Novità in casa Patti LdF

Posted on April 12th, 2010 by Antonio Patti LdF  |  7 Comments »

Sono quasi le 21,
il pavimento profuma e non un acaro è sopravvissuto alla mia guerra alla polvere. Altri due scatoloni sono spariti e sopra i pensili della cucina, adesso mi guardano appollaiati con naturalezza un tirannosauro di plastica e He-Man.Da oggi anche i vicini potranno conoscere il mio nome, e i più attenti potranno arrivare anche questo Blog.

Dlin dlon!

Ho cambiato casa, a cinque anni dalla mia emigrazione, ho preso coraggio e portafoglio a due mani, e ho affittato un monolocale. Fantastico. Adesso ho 35 metri quadri di completa autonomia, nessun obbligo e nessuna restrizione a parte la sottigliezza delle mura che mi dividono dai vicini.

I traslochi sono tra le cose più faticose che esistano, e più si vive la vita, e più la fatica di un trasferimento aumenta. Come i paguri col passare degli anni abbiamo sempre più cose da portarci dietro. Tanti oggetti, tantissimi piccoli, minuscoli oggetti che nella vita di tutti i giorni non notiamo neanche, ma quando arriva il momento di fare gli scatoloni, eccoli spuntare insieme al passato che rappresentano.

Piccoli giocattoli degli ovetti Kinder, biglietti d’ingresso, cartoline, lettere, peluches e foto. Oggetti dalle dimensioni ridottissime che s’insinuano negli angoli meno visibili delle camere diventando parte dell’arredamento. Quasi come se ogni attore avesse voluto lasciare un segno del suo passaggio su palco.

Da una settimana sono nella mia nuova casa, ma poco più di quattordici giorni fa, vi ho rivisti tutti. Si probabilmente tutti voi che ancora con fiducia guardate questo Blog per controllare se Antonio ha scritto qualcosa di nuovo. Ne sono certo, vi ho ricordato uno per uno. Vi giuro di non aver tralasciato nessuno, neanche chi per una ragione o per un’altra non legge più queste pagine e difficilmente potrà vedere quanto è cambiato.

Adesso qui, seduto sul divano, coi piedi sulla sedia, il mac sconnesso dalla Rete e il letto a soppalco che mi sovrasta, ascolto Robert Costlow mentre preparo l’inizio del nuovo importante capitolo della mia storia, infatti vedete? Anche la grafica del Blog è cambiata.

Vi piace?
E’ la prima volta che espongo in pubblico questo strano disegno.

Non chiedetemi cosa sia. Ricordo solo di averlo sognato oltre quindici anni fa e da allora l’ho sempre portato con me come fosse un segno premonitore. Adesso è lì a significare chissà cosa. Di sicuro gioverà a creare un’identità che potrebbe diventare anche una marca. Chissà..

Qui ormai non parlo di lavoro da quasi due anni, proprio quei due anni in cui la mia professionalità è cresciuta di più. Beh, da oggi cambierà anche questo. Troverò il modo di mantenere la discrezione necessaria a chi lavora in comunicazione, ma mi sforzerò di produrre qualcosa che possa essere utile alla comunità dei colleghi, ma soprattutto ai giovani che come me si affidano a Internet per il loro futuro.

Che dire infine?
Hai letto fin qui?
Allora ci tieni davvero, quindi ti ringrazio e spero di ricambiare la tua attenzione e il tuo affetto in qualche maniera. Stanno cambiando apparentemente le cose, ma come succede alle piante, sono le radici la vera origine della vita, ed è quello che ho curato finora. Adesso toccherà “solo” sbocciare.
A prestissimo.

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Sto tornando

Posted on March 27th, 2010 by Antonio Patti LdF  |  6 Comments »

Sono passati poco più di 3 mesi, oltre 90 giorni dal mio ultimo post.
Che ritmi imbarazzanti per uno che si spaccia come un comunicatore del web, ma vi prego scusatemi. Ho lavorato a tante cose, ho partecipato a tutti gli altri social cosi, ma ho anche pensato tanto.

Dopo la conferenza a cui ho partecipato oggi però, credo di aver concluso il processo di gestazione della mia rinnovata presenza sul web. Ho quasi finito il nuovo layout ed entro una settimana tornerò a scrivere con maggiore frequenza dei lavori che sto portando avanti, dell’entità collettiva che ho fondato con alcuni amici, ma soprattutto parlerò delle persone e dei pensieri che ho incrociato in questi mesi.

Datemi una settimana e sarò di nuovo presente tra voi, con sempre in mente gli stessi auguri scomodi di tre mesi fa.

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Processo alla marca

Posted on May 29th, 2009 by Antonio Patti LdF  |  4 Comments »

Ieri sera ho partecipato ad un altro incontro di Rulling Companies dal titolo “Processo alla marca, continuità o cambiamento“.

A differenza dello scorso incontro su Facebook, stavolta mi sento davvero soddisfatto perché ho imparato qualcosa di nuovo e ho ascoltato finalmente cose un po’ meno scontate del solito.

Il fulcro del processo, pantomima che forse si sarebbe potuta evitare, verteva sul valore dei brand/marche nell’era moderna. Ho ascoltato con molto interesse gli interventi di Alberto Frausin AD di Carlsberg, Stefano Leonangeli AD di Martini e Rossi, Gianluca Pastore AD di Brand Portal, Daniele Tirelli presidente di Popai, Salvatore Vicari direttore del dipartimento di management della Bocconi per poi tirare 3 sommette durante l’attesa del bus.

