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	<title>Lavoro da Filosofo &#187; Coin</title>
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	<description>Il Blog di Antonio Patti</description>
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		<title>Processo alla marca</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 23:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ho partecipato ad un altro incontro di Rulling Companies dal titolo &#8220;Processo alla marca, continuità o cambiamento&#8220;.
A differenza dello scorso incontro su Facebook, stavolta mi sento davvero soddisfatto perché ho imparato qualcosa di nuovo e ho ascoltato finalmente cose un po&#8217; meno scontate del solito.
Il fulcro del processo, pantomima che forse si sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho partecipato ad un altro incontro di <a title="link a sito Rulling companies" href="http://www.rulingcompanies.org/" target="_blank">Rulling Companies</a> dal titolo &#8220;<strong>Processo alla marca, continuità o cambiamento</strong>&#8220;.</p>
<p>A differenza dello scorso <a title="link a post Da Facebook al futuro" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2009/05/13/facebook-futuro/" target="_self">incontro su Facebook</a>, stavolta mi sento <strong>davvero soddisfatto</strong> perché ho imparato qualcosa di nuovo e ho ascoltato finalmente cose un po&#8217; meno scontate del solito.</p>
<p>Il fulcro del processo, pantomima che forse si sarebbe potuta evitare, verteva sul <strong>valore dei brand/marche nell&#8217;era moderna</strong>. Ho ascoltato con molto interesse gli interventi di Alberto Frausin AD di Carlsberg, Stefano Leonangeli AD di Martini e Rossi, Gianluca Pastore AD di Brand Portal, Daniele Tirelli presidente di Popai, Salvatore Vicari direttore del dipartimento di management della Bocconi per poi tirare 3 sommette durante l&#8217;attesa del bus.</p>
<p>1) tutte le aziende si sono accorte che il futuro è (anche) Internet<br />
2) pochi tra quelli che fanno Internet sanno cosa fanno le aziende<br />
3) il marketing non è una scienza esatta</p>
<p><strong>(1)</strong> Tutti i personaggi intervenuti, ma anche tutte le conferenze, i giornali, etc parlano di nuovi consumatori, bestie incontrollabili che comprano ciò che vogliono, che criticano, che comunicano tra loro in maniera schizofrenica e dissacrante sulle loro paginette web.</p>
<p>Ne sono certo, se ne sono accorti tutti e nei prossimi anni chi riuscirà a crearsi il personaggio avrà di sicuro un futuro prospero e ben remunerato, ma siamo sicuri che chi farà il web analizzerà le<strong> reali necessità dell&#8217;azienda</strong>? Andrea Carrara presidente del gruppo Coin invece che stare a disquisire sul valore o meno dei brand e della Rete, ha portato la sua testimonianza affermando che è necessario curare il punto vendita, il packaging e, ovviamente, la qualità del prodotto&#8230;tutte cose di cui non ho mai sentito parlare a nessuno dei miei colleghi del web.</p>
<p><strong>(2) </strong>Ora ok, noi facciamo comunicazione che non è proprio marketing, ma prima di snocciolare le fantasticherie dei vari social network, <strong>ci si chiede ma</strong>i se un&#8217;azienda di tubi di scarico per bagni industriali se ne possa far qualcosa di una fan page di Facebook? Inoltre come è possibile<strong> trasmettere l&#8217;equity</strong> (il valore, la fama, l&#8217;anima intangibile di una marca per chi non lo sapesse) se non si affronta e si studia il tema? Come si fa a proporre qualcosa senza valutare, o perlomeno indagare, tutto il processo di ideazione, produzione, vendita e distribuzione del prodotto? Ma ci si rende conto di essere dei <strong>comunicatori monchi </strong>in grado solo di cavalcare la moda del web? Quando i responsabili marketing apriranno gli occhi e sarà passato lo shock di Internet, cosa resterà delle consulenze fotocopia? Cosa si dirà alle conferenze?</p>
<p>Probabilmente ci si ridurrà a parlare delle case histories perché alla fine<strong> (3)</strong> tutta questa fuffa, tra marketing e comunicazione, non è altro che un&#8217;enorme <strong>gomitolo di casi di successo</strong> legati a intuito, estro, qualità e gran botte di culo che non producono delle leggi scientifiche nonostante vengano raccontate come se fossero frutto di chissà quale strategia.</p>
<p>Dopo oggi sono ancora più convinto che il settore in cui lavoro non sia altro che un<strong> enorme esperienziario</strong> in cui i fatti degli altri, le proprie avventure e soprattutto la capacità di capire cosa/chi c&#8217;è intorno, sono in grado di portare dei risultati concreti.</p>
<p><strong>Sapere</strong>, <strong>capire</strong> e <strong>adattare</strong>. E anche un po&#8217; di <strong>culo</strong> non guasta.</p>
<p>Non ci sono formule che tengano, a parte quelle algebriche delle entrate e delle uscite finanziarie.</p>
<p>Dopo aver preso il bus poi mi sono pure soffermato a pensare a quanto sia strana la mia posizione. Di come sia interessante e complesso fare<strong> comunicazione per un&#8217;azienda di servizio pubblico</strong>, ma questo sarà un altro post credo.</p>
<p>Adesso però vediamo se qualcuno dei citati leggerà tutto questo. Magari avranno ingaggiato qualche agenzia di pr che ribalta il web in cerca di parole chiave.<br />
Yhuu, ci siete?</p>
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