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	<title>Lavoro da Filosofo &#187; Filosofia</title>
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	<description>il Blog personale di Antonio</description>
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		<title>Granita di mandorla</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 08:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Finite le vacanze estive, torno a Milano pronto per conquistare il mondo e penso che dovunque andrò, nel bene o nel male, non potrò non dirmi siciliano. Questa è &#8220;La legge dell&#8217;appartenenza alla granita di mandorla&#8220;.]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Finite le vacanze estive, torno a Milano pronto per conquistare il mondo e penso che dovunque andrò, nel bene o nel male, <strong>non potrò non dirmi siciliano</strong>.</p>
<p>Questa è &#8220;<em>La legge dell&#8217;appartenenza alla granita di mandorla</em>&#8220;.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/X1Xx3o2hn2U?rel=0" frameborder="0" width="500" height="311"></iframe></p>
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		<title>Il silenzio</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/il-silenzio/</link>
		<comments>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/il-silenzio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 07:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa il mio direttore risorse umane ha voluto incontrarmi per avere un riscontro sul percorso che ho iniziato quasi tre anni fa in ATM. Quando mi ha chiesto quale fosse la cosa più importante che ho imparato, non ho esitato un istante e ho detto &#8220;il silenzio&#8220;. Il silenzio di cui parlo tuttavia &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/il-silenzio/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p>Qualche settimana fa il mio direttore risorse umane ha voluto incontrarmi per avere un riscontro sul percorso che ho iniziato quasi tre anni fa in ATM. Quando mi ha chiesto quale fosse la cosa più importante che ho imparato, non ho esitato un istante e ho detto &#8220;il <strong>silenzio</strong>&#8220;.</p>
<p>Il silenzio di cui parlo tuttavia non è omertà, né debolezza o fancazzismo.<br />
Il silenzio che ho imparato è quel particolarissimo <strong>esercizio mentale</strong> che ti consente di parlare solo quando necessario, che ti fa misurare ogni parola, ogni sibilo, ogni cenno, fino al nulla, fino al silenzio più assoluto.</p>
<p>Il silenzio che ho imparato a lavoro è uno degli <strong>strumenti base</strong> del buon comunicatore.<br />
Per essere presente, ogni tanto, devi mancare, e più si sentirà la tua mancanza, e più sarai ascoltato quando parlerai.</p>
<p>Il silenzio è fondamentale anche quando la smania di potere, l&#8217;ignoranza e la superbia imperversano incontrollatamente. E&#8217; proprio quello il momento in cui il silenzio rimette a posto situazioni altrimenti irrisolvibili.</p>
<p>Se non puoi vincere, dagli ragione, <strong>fin quando non se ne dimenticheranno.</strong></p>
<p>Il silenzio è quella cosa che ti salva il culo quando invece lo stomaco si ritorce, le mani prudono e la palpebra vibra di quel fastidiosissimo tick nervoso.</p>
<p>Non è tutto silenzio però quello che tace.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/puntito_d_color/3120827343/"></a><a href="http://www.flickr.com/photos/puntito_d_color/3120827343/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1082 aligncenter" style="border: 0pt none;" title="Immagine di bimbo shh!" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/09/3120827343_cebb428ccc.jpg" border="0" alt="" width="340" height="350" /></a></p>
<p>Il silenzio infatti non è solo uno strumento di potere, ma è anche<strong> autocontrollo e riflessione</strong>.<br />
Il silenzio è soprattutto uno dei pochi momenti in cui puoi <strong>ascoltare solo te stesso</strong>.</p>
<p>Quando pensi, in silenzio, parli?<br />
Hai mai fatto caso a quanto sia strano parlarsi allo specchio con la bocca chiusa?<br />
Ti senti, ma le labbra non si muovono. Fa ridere. Sembra un film!</p>
<p><strong>Il silenzio parla</strong>.<br />
Il silenzio urla ciò che chi hai davanti si aspetterebbe di sentire.<br />
Il silenzio, insieme allo sguardo che lo accompagna, esprime tutta la <strong>forza delle parole,</strong> delle sillabe e delle lettere che hai deciso di coprire.</p>
<p>Il silenzio lo vedi, ma <strong>non lo senti</strong>.</p>
<p>Il silenzio non è solo di chi ha qualcosa da nascondere, ma anche di chi ha detto tutto, di chi sa quali sarebbero gli effetti delle parole, di chi vuole <strong>passare oltre</strong>.</p>
<p>Il silenzio è una delle regole della vita che il web non potrà mai accogliere.</p>