1) tutte le aziende si sono accorte che il futuro è (anche) Internet
2) pochi tra quelli che fanno Internet sanno cosa fanno le aziende
3) il marketing non è una scienza esatta

(1) Tutti i personaggi intervenuti, ma anche tutte le conferenze, i giornali, etc parlano di nuovi consumatori, bestie incontrollabili che comprano ciò che vogliono, che criticano, che comunicano tra loro in maniera schizofrenica e dissacrante sulle loro paginette web.

Ne sono certo, se ne sono accorti tutti e nei prossimi anni chi riuscirà a crearsi il personaggio avrà di sicuro un futuro prospero e ben remunerato, ma siamo sicuri che chi farà il web analizzerà le reali necessità dell’azienda? Andrea Carrara presidente del gruppo Coin invece che stare a disquisire sul valore o meno dei brand e della Rete, ha portato la sua testimonianza affermando che è necessario curare il punto vendita, il packaging e, ovviamente, la qualità del prodotto…tutte cose di cui non ho mai sentito parlare a nessuno dei miei colleghi del web.

(2) Ora ok, noi facciamo comunicazione che non è proprio marketing, ma prima di snocciolare le fantasticherie dei vari social network, ci si chiede mai se un’azienda di tubi di scarico per bagni industriali se ne possa far qualcosa di una fan page di Facebook? Inoltre come è possibile trasmettere l’equity (il valore, la fama, l’anima intangibile di una marca per chi non lo sapesse) se non si affronta e si studia il tema? Come si fa a proporre qualcosa senza valutare, o perlomeno indagare, tutto il processo di ideazione, produzione, vendita e distribuzione del prodotto? Ma ci si rende conto di essere dei comunicatori monchi in grado solo di cavalcare la moda del web? Quando i responsabili marketing apriranno gli occhi e sarà passato lo shock di Internet, cosa resterà delle consulenze fotocopia? Cosa si dirà alle conferenze?

Probabilmente ci si ridurrà a parlare delle case histories perché alla fine (3) tutta questa fuffa, tra marketing e comunicazione, non è altro che un’enorme gomitolo di casi di successo legati a intuito, estro, qualità e gran botte di culo che non producono delle leggi scientifiche nonostante vengano raccontate come se fossero frutto di chissà quale strategia.

Dopo oggi sono ancora più convinto che il settore in cui lavoro non sia altro che un enorme esperienziario in cui i fatti degli altri, le proprie avventure e soprattutto la capacità di capire cosa/chi c’è intorno, sono in grado di portare dei risultati concreti.

Sapere, capire e adattare. E anche un po’ di culo non guasta.

Non ci sono formule che tengano, a parte quelle algebriche delle entrate e delle uscite finanziarie.

Dopo aver preso il bus poi mi sono pure soffermato a pensare a quanto sia strana la mia posizione. Di come sia interessante e complesso fare comunicazione per un’azienda di servizio pubblico, ma questo sarà un altro post credo.

Adesso però vediamo se qualcuno dei citati leggerà tutto questo. Magari avranno ingaggiato qualche agenzia di pr che ribalta il web in cerca di parole chiave.
Yhuu, ci siete?

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Shh, silenzio

Posted on April 13th, 2009 by Antonio Patti LdF  |  No Comments »

Non scrivo da quasi un mese perché non ho avuto voglia.
Perché la sera sono stanco.
Perché al mattino non faccio altro che parlare, spiegare, scrivere e..comunicare.

Si parla, si parla.
Si parla sempre tanto, troppo, anche quando non si ha un cazzo da dire, ma si parla e straparla.

Il mondo di Internet e quello della comunicazione sono colmi di parole e immagini.
Tutti sentono di dover dire, di dover far sapere.
Molto spesso si sente l’esigenza di giustificarsi e motivarsi. Più ci si spiega, e più si sente di valere.

Shhh, silenzio..

Pensa un istante. Muoviti piano, senza farti vedere.
Scuoti i pensieri della tua mente senza urtare chi ti sta attorno.

L’universo va avanti grazie alla gente che lavora, non a quelli che raccontano fiabe leggendarie.
Zitto. Stai testa bassa non per timore, ma per guardare dove poggi i piedi.

In Abruzzo, l’inferno ha visto la luce.
Non sono riuscito a far nulla. Inerme.
Chiunque ha preso parte al pubblico cordoglio. Io ho sentito solo l’esigenza di tacere.
Solo il silenzio rimargina le ferite per affrontare il futuro.

La stranezza dove sta?
Che lavoro nella Comunicazione. Che passo quasi 10 ore al giorno a semplificare, tagliuzzare, disegnare e divulgare informazioni complesse. Lo faccio con passione e qualcuno pensa che lo faccia anche bene, ma shhh, silenzio.

Una delle poche cose che ho imparato lontano dai libri e dalla Rete è che si deve ascoltare, e per farlo bisogna star zitti.
Shhh, silenzio.
Zitti..a guardare, a fissare, a scrutare quello che succede, quello che dicono, quello che sospirano e se ci se la si fa, anche quello che pensano. Bisogna serrare le labbra, strizzare gli occhi e affondare come una lama il mondo per saggiarne il sapore.

Con il passare degli anni sto iniziando a detestare le parole inutili.
Le detesto ancora di più quando vengono pronunciate da persone che chiacchierano per affermarsi.
Per adesso vivo in mezzo a questa gente, quindi scriverò sempre poco e sempre cose un po’ strane come questa, l’importante è non lasciarsi andare mai

Visto che ho pure aggiornato il template e WP? Ancora c’è un po’ di lavoro da fare sulla grafica e sulle pagine descrittive, ma è già un passso no?

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