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	<title>Lavoro da Filosofo &#187; religione</title>
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	<description>Il Blog di Antonio Patti</description>
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		<title>Testimoni Digitali</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se dieci anni fa me lo avessero detto, li avrei derisi sonoramente magari facendo anche qualche facile battuta da neo scettico su Dio. Sabato 24 aprile invece sono andato a Roma per ascoltare Papa Benedetto XVI durante l&#8217;udienza conclusiva della conferenza “Testimoni Digitali”.
Cosa è successo in questi anni? In futuro spero di farci un libro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se dieci anni fa me lo avessero detto, li avrei derisi sonoramente magari facendo anche qualche facile battuta da neo scettico su Dio. Sabato 24 aprile invece sono andato a Roma per ascoltare Papa Benedetto XVI durante l&#8217;udienza conclusiva della conferenza “<a title="Link a sito Testimoni Digitali" href="http://www.testimonidigitali.it" target="_blank">Testimoni Digitali</a>”.</p>
<p>Cosa è successo in questi anni? In futuro spero di farci un libro, intanto però ho già scritto le prime frasi:</p>
<blockquote><p><em>“Era una domenica pomeriggio dell&#8217;agosto 2008, un brutto agosto, un agosto forse tra i più brutti agosti che abbia mai vissuto. Quel giorno non riuscivo a star in casa e uscì in cerca di un passatempo, così come al solito andai al Coin per guardare le commesse.<br />
Mi stancai dopo poco.<br />
Anche per le commesse l&#8217;agosto era davvero un brutto agosto, quindi m&#8217;incamminai verso casa ma senza accorgemene entrai in Chiesa.<br />
Erano le 18:30 e seduto sull&#8217;ultima panca ascoltai per la prima volta una messa di mia spontanea volontà. Fu quello il giorno in cui <strong>tornavo dal Coin, e ho incontrato Dio.</strong>”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: right;">[Questo articolo è molto lungo, se vuoi scarica il <a title="Scarica il pdf del post" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/TestimoniDigitali-_Antonio_Patti.pdf" target="_blank">pdf stampabile da qui</a> 115kb]</p>
<p>Il progetto Testimoni Digitali è stato organizzato dalla CEI per promuovere ed educare alla Rete tutti gli operatori impegnati nella comunicazione della Chiesa. La conferenza e il <a title="Link a sito Testimoni Digitali" href="http://www.testimonidigitali.it">ricchissimo sito</a> hanno parlato trasversalmente a preti, catechisti, insegnanti, addetti alla Buona Stampa e l&#8217;intera popolazione dei credenti.<br />
Sabato mattina nella sala Paolo VI del Vaticano eravamo tantissimi. C&#8217;era gente di tutti i tipi e di tutte le età, gente che non aveva neanche il computer, fighetti in iPhone e adolescenti spara SMS. C&#8217;erano tutti più e l&#8217;unica cosa chiara era che il <strong>Papa avrebbe parlato di Internet</strong>, e ne avrebbe anche parlato bene.</p>
<p>Prima e dopo l&#8217;udienza ho analizzato gli argomenti della conferenza da un&#8217;<strong>ottica privilegiata</strong> perché oltre lavorare nella comunicazione , posso considerarmi un neo credente ancora abbastanza <strong>distaccato </strong>e <strong>critico </strong>da comprendere le problematiche legate all&#8217;immagine della Chiesa e della Fede tout-court.</p>
<p>Professionalmente sono davvero soddisfatto di aver partecipato perché sono certo di aver assistito a un evento che <strong>cambierà la Rete</strong> anche più di quanto abbia fatto Obama. Durante i lavori di giovedì e venerdì hanno partecipato 1.500 persone. Sabato 6.000. Tutti a loro volta coinvolti nella comunicazione parrocchiale. Tecnicamente quindi stiamo parlando della promozione di Internet verso <strong>qualche milione di persone.</strong></p>
<p>Nonostante questo la Rete non sembra essersi accorta gran che dell&#8217;accaduto (“Testimoni digitali” su <a title="Link a search su Twitter" href="http://twitter.com/#search?q=%22Testimoni%20digitali%22" target="_blank">Twitter</a>, <a title="Link a search su FriendFeed" href="http://friendfeed.com/search?q=%22testimoni+digitali%22&amp;friends=antoniopattildf" target="_blank">FriendFeed</a>, <a title="Link a search su Blogpulse" href="http://www.blogpulse.com/search?query=testimoni+digitali&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">BlogPulse</a>, <a title="Link a search su BlogBabel" href="http://it.blogbabel.com/tag/%22Testimoni%20digitali%22/" target="_blank">BlogBabel</a>, ma quando arriverà in forza l&#8217;onda calma di fedeli descritta dal Direttore di Avvenire Marco Tarquinio, gli equilibri dei Social Network potrebbero cambiare.<br />