<p>Internet è ancora troppo limitato per valorizzare l&#8217;assenza di segnale. Ci sono interi ecosistemi che si basano su rumore incontrollato, su citazioni e testimonianze di intimità che secondo me andrebbero vissute con un po&#8217; meno spettacolarità. Ci sono giorni in cui Facebook assomiglia al <strong>blocco note di uno psicologo</strong>. Alcuni profili sembrano l&#8217;archivio di passioni, paure e fobie di persone ferite dalla vita.</p>
<p>Ho questo Blog dal 2003, e vivo quotidianamente la tentazione di lasciarmi andare a post intimistici scritti un po&#8217; per sfogo, un po&#8217; per mandare dei messaggi precisi ad alcune persone. Poi mi chiedo se valga davvero la pena, e spesso mi rispondo di no, anche se non sembrerebbe.<br />
Mi chiedo se il web sia davvero il luogo in cui sacrificare il benamato silenzio che negli anni mi ha tanto aiutato a crescere. Certo la smania di mettermi alla berlina, di rappresentare e urlare tutto quello che mi fa da fastidio è forte, come lo è per tutti, ma resistere per me è come un allenamento. Un<strong> allenamento alla vita</strong>. Il silenzio su web mi aiuta a dire quello che sento solo nei momenti adatti, ma serve soprattutto per incanalare l&#8217;energia verso attività più produttive, o semplicemente più discrete.</p>
<p>Avrei altro da dire. Esempi pratici, cattiverie, riferimenti comprensibili solo ad alcuni, ma mi fermo qui. Direi che è il caso di <strong>zittirmi</strong> e passare al prossimo post.</p>
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		<title>Novità in casa Patti LdF</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 10:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono quasi le 21, il pavimento profuma e non un acaro è sopravvissuto alla mia guerra alla polvere. Altri due scatoloni sono spariti e sopra i pensili della cucina, adesso mi guardano appollaiati con naturalezza un tirannosauro di plastica e He-Man.Da oggi anche i vicini potranno conoscere il mio nome, e i più attenti potranno &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/novita-in-casa-patti-ldf/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p>Sono quasi le 21,<br />
il pavimento profuma e non un acaro è sopravvissuto alla mia guerra alla polvere. Altri due scatoloni sono spariti e sopra i pensili della cucina, adesso mi guardano appollaiati con naturalezza un tirannosauro di plastica e He-Man.Da oggi anche i vicini potranno conoscere il mio nome, e i più attenti potranno arrivare anche questo Blog.</p>
<p>Dlin dlon!<br />
<a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/CitofonoDaFilosofo.jpg"><img class="alignnone size-full  wp-image-979" title="CitofonoDaFilosofo" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/CitofonoDaFilosofo.jpg" alt="" width="358" height="210" /></a></p>
<p><strong>Ho cambiato casa</strong>, a cinque anni dalla mia emigrazione, ho preso coraggio e portafoglio a due mani, e ho affittato un monolocale. Fantastico. Adesso ho 35 metri quadri di completa autonomia, nessun obbligo e nessuna restrizione a parte la sottigliezza delle mura che mi dividono dai vicini.</p>
<p>I traslochi sono tra le cose più faticose che esistano, e più si vive la vita, e più la fatica di un trasferimento aumenta. Come i paguri col passare degli anni abbiamo sempre più cose da portarci dietro. Tanti oggetti, tantissimi piccoli, minuscoli oggetti che nella vita di tutti i giorni non notiamo neanche, ma quando arriva il momento di fare gli scatoloni, eccoli <strong>spuntare insieme al passato</strong> che rappresentano.</p>
<p>Piccoli giocattoli degli ovetti Kinder, biglietti d&#8217;ingresso, cartoline, lettere, peluches e foto. Oggetti dalle dimensioni ridottissime che s&#8217;insinuano negli angoli meno visibili delle camere diventando parte dell&#8217;arredamento. Quasi come se ogni attore avesse voluto lasciare <strong>un segno</strong> del suo passaggio su palco.</p>
<p>Da una settimana sono nella mia nuova casa, ma poco più di quattordici giorni fa, <strong>vi ho rivisti tutti</strong>. Si probabilmente tutti voi che ancora con fiducia guardate questo Blog per controllare se Antonio ha scritto qualcosa di nuovo. Ne sono certo, vi ho ricordato <strong>uno per uno</strong>. Vi giuro di non aver tralasciato nessuno, neanche chi per una ragione o per un&#8217;altra non legge più queste pagine e difficilmente potrà vedere quanto è cambiato.</p>
<p>Adesso qui, seduto sul divano, coi piedi sulla sedia, il mac sconnesso dalla Rete e il letto a soppalco che mi sovrasta, ascolto Robert Costlow mentre preparo l&#8217;inizio del <strong>nuovo importante capitolo </strong>della mia storia, infatti vedete? Anche la grafica del Blog è cambiata.</p>
<p>Vi piace?<br />
E&#8217; la prima volta che espongo in pubblico questo strano disegno.</p>
<p><a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/LogoDaFilosofo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-980" title="LogoDaFilosofo" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/LogoDaFilosofo.jpg" alt="" width="358" height="179" /></a></p>
