Andante con moto

November 28, 2009 by Antonio Patti LdF · Comment
Filed under: Lavoro da Filosofo, Philosopher's Job 

Ormai purtroppo non leggo più spesso, ma nell’ultimo mese mi sono imbattuto in un libro che mi ha colpito tanto.

AndanteInMotoCopertina

La trama di “Andante con moto” è tra le più classiche che possano esistere. E’ una storia d’amore tra due ragazzi nata da sedicenni e iniziata a concludersi dieci anni dopo.
Linguaggio facile, discorsivo e tenero. Capitoli brevi, flashback intrecciati a discorsi diretti e indiretti, descrizioni dettagliate, dipinti di parole e una dinamicità emotiva molto marcata. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e hanno un’identità costante dall’inizio alla fine. Scene divertenti e quotidiane, similissime a quelle che è possibile vedere a Milano facendo un po’ di attenzione a quello che ci circonda. Scene probabilmente uguali a quelle che vide l’autrice prima di scrivere il romanzo come racconta in questa intervista.

ViolaNevers

Lei è Viola Nevers, autrice del romanzo e mia amica.
L’ho conosciuta diversi mesi prima dell’uscita del libro e abbiamo parlato tanto passeggiando per Milano.
Del romanzo mi ha colpito la pulizia e la semplicità, ma aver conosciuto la persona che ha intessuto le fila della storia mi ha affascinato moltissimo. Ad ogni riga immaginavo i sentimenti dei ragazzi e di Viola mescolati ai miei.

La storia poi..chi tra quelli non felicemente accasati non ha un amore finito per cui farebbe ancora follie?
“Andante con moto” descrive minuziosamente la nascita di questa pazzia, e non è difficile ritrovarcisi malinconicamente.

Qui il Blog, la pagina di Facebook dove Viola interagisce con gli utenti per continuare la storia e caratterizzare ancora di più i personaggi cercandone la versione “reale” o dedicandogli delle canzoni. Qui invece la pagina di IBS da cui comprare il volume.

Consiglio questo libro a tutti quelli che hanno voglia di svagarsi e ripescare qualche rimorso da rivivere immaginando un futuro diverso.

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Onf

October 9, 2009 by Antonio Patti LdF · 3 Comments
Filed under: Lavoro da Filosofo, Philosopher's Job 

Onf è la via di mezzo tra on e off line.
Onf è un modo di vivere e pensare la quotidianità reale in Rete, con la Rete, grazie alla Rete.

Un’applicazione, una tecnologia o un servizio non possono essere dedicati solo al mondo virtuale del web.

Gli utenti sono reali.

Gli utenti camminano, mangiano, bevono, provano sentimenti come gioia, rabbia, amicizia, odio e amore.
Gli utenti sono vivi.
Internet senza i vivi, è morta.

Il web non può più essere lontano dalla realtà.
Il web non può più essere solo online, come il mondo offline non può più ignorare i vantaggi dell’online.

Onfline.

Lavorare onfline significa migliorare il reale col virtuale e realizzare nel reale quello che esiste nel virtuale.
Progettare onfline è naturale come usare una matita.
Pensare onfline significa volare guardando gli uccelli in cielo da una panchina.

Insieme, onfline, vorremmo creare qualcosa di moderno ma utile per chi ha reale bisogno di innovazione.

Onf siamo tutti.
Quando siamo insieme.
Quando pensiamo in maniera diversa la stessa cosa.

Onf è un passaggio dal quale dovremo far passare tutto il meglio che potremo.
Onf è un dono e un impegno.

Onf potresti essere anche tu…

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Processo alla marca

Ieri sera ho partecipato ad un altro incontro di Rulling Companies dal titolo “Processo alla marca, continuità o cambiamento“.

A differenza dello scorso incontro su Facebook, stavolta mi sento davvero soddisfatto perché ho imparato qualcosa di nuovo e ho ascoltato finalmente cose un po’ meno scontate del solito.

Il fulcro del processo, pantomima che forse si sarebbe potuta evitare, verteva sul valore dei brand/marche nell’era moderna. Ho ascoltato con molto interesse gli interventi di Alberto Frausin AD di Carlsberg, Stefano Leonangeli AD di Martini e Rossi, Gianluca Pastore AD di Brand Portal, Daniele Tirelli presidente di Popai, Salvatore Vicari direttore del dipartimento di management della Bocconi per poi tirare 3 sommette durante l’attesa del bus.