Gli <strong>schemi di comportamento</strong>, le<strong> reti amicali</strong>, le<strong> attività</strong> e il <strong>coinvolgimento delle realtà locali </strong>muterà radicalmente.</p>
<p><a title="continua a leggere" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2010/04/29/testimoni-digitali/#more-1008">continua a leggere</a></p>
<p><span id="more-1008"></span>Il Papa nel suo breve discorso ha infatti affermato che:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Il tempo che viviamo conosce un enorme allargamento delle frontiere della comunicazione, realizza un’inedita convergenza tra i diversi media e rende possibile l’interattività. La rete manifesta, dunque, una vocazione aperta, tendenzialmente egualitaria e pluralista, ma nel contempo segna un nuovo fossato: si parla, infatti, di digital divide. Esso separa gli inclusi dagli esclusi e va ad aggiungersi agli altri divari, che già allontanano le nazioni tra loro e anche al loro interno. Aumentano pure i pericoli di omologazione e di controllo, di relativismo intellettuale e morale, già ben riconoscibili nella flessione dello spirito critico, nella verità ridotta al gioco delle opinioni, nelle molteplici forme di degrado e di umiliazione dell’intimità della persona.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><a title="Link a pagina di Avvenire" href="http://www.avvenire.it/Dossier/Benedetto+XVI/Discorsi/discorso+testimoni+digitali+24+aprile_201004240924106500000.htm" target="_blank">Leggi l&#8217;intervento per intero.</a></p>
<p>Nelle sue parole, da “filosofo” e da “professionista”, mi sono ritrovato su più punti.</p>
<p>Parto subito dalla questione del <strong>relativismo intellettuale</strong>, lo spauracchio sul quale si basano gran parte delle critiche di oscurantismo a questo Papa. Beh, io il relativismo e lo scetticismo li ho studiati e praticati per tempo. Ho ridacchiato dell&#8217;omino sanguinolento appeso ai legni incrociati, ho perorato le ragioni dell&#8217;anticristo Nietzschiano davanti la vecchia prof di religione del Liceo. Poi sono cresciuto e all&#8217;università ho levitato nell&#8217;<strong>assenza di valori</strong>, ho sminuzzato teoremi e teorie che<strong> dimostravano l&#8217;indimostrabilità dell&#8217;indimostrabile</strong>. Ho creduto sempre e solo al diritto naturale, alla razionalità, alla concretezza.<br />
Ma alla fine?<br />
Quando poi mi sono realizzato nella vita concreta senza valori, senza un impegno personale, senza uno sforzo e un esempio, mi sono accorto di <strong>essere un debole</strong>, di star fuggendo da una qualsiasi meta che non fosse il mio personale soddisfacimento. A quel punto mi sono reso conto che Dio non era solo una consolazione, ma una forza, inspiegabile, indecifrabile e potentissima.</p>
<p>Da allora per me il relativismo culturale di cui parla il Papa rappresenta quella facile tendenza a <strong>banalizzare le questioni sulla vita</strong>, sul <strong>futuro </strong>e sull&#8217;<strong>economia</strong>. E&#8217; quell&#8217;edonistico dire “Voglio scegliere&#8230;la vita è mia&#8230;devo godere di tutto&#8230;si vive una volta sola&#8230;”, senza però curarsi veramente della libertà e della dignità delle persone che ci stanno intorno.</p>
<p>Credere per me<strong> è una sfida</strong>, perché <strong>non è per un cazzo facile avere Fede</strong> e non lasciarsi andare al consumismo, all&#8217;egoismo e all&#8217;irrazionalità dell&#8217;assenza di valori.</p>
<p>Ovviamente con questo non voglio affermare che quanto detto dalla Chiesa finora su questioni come l&#8217;<strong>aborto</strong>, l&#8217;<strong>omosessualità</strong>, le <strong>coppie di fatto</strong> o l&#8217;<strong>eutanasia </strong>sia giusto acriticamente, ma che valga la pena di interrogarsi e discutere in maniera profonda sui reali effetti sociali, beh questo mi sembra più che dovuto.</p>
