Workshop Subway-Letteratura da Filosofo
Il fine settimana scorso ho partecipato ai workshop organizzati da Subway-Letteratura, forse il più noto e diffuso concorso per scrittori emergenti d’Italia. Avete presente i libriccini che si trovano in metropolitana in questo periodo? Bene quelli!
Io, come al solito, ho partecipato solo per il gusto di imparare qualcosa di nuovo e uscire dalla routine del web, quindi quatto quatto sabato mattina mi sono presentato alle 9:30 alla Fabbrica del Vapore con le migliori intenzioni.
La prima lezione era dedicata alle copertine, poi caffé, poi la cessione dei diritti di un libro, poi pranzo e altro caffé, poi poesia, piccola capatina da Giuliana in corriera al MomCamp e poi ritorno in Fabbrica. Il giorno dopo invece, sempre all’albeggiare delle 9:30, ci si è dati al marketing dell’editoria, alle tecniche per la strutturazione e la stesura di un romanzo per finire con le presentazioni, i baci, gli abbracci e gli scambi mail.

Tutto. Tutto stramaledettamente interessante anche se distante anni luce dal mio lavoro e dai miei interessi. Io che sto tutto il giorno a smaterializzare e virtualizzare, a sminuzzare, semplificare e banalizzare, eccomi in un covo di artisti della parola e dell’immagine. Quantomeno ironico, ma quanto è stato bello! Guardavo con invidia i miei compagni appuntare i suggerimenti degli insegnanti ricordando il mio passato da aspirante artista.
Tra i banchi scorreva energia a fiotti, e dopo averci sguazzato liberamente posso confermare che quei libretti, quella dozzina di fogli di carta riciclata che trovate in metro sono stati scritti da veri sognatori. Purtroppo la vita mondana milanese mi aveva un po’ inaridito. I Barcamp, le conferenze e gli eventi ormai parlano solo di sofisticati progetti tecnologici, con sempre gli stessi termini, qualche immagine rubata, ma senza uno straccio di anima.
Quale tra le mille tecnologie che sforniamo aiuta davvero gli utenti a raccontarsi?
Twitter? Facebook? FriendFeed? Lasciamo perdere…
Durante le lezioni invece si parlava di storie, paure, amicizia e amore. Non importava un cazzo a nessuno della partecipazione, dell’interazione o del web 2.0! Li si studiava come reinventare la realtà per renderla ancora più vera.
Certo, in mezzo a questo ben di Dio non mancavano soffi di inutile boria letteraria, ma fortunatamente l’atmosfera era abbastanza calda da non temere niente e nessuno. Sabato sera Subway ha offerto la cena a tutti i partecipanti presso un’associazione reduci vicino Porta Venezia. Un circolo sotterraneo nello spazio e nel tempo, sotto il livello della strada e del presente. Surreale, fantastico, fuori da Milano e da ogni previsione, soprattutto quando abbiamo scoperto la pista da ballo circondata da arzilli nonnetti danzanti.
Lasagne ottime, vino abbondante e brindisi da osteria. Poi ballo liscio, mazurca, tango e si..anche qualche canzone anni 80 rigorosamente live con accompagnamento di pianola.
Un’esperienza assolutamente indimenticabile, soprattutto per i sette ottavi dell’iceberg Anselmo di cui non sto scrivendo. Una strana parentesi milanese che mi ha fatto tornare nel magico mondo della letteratura, ma quella schietta fatta di passioni e fatica, non quella delle presentazioni e dei comunicati stampa.
Adesso il nostro premio selezione Migrart ha tutto un altro valore.
Innovative Day da Filosofo
Dopo tanto silenzio, breve racconto della giornata all’Innovative Day dell’autore di questo Blog, del suo lavoro, della sua presentazione e dei suoi soliti pensieri finali.
Autocelebrazione riflessiva
Filed under: Lavoro da Filosofo, Philosopher's Job
Breve elenco delle cose fatte e pensate in questo periodo. Autocelebrazione con riflessioni potenzialmente profonde dell’autore del Blog.
Codice Internet da Filosofo
Una didascalica descrizione dell’apparizione pubblica e lavorativa nella trasmissione di Codice Internet dell’autore di questo Blog.
