Nuovi progetti da Filosofo
Da tempo lavoro insieme a un gruppetto di amici a progetti che cercheranno di utilizzare la tecnologia per valorizzare i talenti personali, per migliorare la comunicazione locale e rendere la Rete utile anche a chi non la vive quotidianamente.
Per seguire i nostri obiettivi stiamo lavorando su due fronti. Da una parte stiamo adattando i software e i servizi che riteniamo utili al nostro scopo, dall’altro stiamo acquisendo le esigenze delle aziende che cercano/offrono prodotti, servizi e lavoro.
A monte ovviamente c’è una riflessione esistenziale sugli uomini e le loro necessità, passioni e capacità
In un un recente commento sull’acquisizione di Friendfeed da parte di Facebook di Gianluca Neri ho lasciato un messaggio che introduce perfettamente le nostre intenzioni.
Fin quando i servizi in rete saranno fatti su scala globale senza curarsi dell’economia reale e locale non ci sarà mai una sostenibilità economica; ci saranno sempre costi di struttura enormi, competizione scellerata e scarsa fedeltà degli utenti. Mi spiego meglio..se si facesse un servizio che consente alla gente di un quartiere di sentirsi parte del loro territorio e di sviluppare la propria impresa, magari sarebbero tutti disponibili a pagare una piccola somma per portare avanti il servizio, mentre chi sviluppa la tecnologia avrebbe una crescita/costi umani e anche un contatto diretto e vero con gli utilizzatori. Mai sentito parlare di GAS – gruppi di acquisto solidale? Nessuno dei genioni del web ha mai sviluppato un’app per i vicini del quartiere? Credo sia arrivato il momento.
All’interno di questo gruppo sto curando il lato progettuale della piattaforma, dalle interfacce alle meccaniche sociorelazionali. Ovviamente spesso do anche il mio contributo filosofico e markettaro buttando giù qualche business plan e qualche creatività, ma per adesso sono davvero focalizzato sulle interfacce organiche, sulle funzionalità e sul porting multidevice.
Insomma, mi diverto da morire!
Bene, che dire quindi?
Vi terrò aggiornati perché credo profondamente nella condivisione e perché abbiamo bisogno di persone che abbiano voglia di fare, non apparire.
Fare per essere, dare e avere.
Da Facebook al futuro
Lunedì “partecipato” in veste lavorativa all’incontro della Rulling Companies su Facebook e Social Network.
I relatori erano Lele, Vincos e Fabio Giglietto mentre Riccardo Luna, Zamperini e Stefano Venturi hanno fatto in chiusura dei brevi interventi.
Purtroppo non posso dire di aver imparato alcunché, non tanto per la pochezza dei relatori, quanto per il taglio dell’incontro destinato al management che di Facebook e social network ne sa ben poco. Io appartengo alla generazione Y, quella che insegna agli adulti l’utilizzo di nuovi strumenti e linguaggi, quindi non sono certo le esperienze di terzi a farmi capire quanto e come possa essere utile il web. Io faccio e poi mi confronto.
Una cosa però mi ha colpito dell’intervento di Lele, l’ammissione che non ci sono veri e propri motivi per cui FB è tanto frequentato perché è “solo” una questione antropologica.
Il mondo è brutto,
FB è figo.
Tutti su FB!

Alla fine del pomeriggio però, mentre guardavo il mio capo, sono stato assalito da un enorme problema. Qui si parla di frontiera, collaborazione, mktg alternativo, partecipazione etc, ma a fare un sito, normale, piatto, chiuso, in html nudo e crudo, ancora ci pensa qualcuno?
Si parla solamente di conversazioni, viralità, partecipazione, ma una volta ingaggiato l’utente, poverino, vorremo fargli vedere un sito decente? Inoltre se è vero che oltre la metà degli utenti sta su FB, vogliamo pensare a quel 40%? Vogliamo valutare in quella percentuale quanti clienti abbiamo?
Ha senso spendere fatica, energie e soprattutto soldi per fare un’applicazione da Facebook o pagare qualcuno che passi la giornata a rispondere ai commenti o monitori cosa si dice di noi, se poi in casa nostra non riusciamo ad accogliere neanche il più paziente dei visitatori?
Ho davvero molto timore dell’hype che si sta creando intorno al web e ai social osi.
Gli utenti su FB linkano dei contenuti. Se l’azienda prima di entrare in quel meccanismo non produce robbabbuona, che ci va a fare lì?
Il mitologico personaggio del mio intervento al Microcamp Turi re Pupi, disse al mega consulente “ma io che minch*a me ne faccio di Twitter?”.