<p>Ecco <strong>discussione</strong>, <strong>parola</strong>, <strong>scambio</strong>, questo è quello di cui parlava l&#8217;intera conferenza, ma è anche quello che a volte manca in Rete. Sui vari social non si perde occasione di inveire contro chiunque esprima un&#8217;opinione differente dal mainstream web (evidentemente anticlericale). Chi si dichiara apertamente credente infatti viene spesso <strong>tacciato di mille e una colpa</strong>, dalle crociate fino ai preti pedofili senza accettare ragioni o confronto. E quando si esauriscono le motivazioni si passa ai mistici controsensi del tipo “ma se sei cattolico fai l&#8217;amore solo per procreare?”, “una mia amica voleva abortire e i medici erano tutti obiettori”, “Gesù è una finzione storica”, “se la Chiesa è tanto ricca perché non sfama i poveri”, “tu pecchi tanto sai di confessarti, quindi sei un ipocrita”, etc etc..</p>
<p>Non ci sono grandi possibilità di dibattito, il clima s&#8217;inasprisce immediatamente in mezzo all&#8217;ironia dei più, senza che nessuno si preoccupi di astrarre dalle regole delle Fede, quell&#8217;<strong>enorme corollario di indicazioni morali </strong>che fanno di un uomo si un buon cattolico, ma anche una persona civile in grado di vivere in pace con il prossimo. Il paradosso poi è che ai cattolici non viene mai dato il beneficio del dubbio riguardo l&#8217;innovazione, il progresso o la reinterpretazione della Fede in chiave attuale. Solitamente<strong> si è bacchettoni o ipocriti</strong>, come se l&#8217;esegesi biblica si fosse esaurita ai tempi di Sant&#8217;Agostino. Accanirsi sull&#8217;interpretazione letterale di un testo sacro è un controsenso logico razionalmente inconcepibile. Gesù per esempio non aveva mai parlato di internet, però sicuramente sarebbe stato un grande podcaster! Per rendervi conto di come è possibile parlare di Fede, guardate i Blog dell&#8217;amico Giovanni don, <a title="Link a Blog di Giovanni don" href="http://www.gioba.it/" target="_blank">Gioba</a> e <a title="Link a Blog di Giovanni don" href="http://sorrisodelragno.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">Sorriso del ragno</a>.</p>
<p>Molto significative poi sono le parole scritte da Mons Bagnasco sull&#8217;opuscolo distribuito durante l&#8217;udienza (grassetti miei):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;In questo ambito <strong>non si consumano duelli o sfide </strong>alla maniera dello scontro tra il gesuita e l&#8217;agnostico della via Lattea di Bunuel, ma si svolgono <strong>confronti rispettosi e al tempo stesso serrati</strong>. Non ci si arrocca in fondamentalismi o integralismi reciproci, ma con <strong>pacata fermezza</strong> si presentano le proprie identità, non si adotta un&#8217;<strong>apologetica autoreferenziale</strong> delle nostre posizioni ideali, ma si ascoltano anche le ragioni, le interrogazioni, le ricerche altrui. In questo “cortile” i nuovi mezzi della comunicazione informatica permettono un&#8217;immediatezza e una trasparenza prima irraggiungibile e si ha, così, la possibilità di spingere la cultura “laica” a <strong>uscire da concezioni troppo banali e povere del credere, così come è possibile rivelare ai fedeli la spiritualità e l&#8217;etica attestata anche dagli agnostici evitando ogni sarcasmo o sberleffo reciproco</strong>. Si può sviluppare una comune riflessione antropologica la più completa possibile, che non amputi le dimensioni interiori e che riconosca la molteplicità dei canali di conoscenza dell&#8217;uomo e della donna (arte, poesia, amore, sentimento, filosofia, teologia oltre ragione, scienza, tecnica). Si può creare una<strong> cultura di collaborazione tra Chiese e società per un&#8217;etica civile</strong>, per un mondo più giusto, per la pace.&#8221;<br />
(Opuscolo Testimoni Digitali, p. 27-28;)</em></p></blockquote>
<p>Secondo me questo testo, in maniera ancora più chiara rispetto a quelle del Papa, dimostrano l&#8217;apertura e la disponibilità al confronto per il raggiungimento di un <strong>etica comune</strong> basata sulla ragione, sul rispetto, sulla libertà e sull&#8217;uomo. Ognuno poi deciderà se credere che questo comportamento sia frutto dell&#8217;esempio di Gesù, Maometto, Buddha, Gandhi, Malcom X o Paolo Bonolis, ma che ci sia la necessità di darci tutti una regolata per evitare lo sfacelo sociale ed economico, credo sia chiaro un po&#8217; a tutti. Basta guardarsi attorno con un minimo di onestà per capire cosa manca rispetto a 50 anni fa. <strong>Nessuna evangelizzazione di massa</strong>, solo schietto e pacato confronto diretto.</p>
