Musica, creatività e comunicazione
Ieri ho comprato una tastiera MIDI con 49 tasti.
Se la domanda è “sai suonare”, la risposta è NO!
Cosa l’ho comprata a fare? Beh ne avevo voglia da tempo. Credo che la musica sia una delle tante espressioni dell’animo umano capace di allargare i confini e le capacità molto più che le conferenze, i white paper e le ricerche universitarie.
E’ un certo periodo inoltre che cerco di assecondarmi cercando di alimentare quel piccolo, emaciato e trascurato estro creativo che da piccolo avevo. Il mio lavoro consiste nel tenere tutto sotto controllo, nel non far scappare una virgola quindi diciamo che né per caso, né per formazione, è previsto qualche momento dedicato alla creatività.
Da tantissimo inoltre vorrei imparare a suonare uno strumento.
Settimana scorsa ero sul punto di comprare una chitarra, ma poi uno scatto di orgoglio mi ha fatto resistere. Questa settimana invece, maturati i motivi per cui 100 euro sarebbero stati ben spesi, ho comprato la M-Audio e49, che è leggera, maneggevole e con Garage Band mi consente di far praticamente di tutto.
Ecco la mia prima creazione

Certo nulla di che, però mi sono divertito.
In verità oltre questi biechi mix, vorrei imparare a suonare davvero, e magari esibirmi davanti a una piccolissima platea col pezzo di Alan Silvestri di Forrest Gump.
Intanto sono sempre più convinto di quanto creatività e comunicazione sia correlate, anche se ho conosciuto creativi con fortissimi problemi relazionali, mentre i più grandi comunicatori spesso sono biechi venditori di fumo.
Non so..forse lo dico perché non sono uno sviluppatore, ma quando si pensa alle relazioni tra le tabelle essequélle, alle librerie e alle mille altre diavolerìe che a noi umani sembrano lettere insensate, non pensate mai alla musica? Non guardate mai con invidia un pianista che, con pochi più tasti rispetto alla vostra tastiera, scatena emozioni e immagini infinite? Pensate mai a come si crea in lui la melodia? Quali sono i processi, i collegamenti, le elaborazioni? Come si fa a sincronizzare le mani? Come si fa a pensare, sorridere, a volte anche cantare tutto contemporaneamente?
Non è questo un vero approccio olistico rispetto a quello millantato dal marketing patinato?
Entrare nell’arte e nei suoi strumenti per capirne le dinamiche e le proprietà.
Studiare la comunicazione per me non è solo essere aggiornati e pronti alla chiacchiera, ma anche acquisire linguaggi e strumenti che non ci appartengono, ma che hanno molta più forza ed efficacia di mille libri sulla comunicazione.
E’ banale, ma per comunicare bisogna vivere, non studiare, e la vita è varia..molto varia..
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