<p>Non chiedetemi cosa sia. Ricordo solo di averlo sognato oltre quindici anni fa e da allora l&#8217;ho sempre portato con me come fosse un segno premonitore. Adesso è lì a <strong>significare chissà cosa</strong>. Di sicuro gioverà a creare un&#8217;identità che potrebbe diventare anche una marca. Chissà..</p>
<p>Qui ormai non parlo di lavoro da quasi due anni, proprio quei due anni in cui la mia professionalità è cresciuta di più. Beh, da oggi cambierà anche questo. Troverò il modo di mantenere la discrezione necessaria a chi lavora in comunicazione, ma mi sforzerò di produrre qualcosa che possa essere utile alla comunità dei colleghi, ma soprattutto ai giovani che come me si affidano a Internet per il loro futuro.</p>
<p>Che dire infine?<br />
Hai letto fin qui?<br />
Allora ci tieni davvero, quindi ti ringrazio e spero di ricambiare la tua attenzione e il tuo affetto in qualche maniera. Stanno cambiando apparentemente le cose, ma come succede alle piante, sono le<strong> radici la vera origine della vita</strong>, ed è quello che ho curato finora. Adesso toccherà &#8220;solo&#8221; sbocciare.<br />
A prestissimo.</p>
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		<title>Auguri scomodi</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/auguri-scomodi/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 19:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e vivono allegramente il clima festaiolo. A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro. Il Natale però &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/auguri-scomodi/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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</div>
<p>E&#8217; Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e <strong>vivono allegramente</strong> il clima festaiolo.<br />
A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro.<br />
Il Natale però è anche il periodo in cui i dissidenti del <em>comun sentire</em> esprimono con<strong> rumoroso disprezzo</strong> la loro alternatività e il loro anticonformismo.</p>
<p>In questa guerra fredda di azioni ed intenti, non ho inviato un solo messaggio di auguri o buone feste e non lo farò.<br />
Quest&#8217;anno <strong>non mi sento in grado</strong> di augurare alcunché.  Sarebbe tutto abbastanza ipocrita, convenzionale e inutile.</p>
<p>Una cosa mi ha regalato questo 2009 però, il dono del <strong>silenzio </strong>e della <strong>violenta umiltà</strong>. E&#8217; difficile ammettere la bravura di qualcun altro a scapito della propria, ma accogliere l&#8217;altro significa arricchirsi, e più sinceramente ci si guarda dentro, e più ci si dovrebbe accorgere di essere poveri, ingoranti e insufficienti.<br />
Invece che blaterare pensieri poco concreti quindi, preferisco riproporre le parole di <a title="link alla pagina di Wikipedia di Don Tonino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Bello" target="_blank">Don Tonino</a> con i suoi <strong>Auguri Scomodi</strong>.<br />
Buona lettura per un 2010 <strong>silenzioso e operoso</strong>.</p>
<blockquote><p>Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza <strong>darvi disturbo</strong>.<br />
Io, invece, vi voglio infastidire. <strong>Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.</strong><br />
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.</p>
<p><strong>Tanti auguri scomodi</strong>, allora , miei cari fratelli!</p>
<p>Gesù che nasce per amore <strong>vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte vertica</strong>li e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.<br />
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.<br />
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei <strong>vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita</strong>, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.<br />
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.</p>
<p>Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni,<strong> rimproveri i tepori delle vostre tombolate</strong>, <strong>provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie</strong>, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.<br />
Gli angeli che annunciano la pace <strong>portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna</strong>, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.<br />
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, <strong>se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.</strong></p>
<p><strong>Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.</strong></p>
<p>I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.<br />
E vi ispirino il desiderio profondo di <strong>vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.<br />
</strong><br />
Buon Natale! <strong><br />
Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.<br />
</strong><em>(grassetti di Antonio Patti LdF)</em></p></blockquote>