<p>Solitamente non mi piace parlar tanto e fare il filosofo perché preferisco lavorare, ma credo che questo post fosse necessario per gettare le basi di qualcosa che nei prossimi mesi sarà <strong>molto più che concreto.</strong></p>
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		<title>Auguri scomodi</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2009/12/24/auguri-scomodi/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 19:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e vivono allegramente il clima festaiolo.
A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro.
Il Natale però è anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e <strong>vivono allegramente</strong> il clima festaiolo.<br />
A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro.<br />
Il Natale però è anche il periodo in cui i dissidenti del <em>comun sentire</em> esprimono con<strong> rumoroso disprezzo</strong> la loro alternatività e il loro anticonformismo.</p>
<p>In questa guerra fredda di azioni ed intenti, non ho inviato un solo messaggio di auguri o buone feste e non lo farò.<br />
Quest&#8217;anno <strong>non mi sento in grado</strong> di augurare alcunché.  Sarebbe tutto abbastanza ipocrita, convenzionale e inutile.</p>
<p>Una cosa mi ha regalato questo 2009 però, il dono del <strong>silenzio </strong>e della <strong>violenta umiltà</strong>. E&#8217; difficile ammettere la bravura di qualcun altro a scapito della propria, ma accogliere l&#8217;altro significa arricchirsi, e più sinceramente ci si guarda dentro, e più ci si dovrebbe accorgere di essere poveri, ingoranti e insufficienti.<br />
Invece che blaterare pensieri poco concreti quindi, preferisco riproporre le parole di <a title="link alla pagina di Wikipedia di Don Tonino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Bello" target="_blank">Don Tonino</a> con i suoi <strong>Auguri Scomodi</strong>.<br />
Buona lettura per un 2010 <strong>silenzioso e operoso</strong>.</p>
<blockquote><p>Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza <strong>darvi disturbo</strong>.<br />
Io, invece, vi voglio infastidire. <strong>Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.</strong><br />
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.</p>
<p><strong>Tanti auguri scomodi</strong>, allora , miei cari fratelli!</p>
<p>Gesù che nasce per amore <strong>vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte vertica</strong>li e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.<br />
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.<br />
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei <strong>vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita</strong>, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.<br />
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.</p>
<p>Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni,<strong> rimproveri i tepori delle vostre tombolate</strong>, <strong>provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie</strong>, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.<br />
Gli angeli che annunciano la pace <strong>portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna</strong>, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.<br />
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, <strong>se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.</strong></p>
<p><strong>Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.</strong></p>
<p>I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.<br />
E vi ispirino il desiderio profondo di <strong>vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.<br />
</strong><br />
Buon Natale! <strong><br />
Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.<br />
</strong><em>(grassetti di Antonio Patti LdF)</em></p></blockquote>
<p>Che abbiate fede o meno non importa.<br />
Se avete anche solo un briciolo di razionalità coglierete uno dei mille messaggi di vita quotidiana che questo testo contiene.<br />
Se non vedete nulla, continuate per la vostra strada, ci si rivedrà qui tra qualche mese.</p>
<p>Auguri scomodi a tutti.</p>
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