ragno</a>.</p>
<p>Molto significative poi sono le parole scritte da Mons Bagnasco sull&#8217;opuscolo distribuito durante l&#8217;udienza (grassetti miei):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;In questo ambito <strong>non si consumano duelli o sfide </strong>alla maniera dello scontro tra il gesuita e l&#8217;agnostico della via Lattea di Bunuel, ma si svolgono <strong>confronti rispettosi e al tempo stesso serrati</strong>. Non ci si arrocca in fondamentalismi o integralismi reciproci, ma con <strong>pacata fermezza</strong> si presentano le proprie identità, non si adotta un&#8217;<strong>apologetica autoreferenziale</strong> delle nostre posizioni ideali, ma si ascoltano anche le ragioni, le interrogazioni, le ricerche altrui. In questo “cortile” i nuovi mezzi della comunicazione informatica permettono un&#8217;immediatezza e una trasparenza prima irraggiungibile e si ha, così, la possibilità di spingere la cultura “laica” a <strong>uscire da concezioni troppo banali e povere del credere, così come è possibile rivelare ai fedeli la spiritualità e l&#8217;etica attestata anche dagli agnostici evitando ogni sarcasmo o sberleffo reciproco</strong>. Si può sviluppare una comune riflessione antropologica la più completa possibile, che non amputi le dimensioni interiori e che riconosca la molteplicità dei canali di conoscenza dell&#8217;uomo e della donna (arte, poesia, amore, sentimento, filosofia, teologia oltre ragione, scienza, tecnica). Si può creare una<strong> cultura di collaborazione tra Chiese e società per un&#8217;etica civile</strong>, per un mondo più giusto, per la pace.&#8221;<br />
(Opuscolo Testimoni Digitali, p. 27-28;)</em></p></blockquote>
<p>Secondo me questo testo, in maniera ancora più chiara rispetto a quelle del Papa, dimostrano l&#8217;apertura e la disponibilità al confronto per il raggiungimento di un <strong>etica comune</strong> basata sulla ragione, sul rispetto, sulla libertà e sull&#8217;uomo. Ognuno poi deciderà se credere che questo comportamento sia frutto dell&#8217;esempio di Gesù, Maometto, Buddha, Gandhi, Malcom X o Paolo Bonolis, ma che ci sia la necessità di darci tutti una regolata per evitare lo sfacelo sociale ed economico, credo sia chiaro un po&#8217; a tutti. Basta guardarsi attorno con un minimo di onestà per capire cosa manca rispetto a 50 anni fa. <strong>Nessuna evangelizzazione di massa</strong>, solo schietto e pacato confronto diretto.</p>
<p>Solitamente non mi piace parlar tanto e fare il filosofo perché preferisco lavorare, ma credo che questo post fosse necessario per gettare le basi di qualcosa che nei prossimi mesi sarà <strong>molto più che concreto.</strong></p>
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		<title>Auguri scomodi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 19:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e vivono allegramente il clima festaiolo. A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro. Il Natale però &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/auguri-scomodi/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p>E&#8217; Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e <strong>vivono allegramente</strong> il clima festaiolo.<br />
A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro.<br />
Il Natale però è anche il periodo in cui i dissidenti del <em>comun sentire</em> esprimono con<strong> rumoroso disprezzo</strong> la loro alternatività e il loro anticonformismo.</p>
<p>In questa guerra fredda di azioni ed intenti, non ho inviato un solo messaggio di auguri o buone feste e non lo farò.<br />
Quest&#8217;anno <strong>non mi sento in grado</strong> di augurare alcunché.  Sarebbe tutto abbastanza ipocrita, convenzionale e inutile.</p>
<p>Una cosa mi ha regalato questo 2009 però, il dono del <strong>silenzio </strong>e della <strong>violenta umiltà</strong>. E&#8217; difficile ammettere la bravura di qualcun altro a scapito della propria, ma accogliere l&#8217;altro significa arricchirsi, e più sinceramente ci si guarda dentro, e più ci si dovrebbe accorgere di essere poveri, ingoranti e insufficienti.<br />
Invece che blaterare pensieri poco concreti quindi, preferisco riproporre le parole di <a title="link alla pagina di Wikipedia di Don Tonino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Bello" target="_blank">Don Tonino</a> con i suoi <strong>Auguri Scomodi</strong>.<br />
Buona lettura per un 2010 <strong>silenzioso e operoso</strong>.</p>
<blockquote><p>Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza <strong>darvi disturbo</strong>.<br />
Io, invece, vi voglio infastidire. <strong>Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.</strong><br />
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.</p>
<p><strong>Tanti auguri scomodi</strong>, allora , miei cari fratelli!</p>
<p>Gesù che nasce per amore <strong>vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte vertica</strong>li e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.<br />
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.<br />
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei <strong>vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita</strong>, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.<br />
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.</p>
<p>Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni,<strong> rimproveri i tepori delle vostre tombolate</strong>, <strong>provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie</strong>, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.<br />
Gli angeli che annunciano la pace <strong>portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna</strong>, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.<br />
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, <strong>se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.</strong></p>
<p><strong>Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.</strong></p>
<p>I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.<br />
E vi ispirino il desiderio profondo di <strong>vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.<br />
</strong><br />
Buon Natale! <strong><br />
Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.<br />
</strong><em>(grassetti di Antonio Patti LdF)</em></p></blockquote>
<p>Che abbiate fede o meno non importa.<br />
Se avete anche solo un briciolo di razionalità coglierete uno dei mille messaggi di vita quotidiana che questo testo contiene.<br />
Se non vedete nulla, continuate per la vostra strada, ci si rivedrà qui tra qualche mese.</p>
<p>Auguri scomodi a tutti.</p>
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