<p>Che abbiate fede o meno non importa.<br />
Se avete anche solo un briciolo di razionalità coglierete uno dei mille messaggi di vita quotidiana che questo testo contiene.<br />
Se non vedete nulla, continuate per la vostra strada, ci si rivedrà qui tra qualche mese.</p>
<p>Auguri scomodi a tutti.</p>
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		<title>Autocelebrazione riflessiva</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 00:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve elenco delle cose fatte e pensate in questo periodo. Autocelebrazione con riflessioni potenzialmente profonde dell&#8217;autore del Blog. In questo periodo io e il sottoscritto scriviamo poco, ma non tanto per mancanza di tempo, quanto proprio per assenza di voglia. Stanotte però prendiamo il coraggio a due mani e mettiamo una dietro l&#8217;altra qualche centinaia &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/autocelebrazione-riflessiva/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p><span id="more-667"></span></p>
<p>In questo periodo io e il sottoscritto scriviamo poco, ma non tanto per mancanza di tempo, quanto proprio per assenza di voglia.<br />
Stanotte però prendiamo il coraggio a due mani e mettiamo una dietro l&#8217;altra qualche centinaia di battute giusto per far vedere che ci siamo e che non siamo caduti nel tranello di Facebook che connette tutti, ma <strong>ammazza la comunicazione.</strong></p>
<p>Cosa si è fatto in questo periodo? Grandi successi e cotillon! Roba da riempire un paio di post come minimo, ma noi avevamo altro per la testa. In sintesi cosa è successo.</p>
<p>E&#8217; stato presentato il libro <a title="Il sito di Impresa 4.0" href="http://http://www.impresa4.com/" target="_blank">Impresa 4.0 </a>di <a title="Il Blog di Marco Camisani Calzolari" href="http://www.camisanicalzolari.com/" target="_blank">Marco</a> e il prof Giacomazzi, un testo a cui ho dedicato per sei mesi quasi tutte le mie notti fiorentino-milanesi. Anche se sul web, l&#8217;agomento del libro, non lo sa nessuno, beh si, <strong>sono io</strong> quello dei ringraziamenti nell&#8217;introduzione.</p>
<p>A lavoro poi va tutto alla grande. In questi giorni ho ricevuto l&#8217;incarico &#8220;ufficiale&#8221; come unico referente per un grosso <strong>(molto grosso)</strong> progetto a cui lavoro da febbraio, ma che adesso dovrò coordinare completamente da solo (clienti interni, esterni e fornitori compresi). Per fortuna arriverà anche uno stagista che mi aiuterà sia in questa impresa, che nella gestione redazionale e tecnica della piattaforma di content sharing che <strong>ho progettato</strong> per <a title="La piattaforma di Migrart Multimedia" href="http://blog.migrart.it/migrart-multimedia/" target="_blank">Migrart Multimedia</a>.</p>
<p>L&#8217;ultima poi è quella di ieri mattina, quando pensando di andare a fare delle semplici interviste a una troupé tv, sono diventato una logorroica guida turistica per la mostra di Migrart. Tra due martedì quindi mi vedrete su <a title="Il sio di All Music" href="http://www.allmusic.tv/allmusic/home" target="_blank">All Music</a> nel programma <a title="Il sito di trans europe" href="http://www.trans-europe.tv/" target="_blank"><strong>TransEurope</strong></a> ad accompagnare due giovani universitari con una <strong>naturalezza</strong> che non mi aspettavo proprio.</p>
<p>Mentre tutto questo va avanti quasi per inerzia poi sto lavorando a una nuova<strong> piattaforma di lavoro, intrattenimento, impresa </strong>crossdevice mai vista (e mai pensata tutta per intero purtroppo).</p>
<p>In tutto questo io sono <strong>galvanizzato</strong> e pieno di giovanile entusiamo, ma il sottoscritto frena. Frena e sterza anche un po&#8217; evitando di farci rapire completamente dal lavoro per pensare anche a quello che si perde, a quello che si dovrebbe migliorare, a tutto quel marcio che sgorga dietro il mondo della comunicazione.</p>
<p>E&#8217; paradossale, ma è proprio adesso che il mio lavoro si specializza e prende valore, che la filosofia del sottoscritto si fa strada e prende il controllo di<strong> azioni e sensazioni.<br />
</strong><br />
Che senso ha questo?<br />
Cosa porterà quello?<br />
Perché creare tutto ciò?<br />
Come fare a fare cose buone?</p>
<p>Probabilmente di qui a poco assisterete a dei cambiamenti con degli annunci importanti e delle nuove iniziative. Ho mille cose per la testa, ma altrettante <strong>questioni personali </strong>da risolvere.<br />
Se adesso posso permettermi di consigliare qualcosa a chi legge..beh non lasciatevi andare mai solo a quello che <strong>vedete o potete comprare</strong>, ma pensate anche a quello che <strong>sentite</strong>.</p>
<p>Questo oltre che essere l&#8217;unica cosa che non vi abbandonerà mai, sarà anche l&#8217;unica a tornare in voi per tutta la vita a restituirvi quello che gli avete dedicato. Il <strong>tutto</strong> o il <strong>nulla</strong>.<br />
