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	<title>Lavoro da Filosofo &#187; ansia da prestazione</title>
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	<description>il Blog personale di Antonio</description>
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		<title>Il valore della serenità</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 01:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[Vivo a Milano da un anno. Approdai qui il 9 febbraio 2008 con un&#8217;auto in affitto stracolma di bagagli e l&#8217;orsacchiotto di Mr Bean come co-pilota. Da allora ho lavorato tanto, ho modificato molto il mio approccio alla vita, alla città e al futuro. Ho passato alti e bassi, ma sono sempre andato avanti. La &#8230; <p><a class="more-link" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/il-valore-della-serenita/">Read more &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="social4i" style="height:29px;">
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<p>Vivo a Milano da <strong>un anno</strong>.<br />
Approdai qui il 9 febbraio 2008 con un&#8217;auto in affitto stracolma di bagagli e l&#8217;orsacchiotto di Mr Bean come co-pilota.<a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/09022008006.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-708" title="Copilota" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/02/09022008006-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Da allora ho lavorato tanto, ho modificato molto il mio approccio alla vita, alla città e al futuro. Ho passato alti e bassi, ma sono sempre <strong>andato avanti.</strong></p>
<p>La scoperta dell&#8217;universo milanese, nel mio caso, ha coinciso con l&#8217;approfondimento della<strong> vita adulta</strong>, della <strong>modernità</strong>, del <strong>progresso</strong> e dell&#8217;<strong>imprenditoria</strong>.</p>
<p>Qui ovviamente si è sempre tutti impegnati, si ha sempre da fare, si è sempre stanchi, stressati, incasinati indaffarati, abbaruffati (che non esiste) e insomma..si ha sempre <strong>qualcosa di cui lamentarsi</strong>. Più si lavora, e più si ha qualcosa da dire. L&#8217;argomento standard con cui dar fiato alla bocca, pur non avendo nulla da proferire, è sempre e solo il lavoro. Non più il tempo, le mezze stagioni o i fidanzamenti del vicino di casa. No, il lavoro.</p>
<p>Magari ci si incontra alla macchinetta o al bar e: &#8220;<em>ciao come stai?</em>&#8220;, &#8220;<em>eh no guarda sono incasinatissimo/a, ho un sacco di cose da fare!! Quello non sa fare niente, io devo fare questo, poi quest&#8217;altro e quest&#8217;altro ancora! Mamma mia non ce la faccio più!</em>&#8220;, &#8220;<em>Ah ok, uhm, mi spiace. Io torno a lavoro. Buon inizio settimana</em>&#8221; e lui/lei continua a straparlare con altri <strong>super indaffarati</strong> come lui/lei.<br />
<span id="more-707"></span><br />
Ora boh, io capisco che ci sia tanto lavoro, ma perché consumare tanta energia per comunicarlo? Che bisogno c&#8217;è di affannarsi nel raccontarlo quando invece basterebbe mettersi lì, di santa pazienza e farlo? Certo non è facile sopportare costantemente le negligenze altrui, però invece che <strong>sfracassare l&#8217;anima</strong> a chi è interessato, a stento, a scambiare quattro parole amichevoli/di cortesia, che necessità si ha di far tutta questa scena? Che noia!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Che noia" src="http://indaffarato.blog.lastampa.it/indaffarato/images/2008/10/06/perch.jpg" alt="" width="324" height="350" /></p>
<p>Inoltre sembra quasi <strong>di moda</strong> far gli indaffarati. Dire di riuscire a lavorare il giusto e non far tardi sembra quasi un insulto. Fortuna, per i chiacchieroni, che non si possa comparare quantitativamente il lavoro di diverso tipo perché sennò<strong> dubito si lamenterebbero </strong>tanto.</p>
<p>Infine, al di là del risparmio di energie, mi chiedo quanto sia più efficiente (e uso il termine volontariamente) star lì <strong>calmino e operoso</strong> a lavorare senza far troppa scena, senza lamentarsi se il capo chiede qualcosa, senza sparlare del collega appena gira le spalle, senza lasciarsi andare a sfiancanti chiacchierate sul<strong> nulla atomico.</strong> La sera si torna tardi? Beh ottimizza i tempi, diminuisci le distrazioni, studia, chiedi di più o esplicita la necessità di dare di meno.</p>
<p>La crisi economica di certo non aiuta, ma spesso è la crisi <strong>personale e inconscia</strong> di noi operai dell&#8217;intelletto a minare sia la produttività che la serenità.<br />
Avete mai visto un muratore o un imbianchino stressato?<br />
Stanco da non avere la forza di parlare si. Ma intento a sbrodolarsi addosso il suo lavoro, no!</p>
<p>Probabilmente se si fosse tutti un po&#8217; più <strong>umili</strong> e meno <strong>pretenziosi</strong> si sarebbe più sereni, e sereni significa <strong>produttivi</strong>, <strong>contenti</strong> e <strong>propositivi</strong>. Star fino a tardi non deve sempre significare aver fatto qualcosa di spiacevole da raccontare alla primo essere senziente che passa nei paraggi; dev&#8217;essere piuttosto qualcosa che entusiasma o che perlomeno stimola un senso del dovere tale per cui si fa perché si deve fare e basta. Inoltre la <strong>serenità d&#8217;animo </strong>è anche quella che a un certo punto riesce a farci staccare, riesce a far capire il valore del lavoro che si è fatto e che si potrà fare il giorno dopo. Non avere l&#8217;<strong>ansia da prestazione </strong>significa poter chiudere tutto e rimandare a domani, coscienti delle proprie capacità e priorità.</p>
<p>Andare dalla propria donna, dagli amici o in palestra è più importante che far bella figura col proprio capo rimanendo fino a tardi anche se nelle ore canoniche si fa un buon lavoro.</p>
<p>No, non è un <strong>richiamo terrone</strong> a godersi la vita lavorando meno possibile perché io amo lavorare, ma appunto perché lo adoro detesto perder tempo e non essere produttivo. Questa produttività ho capito che proviene dalla calma, dalla serenità e dalla passione per il proprio dovere, per la fatica e per la soddisfazioni che arrivano. Quando si lavora col cuore l<strong>e soddisfazioni arrivano sempre.</strong></p>
<p>Se si vive col cuore le soddisfazioni arrivano, non subito, ma sempre; questa però è Fede e sarà argomento di un altro post.</p>
<p>Che dire allora? Buon lavoro a tutti!<br />
ps: visto che ci sono, vi annuncio che ho ricominciato a scrivere su Twitter le mie <a title="Pillole da Filosofo" href="http://twitter.com/Antonio_Patti" target="_blank">Pillole da Filosofo</a> grazie ad <a title="Il sito di Excla.im" href="http://excla.im/" target="_blank">Excla.im</a> che me lo fa fare direttamente da Gtalk. Praticamente un&#8217;<strong>istigazione allo sproloquio! </strong></p>
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