1) tutte le aziende si sono accorte che il futuro è (anche) Internet
2) pochi tra quelli che fanno Internet sanno cosa fanno le aziende
3) il marketing non è una scienza esatta

(1) Tutti i personaggi intervenuti, ma anche tutte le conferenze, i giornali, etc parlano di nuovi consumatori, bestie incontrollabili che comprano ciò che vogliono, che criticano, che comunicano tra loro in maniera schizofrenica e dissacrante sulle loro paginette web.

Ne sono certo, se ne sono accorti tutti e nei prossimi anni chi riuscirà a crearsi il personaggio avrà di sicuro un futuro prospero e ben remunerato, ma siamo sicuri che chi farà il web analizzerà le reali necessità dell’azienda? Andrea Carrara presidente del gruppo Coin invece che stare a disquisire sul valore o meno dei brand e della Rete, ha portato la sua testimonianza affermando che è necessario curare il punto vendita, il packaging e, ovviamente, la qualità del prodotto…tutte cose di cui non ho mai sentito parlare a nessuno dei miei colleghi del web.

(2) Ora ok, noi facciamo comunicazione che non è proprio marketing, ma prima di snocciolare le fantasticherie dei vari social network, ci si chiede mai se un’azienda di tubi di scarico per bagni industriali se ne possa far qualcosa di una fan page di Facebook? Inoltre come è possibile trasmettere l’equity (il valore, la fama, l’anima intangibile di una marca per chi non lo sapesse) se non si affronta e si studia il tema? Come si fa a proporre qualcosa senza valutare, o perlomeno indagare, tutto il processo di ideazione, produzione, vendita e distribuzione del prodotto? Ma ci si rende conto di essere dei comunicatori monchi in grado solo di cavalcare la moda del web? Quando i responsabili marketing apriranno gli occhi e sarà passato lo shock di Internet, cosa resterà delle consulenze fotocopia? Cosa si dirà alle conferenze?

Probabilmente ci si ridurrà a parlare delle case histories perché alla fine (3) tutta questa fuffa, tra marketing e comunicazione, non è altro che un’enorme gomitolo di casi di successo legati a intuito, estro, qualità e gran botte di culo che non producono delle leggi scientifiche nonostante vengano raccontate come se fossero frutto di chissà quale strategia.

Dopo oggi sono ancora più convinto che il settore in cui lavoro non sia altro che un enorme esperienziario in cui i fatti degli altri, le proprie avventure e soprattutto la capacità di capire cosa/chi c’è intorno, sono in grado di portare dei risultati concreti.

Sapere, capire e adattare. E anche un po’ di culo non guasta.

Non ci sono formule che tengano, a parte quelle algebriche delle entrate e delle uscite finanziarie.

Dopo aver preso il bus poi mi sono pure soffermato a pensare a quanto sia strana la mia posizione. Di come sia interessante e complesso fare comunicazione per un’azienda di servizio pubblico, ma questo sarà un altro post credo.

Adesso però vediamo se qualcuno dei citati leggerà tutto questo. Magari avranno ingaggiato qualche agenzia di pr che ribalta il web in cerca di parole chiave.
Yhuu, ci siete?

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Da Facebook al futuro

May 13, 2009 by Antonio Patti LdF · 5 Comments
Filed under: Uncategorized 

Lunedì “partecipato” in veste lavorativa all’incontro della Rulling Companies su Facebook e Social Network.
I relatori erano Lele, Vincos e Fabio Giglietto mentre Riccardo Luna, Zamperini e Stefano Venturi hanno fatto in chiusura dei brevi interventi.

Purtroppo non posso dire di aver imparato alcunché, non tanto per la pochezza dei relatori, quanto per il taglio dell’incontro destinato al management che di Facebook e social network ne sa ben poco. Io appartengo alla generazione Y, quella che insegna agli adulti l’utilizzo di nuovi strumenti e linguaggi, quindi non sono certo le esperienze di terzi a farmi capire quanto e come possa essere utile il web. Io faccio e poi mi confronto.

Una cosa però mi ha colpito dell’intervento di Lele, l’ammissione che non ci sono veri e propri motivi per cui FB è tanto frequentato perché è “solo” una questione antropologica.
Il mondo è brutto,
FB è figo.
Tutti su FB!