Presto vi spiegherò meglio magari :-)</p>
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		<title>Giovani milanesi</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/giovani-milanesi/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 23:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessioni sparse sull&#8217;orlo del decimo mese di permanenza, lavoro e vita a Milano dell&#8217;autore di questo Blog. Stereotipi, tristezze e personalismi autoreferenziali. Ieri pomeriggio facevo i conti. Ho messo febbraio sul pollice destro e poi seguendo con lo sguardo l&#8217;indice, il medio, l&#8217;anulare e il mignolo sono arrivato a giugno. Ieri eravamo il 25 ottobre &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/giovani-milanesi/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
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<p><span id="more-656"></span></p>
<p>Ieri pomeriggio facevo i conti. Ho messo febbraio sul pollice destro e poi seguendo con lo sguardo l&#8217;indice, il medio, l&#8217;anulare e il mignolo sono arrivato a giugno. Ieri eravamo il 25 ottobre quindi siamo alla fine, allora giù di nuovo per altre cinque dita e sono arrivato a dieci. Sono a Milano da dieci mesi. Sono arrivato qui dieci mesi fa ed è successo davvero di tutto. Ho perso e acquistato tanto. Ho imparato, dimenticato, rimosso e ricordato moltissimo.<br />
Ho fatto grossi cambiamenti, ho fatto grossi passi indietro e sono cresciuto&#8230;</p>
<p>Beh si, tutti quelli che vengono a Milano crescono.<br />
Tutti noi che veniamo qui abbiamo l&#8217;onore di esserci lanciati nel mondo del lavoro, tutti in patria ci ammirano e chissà cosa pensano. Siamo tutti giovani eroi, ci facciamo belli davanti ai nostri vecchi compagni di scuola, ma siamo qui a sgobbare, a far finta che la vecchia vita non ci manchi, che i sacrifici servano a qualcosa, che addirittura ci si stia realizzando in chissà quale professione.<br />
E&#8217; così, è vero che è così perché l&#8217;impegno premia sempre e le giornate non permettono di far altro che realizzarsi nel lavoro.</p>
<p>Alle 9 entri in ufficio, alle 12 hai una fame mostruosa, alle 13 mangi, alle 14 prendi il caffé, alle 1830 esci, rincorri i mezzi per andare al supermarket e compri il cibo. Cucini, lavi, fai il bucato, stiri, chiami casa e sono le 1130, oppure vai all&#8217;aperitivo, vedi conoscenti, ti strafoghi per non cucinare arrivato a casa, torni con gli occhi gonfi, torni dopo aver parlato di lavoro anche davanti al buffet, torni dopo magari aver teso un agguato lavorativo a quel tipo che bramavi conoscere e alla fine a casa, quando sfili via la cravatta e i pantaloni che stringono più della cintura, sdraiato sul letto guardi il tetto, guardi le mail, guardi facebook e tutto brulica, brulica senza senso, brulica senza fine, brulica di vita propria e lontana dalla tua.</p>
<p>A Milano ci sono mille cose da fare tutte le sere. C&#8217;è lavoro, divertimento, denaro. C&#8217;è un monte di figa, ma ce n&#8217;è proprio tanta e non c&#8217;è di che lamentarsi. Ma chi si lamenta? Chi ne ha tempo? Chi ne ha voglia?</p>
<p>L&#8217;aria di Milano ti rende un professionista della freddezza e della vita a sprazzi. Chino sul lavoro, al venerdì sera sono tutti schizzati. Il sabato c&#8217;è fibrillazione. Macchine che sgommano. Uomini ululanti e donne starnazzanti.<br />
Un mio amico dice che è strano che a Milano non ci siano panchine, perché qui non ci si siede mai.<br />
Qui a Milano ogni volta che entri in un locale devi bere qualcosa, ma io non bevo se non ho sete, e io lo so che dovrei bere di più per far più pipì, ma mangio tanta verdura e tanta frutta che è uguale. No?</p>
<p>La mattina a Milano hanno tutti le occhiaie, sono un po&#8217; incazzati e uggiosi, ma Milano a me piace.<br />
Milano bisogna viverla e far in modo che lei non viva di te.</p>
<p>Il più grande errore di noi giovani nuovi milanesi è che pensiamo di dover vivere qui a Milano e doverci integrare. Io ho perso tanto diventando milanese. Ho perso di vista gli amici, le mie vecchie passioni, il mio Amore.<br />
Ho però un bel lavoro, tante nuove conoscenze, tanti visi sospesi nel nulla che condividono con me gli stessi sentimenti. Magari non tutti viviamo il limbo nella stessa maniera. Magari è una mia invenzione. Magari è solo un periodo di merda e in questo deserto troverò un&#8217;altra oasi, ma tutt&#8217;intorno c&#8217;è preoccupazione, crisi e instabilità.<br />
Il mondo sta andando a rotoli e noi tutti ci siamo in mezzo.</p>
<p>Manca la tranquillità di un progetto di vita stabile, di un qualcosa che dia sicurezza.<br />
Per sfuggirne si lavora e ci si diverte. Si pensa giusto il minimo per decidere il locale in cui andare, il resto è lavoro, risate e un bel negroni a fine pomeriggio.</p>