Non pensiate che voglia essere polemico, più del solito s’intende, ma sono reduce da un lavoro di riorganizzazione dell’alberatura e dei contenuti del progetto a cui lavoro da più di un anno, e vi assicuro che la cosa più difficile non è stata pensare le widget, le funzionalità della georeferenziazioni o la piattaforma di social networking, quanto l’alberatura, l’aggiornamento, lo stile e la riscrittura dei contenuti. Senza parlare della grafica, degli ingombri, delle icone e dei percorsi degli utenti!
Temo fortemente che qui, a furia di parlare di social network, si dimentichi che il web non è solo parlare ma anche fare, costruire, interagire, esportare e ricreare.
Da tempo sento un profondo senso di insoddisfazione verso tutti i siti che frequento, ma anche riguardo gli strumenti abilitanti alla presenza sul web, alla portabilità e all’intrapresa personale. Sono stufo di dover essere uno smanettone per poter fare un sito, un e-commerce, creare dei luoghi per i miei amici, caricare i miei contenuti e collegarci magari pure tutte le mie attività quotidiane.
Vogliamo parlare poi dei nuovi device (nuovi intesi come mai visti) o delle opportunità delle comunità locali?
E delle reti wireless e dei gruppi di acquisto per affrontare la crisi?
Per me Facebook adesso è un ottimo strumento per rimanere in contatto con gli amici, partecipare agli eventi, e tirare il filo alle donne.
Sulla carta, nel vero senso della parola, abbiamo già superato il concetto di social network, di web 2, di distanza tra on e off line.

Si lo so, sembro un pazzo, ma non avete visto gli amici con cui lavoro :)
Presto ve li presenterò, insieme al mio..uhm, vi ho mai detto che il termine progetto mi ha davvero stufato?
E’ abusato, vuoto, generico e inutilmente affettato.
Cambieremo anche quello, ma non oggi
Si torna a scrivere. Maledetto Facebook.
Vabbeh, potrei accampare mille giustificazioni più o meno valide per il mio silenzio, ma la verità è che mi sono lasciato prendere da altro e ho soddisfatto impunemente le mie esigenze da quell‘obbrobrio comunicazionale di Facebook.
Adesso di quell’affare ne parlano tutti e io, come molti altri del mio settore, ho cercato di capire bene quale fosse il motivo di tutto ciò, perché tutti ci si fossero catapultati senza pensare minimamente alla privacy, ai contenuti e a tutto il resto.
Beh la risposta me la sono data da solo.
Non si dice nulla, non si fa fatica, si passa velocemente il tempo, si conoscono un sacco di persone, è possibile corteggiare nuove conoscenze e mantenere vecchie fiamme senza grosse difficoltà, ci si possono fare tonnellate di fatti altrui, ma in fondo si fa sempre una cosa sola..ci si esibisce, costantemente e ininterrottamente, senza pudicizia e senza remore.
Adesso che anche il papa ha riconosciuto e utilizzato il web, credo sia arrivato il momento di staccarsi da quell’insulso strumento di egocentrismo di massa, per tornare su questo Blog e dare almeno un po’ di spessore alla mia esibizione che non può ridursi a messaggi di stato, commenti o brevi descrizioni degli ultimi 10 anni di vita in tre righe.
Facebook resterà un ottimo strumento per mantenere le amicizie nuove, poco digitali o con cui non ho molto altro da condividere, ma tornerà ad essere davvero uno strumento, non un luogo virtuale.
Come noterete infine, oltre che aver ricominciato a scrivere, ho deciso di abbandonare lo stile “portalistico” che ho tenuto fin dal rinnovo del Blog, perché il limitato tempo e, ammetto, la limitata voglia, mi inibisce spesso dallo scrivere post adatti a quello schema. Quindi via a brevi commenti ed episodi, immagini e chi ne ha, ne metta; chi non ha nulla da dire vada su Facebook che tanto lì non se ne accorge nessuno!
Del vecchio stile manterrò solo la categorizzazione cromatica per distinguere i post di comunicazione da quelli di minchia..ehm, quelli di argomenti vari. Continueranno ad esserci i due RSS etc etc..nsomma scriverò più liberamente
Bene Antonio LdF è tornato, anche se, mica era mai andato via!