Immagine Jonanotti

Alla fine del pomeriggio però, mentre guardavo il mio capo, sono stato assalito da un enorme problema. Qui si parla di frontiera, collaborazione, mktg alternativo, partecipazione etc, ma a fare un sito, normale, piatto, chiuso, in html nudo e crudo, ancora ci pensa qualcuno?
Si parla solamente di conversazioni, viralità, partecipazione, ma una volta ingaggiato l’utente, poverino, vorremo fargli vedere un sito decente? Inoltre se è vero che oltre la metà degli utenti sta su FB, vogliamo pensare a quel 40%? Vogliamo valutare in quella percentuale quanti clienti abbiamo?

Ha senso spendere fatica, energie e soprattutto soldi per fare un’applicazione da Facebook o pagare qualcuno che passi la giornata a rispondere ai commenti o monitori cosa si dice di noi, se poi in casa nostra non riusciamo ad accogliere neanche il più paziente dei visitatori?

Ho davvero molto timore dell’hype che si sta creando intorno al web e ai social osi.
Gli utenti su FB linkano dei contenuti. Se l’azienda prima di entrare in quel meccanismo non produce robbabbuona, che ci va a fare lì?

Il mitologico personaggio del mio intervento al Microcamp Turi re Pupi, disse al mega consulente “ma io che minch*a me ne faccio di Twitter?”.

Immagine della presentazione al Microcamp
Non pensiate che voglia essere polemico, più del solito s’intende, ma sono reduce da un lavoro di riorganizzazione dell’alberatura e dei contenuti del progetto a cui lavoro da più di un anno, e vi assicuro che la cosa più difficile non è stata pensare le widget, le funzionalità della georeferenziazioni o la piattaforma di social networking, quanto l’alberatura, l’aggiornamento, lo stile e la riscrittura dei contenuti. Senza parlare della grafica, degli ingombri, delle icone e dei percorsi degli utenti!

Temo fortemente che qui, a furia di parlare di social network, si dimentichi che il web non è solo parlare ma anche fare, costruire, interagire, esportare e ricreare.

Da tempo sento un profondo senso di insoddisfazione verso tutti i siti che frequento, ma anche riguardo gli strumenti abilitanti alla presenza sul web, alla portabilità e all’intrapresa personale. Sono stufo di dover essere uno smanettone per poter fare un sito, un e-commerce, creare dei luoghi per i miei amici, caricare i miei contenuti e collegarci magari pure tutte le mie attività quotidiane.

Vogliamo parlare poi dei nuovi device (nuovi intesi come mai visti) o delle opportunità delle comunità locali?
E delle reti wireless e dei gruppi di acquisto per affrontare la crisi?

Per me Facebook adesso è un ottimo strumento per rimanere in contatto con gli amici, partecipare agli eventi, e tirare il filo alle donne.
Sulla carta, nel vero senso della parola, abbiamo già superato il concetto di social network, di web 2, di distanza tra on e off line.

socialldf
Si lo so, sembro un pazzo, ma non avete visto gli amici con cui lavoro :)

Presto ve li presenterò, insieme al mio..uhm, vi ho mai detto che il termine progetto mi ha davvero stufato?
E’ abusato, vuoto, generico e  inutilmente affettato.
Cambieremo anche quello, ma non oggi

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Intervista su City da Filosofo

Grande momento di gloria!
Oggi è stata pubblicata la mia intervista sulla pagina di ATM di City MIlano “Lineadiretta”.
Ovviamente sono molto felice e un po’ imbarazzato. Non è il primo articolo, ma stavolta sono finito nelle mani di tante persone e fa un po’ di effetto (la mia espressione mentre indico il monitor è abbastanza eloquente).

Nell’intervista ho descritto ai miei colleghi dell’ufficio stampa tutte le novità del futuro sito ATM che pubblicheremo tra qualche settimana, ma per allora aspettatevi ovviamente anche un pezzo un po’ più tecnico e dettagliato. Qui si è fatta un’anteprima e non è un caso che non abbia pubblicato il pdf; lì si vedeva troppo bene la nuova grafica.

Devo anche ammttere che, nonostante ancora cia sia un po’ di lavoro da fare e che il nuovo sito sarà solo un punto di partenza, sono già molto felice e soddisfatto.
Hanno lavorato con me al progetto tantissime persone e non posso che iniziare a  condividere questo piccolo momento di gloria con tutto l‘ATM Lab,  la Direzione Sistemi Informativi, l’amico Carmelo, tutti i colleghi della mia e delle altre Direzioni, le agenzie che hanno lavorato per noi, e tutti i “capi” che mi hanno dato fiducia.

Presto i milanesi avranno un sito completamente nuovo.
Fateci dare gli ultimi ritocchi ed è tutto vostro!

ArticoloCity15aprile

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