<p>Milano non ha colpa. Milano è solo il mondo moderno. Milano è solo il luogo migliore in cui vivere giorni di 72 ore, week end di settimane e notti di poche ore. Sembra di essere sempre indietro. Sembra spesso di star sbagliando qualcosa. Gli errori sono sempre enormi, soprattutto quando li si fa da giovani, in carriera, terroni, milanesi.</p>
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		<title>La dura vita del giovane comunicatore</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 23:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una riflessione sulla necessità di scrivere dei giovani comunicatori. Lavorare per il lavoro o lavorare per far sapere, questa la riflessione dell&#8217;autore del Blog Eccomi, è tantissimo che non scrivo a parte la disperata richiesta di auguri per il mio compleanno Beh non potete capire quanto mi senta in colpa e quante volte mi sia &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/la-dura-vita-del-giovane-comunicatore/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p><span id="more-651"></span></p>
<p>Eccomi, è tantissimo che non scrivo a parte la disperata richiesta di auguri per il mio compleanno</p>
<p>Beh non potete capire quanto mi <strong>senta in colpa</strong> e quante volte mi sia ripromesso di mettermi lì a buttar giù quattro battute sensate su un qualsiasi evento, una cronaca divertente, due paroline filosofiche o delle massime romantico-filosofiche.Purtroppo però <strong>non sono riuscito</strong>, ma non sono neanche riuscito a liberarmi dell&#8217;esigenza di scrivere perché sento di doverlo fare, non tanto per un bisogno interiore, quanto per un&#8217;<strong>esigenza professionale</strong> che mi vorrebbe operativo sul web a produrre contenuti, intessere relazioni, linkare questo o quell&#8217;argomento figo e far parte della grande conversazione su quella sporca decina di argomenti di cui parlano tutti.</p>
<p>Beh posso dirlo? <strong>Che gran palle</strong>! Io giovane rrrampante comunicatore del web non solo devo passare tutto il giorno a spiegare e rispiegare, non solo devo fare lavori che magari non mi competerebbero, non solo devo sempre dare il massimo perché sennò non sarei neanche notato, ma pure devo far di tutto per ricevere i giusti meriti da chi è in grado di valutarmi obiettivamente. Maledetto <strong>ggiovanirrrampanti overload</strong>!</p>
<p>Noi giovani quindi dobbiamo farci il culo due volte all&#8217;interno dell&#8217;ambiente di lavoro tradizionale, ma dobbiamo poi pure preoccuparci di <strong>comunicare queste attività</strong> all&#8217;esterno giravagando tra aperitivi, conferenze e articoli affettati su questa o quella scontatezza! A volte per il mio futuro mi chiedo se sia meglio impacchettare bene e pubblicizzare poche cose, rispetto al farne tante auspicabilmente al meglio, salvo poi la sera non avere la forza di scrivere una parola in proposito per non correre il rischio di avere un&#8217;orticaria fulminante ai testicoli.</p>
<p>Ah, che lavoro folle quello della comunicazione. Ancora a volte fatico ad abituarmici, ma che ci vogliamo fare? Al massimo possiamo evitare l&#8217;orticarie non facendoci assillare troppo, però un po&#8217; bisogna scrivere..sisisi, solo qualcosina ogni tanto, tipo questa che riempie un post, intrattiene il minimo e rimanda alla prossima settimana il post obbligatorio causa crisi esistenziale. Poi vogliamo metterci pure che ogni tanto uno che passa tutto il giorno a scrivere, modificare e proggettare per il web, vuole passare qualche ora a leggere solamente <strong>senza pensare minimamente</strong> a interagire, partecipare e webduezzerare?</p>
<p>Noi giovani.<br />
Bamboccioni, cornuti, bastonati, senza più banche di cui fidarsi, sempre più poveri e impegnati. Forse molto impegnati anche per non far sgamare la nostra posizione. Chissà!</p>
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		<title>Blog a due uscite</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 21:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Idee sulla progettazione di un nuovo Blog con due diversi e rispettivi feed. Ricerca consigli e resoconto delle rinnovate esigenze comunicative dell&#8217;autore del Blog. Non sembri che la crisi e-sistenziale sia finita. Ancora non ho ben capio come gestire la mia presenza online, ma ho passato l&#8217;ultima ora e un po&#8217; a tentare di installare &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/blog-a-due-uscite/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p><img class="size-medium wp-image-516 alignleft" title="Tutto il resto" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/post_fbp.jpg" alt="" width="50" height="50" /><a title="Continua a leggere" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2008/07/28/blog-a-due-uscite/"><em>Idee sulla progettazione di un nuovo Blog con due diversi e rispettivi feed. Ricerca consigli e resoconto delle rinnovate esigenze comunicative dell&#8217;autore del Blog.</em></a></p>
<p><span id="more-331"></span>Non sembri che la <a href="http://lavorodafilosofo.blogspot.com/2008/07/si-cresce-e-si-cambia.html">crisi e-sistenziale</a> sia finita.<br />
Ancora non ho ben capio come gestire la mia presenza online, ma ho passato l&#8217;ultima ora e un po&#8217; a tentare di installare <a href="http://download.joomla.it/">joomla</a> e, siccome non mi riesce perche cade l&#8217;upload al server, ho dato un&#8217;occhiata altrove a come poter soddisfare le<span style="font-weight: bold;"> rinnovate esigenze comunicative.</span></p>
<p>Mentre ci sono ad ogni modo ve le svelo senza ritegno.</p>
<p>Vorrei <span style="font-weight: bold;">rimaneggiare</span> totalmente qusto Blog e magari cambiare anche hosting per creare un sito che continuerà a chiamarsi Lavoro da Filosofo, ma che comprenderà nell&#8217;accezione di &#8220;lavoro&#8221; sia i contenuti che prima (avrei voluto) inserire su Free Biz Projects, che le riflessioni elevate che <span style="font-weight: bold;">di tanto in tanto </span>riesco a catturare e rendere leggibili.</p>
<p>Ovviamente accentrare tutto il <span style="font-style: italic;">Patti pensiero</span> in un unico luogo mi costringerebbe a creare una differenziazione, perlomeno grafica, più che evidente. Ma il (potenziale) mio pubblico information overlodato come dovrebbe distinguere dal feed le due tipologie di informazione?<br />
Considerato pure che mi piacerebbe dare un ulteriore colpo di coda e creare contenuti <span style="font-weight: bold;">lavorativi in inglese</span>, <span style="font-weight: bold;">filosofici in italsiculo</span>, quindi due target-linguaggi-argomenti completamente diversi.</p>
<p>Certo questo progetto se da una parte prevede un&#8217;attività scrittoria fuori dalla mia portata, ricostruisce anche con una certa precisione la mia <span style="font-weight: bold;">personalità</span> quasi nella sua totalità, con (l&#8217;eventuale) chicca tecnologica dell&#8217;ignora il lavoro/vita privata.</p>
<p>Vabbeh, ma tutto questo si pò fare?<br />
Posso creare un Blog ch aggiorna automaticamente due RSS?<br />
Amici preparati, sapete rispondermi?!</p>
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		<title>Si cresce e si cambia</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/si-cresce-e-si-cambia/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 21:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[antoniopatti]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Free Biz Projects]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessioni sui cambiamenti vita lavorativi degli utlimi mesi dell&#8217;autore del Blog. Piccolo riepilogo di fatti recenti e conclusioni dubbiamare. Mi ero ripromesso di scrivere con maggiore frequenza, ma così ovviamente non è stato non (solo) per mancanza di volontà, quanto per dubbi editoriali che sono quasi finiti per inibirmi. Da quando ho sospeso Free Biz &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/si-cresce-e-si-cambia/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p><span id="more-330"></span>Mi ero ripromesso di scrivere con maggiore frequenza, ma così ovviamente<span style="font-weight: bold;"> non è stato</span> non (solo) per mancanza di volontà, quanto per <span style="font-weight: bold;">dubbi editoriali</span> che sono quasi finiti per inibirmi.</p>
<p>Da quando ho sospeso Free Biz Projects sembra quasi che la mia vita abbia preso la strada del <span style="font-weight: bold;">rinnovamento e della coscienza,</span> così mi sono improvvisamente ricordato che, nonostante vada fiero di quello che scrivo, devo pensare -anche- a tutti coloro che raggiungeranno questo Blog cercando informazioni professionali sul mio conto.</p>
<p>Qui non ne parlo mai, ma professionalmente <span style="font-weight: bold;">potrei a tratti </span>anche sembrare uno important<span style="font-style: italic;">e</span>; uno che conta..non solo le pecore o le monetine alla macchinetta.<br />
A volte penso addirittura che dopo aver fatto mio l&#8217;abito incravattato, dovrei far mio anche uno stile e una forma più ufficiali.<br />
Certo in comunicazione il &#8220;posizionamento&#8221; proviene anche dal <span style="font-weight: bold;">personaggio che si interpreta</span>, e se ho deciso di fare <a href="http://lavorodafilosofo.blogspot.com/2008/05/microcamp-da-filosofo-la-presentazione.html">una presentazione</a> come quella del Micro Camp un motivo ci sarà..</p>
<p>In realtà il mio più grosso cruccio è che, nonostante questo blog personale possa essere ricettacolo di mille cazzate, da operatore della comunicazione online non credo di potermi permettere di avere solo un luogo virtuale <span style="font-weight: bold;">fatto di minchiate</span>.</p>
<p>La presenza web serve come sfogo, come punto di incontro, ma anche come vetrina e <span style="font-style: italic;">point of presence</span>. Se ci sono fondamentalisti che vogliono dire il contrario, beh non m&#8217;importa perché qualora potessero aver ragione, rappresenterebbero una minoranza/eccezione di scarso valore. Inoltre di <a href="http://im.digitalhymn.com/2008/07/14/due-ragioni-per-cui-il-blogging-non-e-morto-al-massimo-la-vostra-relazione-con-esso/">blogging sui generis Folletto</a> fa considerazioni che condivido e che mi hanno dato molto da pensare.</p>
<p>La verità infine è anche un&#8217;altra..<br />
Sto cambiando parecchio e non solo per recenti scelte personali e lavorative, ma anche perché inizio ad avere barba e capelli bianchi; perché ho voglia di tagliar via i ricci; perché intorno vedo normalizzarsi un certo tipo di persone, atteggiamenti e avvenimenti; perché tutto scorre, e la gente pure.</p>
<p>Insomma tanti e tanti motivi che sfiorano l&#8217;intimistico e l&#8217;autoreferenziale che <span style="font-weight: bold;">non vi riguardano</span>, ma che mi scoràno quel po&#8217; che basta a sbrodolare gli aggiornamenti.<br />
Vorrei poter riprendere il mio utopico progetto di comunicazione Open Source, ma per adesso non ce la faccio.</p>
<p>Ah che vitaccia!<br />
:-)</p>
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		<title>Ritorni e piani editoriali</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/ritorni-e-piani-editoriali/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[antoniopatti]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo dico o no che è tantissimo che non scrivo, che sono stato parecchio impegnato, che ho fatto pure le vacanze in mezzo etc etc?Che possa essere una scusa valida ne dubito fortemente.Il fatto è che sono spesso stanco, annoiato e più propenso a leggere e documentarmi invece che lanciarmi in attività personali.Beh in effetti &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/ritorni-e-piani-editoriali/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p>Lo dico o no che <span style="font-style: italic;">è tantissimo che non scrivo</span>, che sono <span style="font-style: italic;">stato parecchio impegnato</span>, che <span style="font-style: italic;">ho fatto pure le vacanze</span> in mezzo etc etc?<br />Che possa essere <span style="font-weight: bold;">una scusa valida</span> ne dubito fortemente.<br />Il fatto è che sono spesso stanco, annoiato e più propenso a <span style="font-weight: bold;">leggere</span> e documentarmi invece che lanciarmi in attività personali.<br />Beh in effetti oltre la vacanza rilassante a Catania ho lavoricchiato abbastanza su FbP, ma non sono ancora purtroppo arrivato a un punto tale da poter <span style="font-weight: bold;">presentare</span> e <span style="font-weight: bold;">condividere il lavoro.</span></p>
<p>Intanto però mi sto un po&#8217; chiedendo cosa farne di questo Blog e sto anche cercando di <span style="font-weight: bold;">differenziare i contenuti </span>che tra un miserrimo e scarno inglese e un affettato markettingaro, stentano a decollare.<br />Beh in effetti non sono mai stato molto costante e forse per questo ho più romanzi incompiuti di uno che vuole fare davvero lo scrittore.</p>
<p>Io ho <span style="font-weight: bold;">sempre adorato scrivere</span>, ma scrivere per pubblicare fa perdere quell&#8217;intimo romanticismo che carta e penna una volta davano a quei fogli gialli e blu che non ricordo neanche dove comprai. Lì scrivevo <span style="font-weight: bold;">testi di musica rap</span>..lo sapevate? Io da sedicenne, ormai più di dieci anni fa, facevo il cantante rap. Andavo alle Jam, giravo con i vestiti over size e i capelli rasati.</p>
<p>Scrivevo montagne di testi.<br />Scrivevo tutte le sere, dopo cena, sul letto o sulla scrivania quando erano cose serie.<br />Ho scritto non meno di qualche centinaio di testi e quando li rilessi anni fa non ne trovai <span style="font-weight: bold;">uno che avesse senso</span>, musicalità o spessore. Ero proprio scarso però mi divertivo da morire; però non avevo Internet e ora? Ora che ho una piccola platea, ora che avrei cosa scrivere e ora che magari scriverei un po&#8217; meglio,<span style="font-weight: bold;"> non lo faccio.</span></p>
<p>Ci penso molto però, fa lo stesso?</p>
<p>Credo che questo Blog dovrebbe riassumere una sua identità e delegare i tecnicismi, pubblici, e fandonie ai due Free Biz Projects.<br />Qui potrei parlare di cose divertenti, serie, semipersonali o a tratti poetiche. Bah potrei parlare di Filosofia, di donne, di auto e di moto..<br />Beh si potrei ma a volte mi secca, altre mi strema, altre mi ruba tempo per cose più importanti.</p>
<p>Vedremo, intanto da oggi invece che Antonio LdF, mi firmerò come <span style="font-weight: bold;">Antonio Patti LdF </span>così da autoindicizzarmi meglio che male di certo non fa. Inoltre si cresce, fra un po&#8217; avrò 27 anni che minchia sono tantissimi, e non posso essere solo Antonio LdF; come minimo devo aggiungere il cognome!</p>
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