Ogni testo per me è una storia. Ha un inizio, uno svolgimento e una fine.
Quando scrivo so sempre cosa voglio dire e parto da qualcosa per arrivare a qualcos’altro. Adoro la semplicità delle frasi brevi e la complessità, singhiozzante, degli incisi. A volte coordino gli avvenimenti su massimo due o tre livelli subordinati, ma mai (quasi) uso le parentesi. Diciamo anzi (o addirittura) che io odio le parentesi!
Le parentesi interrompono i testi infilandosi silenziosamente come le bolle d’aria quando attacchi un adesivo. Le parentesi contengono cose che non si riesce a inserire dentro il testo perché non si riesce, perché non può o perché non si deve.
Anche la vita è piena di parentesi, le famose “parentesi di vita” di cui tutti abbiamo parlato almeno una volta agli amici.
“Eh, quella è stata la parentesi più cupa della mia vita.”
“Guarda la parentesi più felice della mia esistenza”
Le parentesi di vita sono periodi dell’esistenza che per lunghi o brevi che siano, sono sempre passati. Anche quando ne parli al presente, sai già che finiranno perché non esiste una parentesi che non abbia un inizio e una conclusione.
Le parentesi di vita sono esperienze che lasciano segni profondi perché sono decontestualizzate dal periodo in cui avvengono. Un giorno cammini, ti giri, e realizzi di essere dentro una parentesi di cui scorgi in lontananza la fine, ma dalla quale non puoi scappare. Cosa fai allora? La vivi come se fossi un altro, se fosse un’altra vita, come se non esistesse né il passato, né il futuro.
Altri giorni poi cammini e girandoti trovi una parentesi, chiusa, senza più la possibilità di cambiare quello che vi è rimasto intrappolato dentro. Tu non sospettavi che quella fosse una parentesi, ma non ci puoi più rientrare. Tutto quello che hai lasciato lo vedrai da lontano per sempre, ma non potrai mai più averlo indietro. La parentesi è chiusa e tu ne sei fuori.
Le parentesi di vita fanno sempre cambiare un po’.
Uno sguardo attento riesce a vedere sul viso delle persone i segni delle parentesi sulle rughe degli occhi, sulla fronte e ai lati della bocca. Le parentesi di vita hanno anche un suono, quello dei racconti, della musica e dei mezzi sorrisi.
Le vite e i testi pieni di parentesi sono ricchi di esperienze e contenuti. Sono affascinanti perché non lineari, non ripetitivi, non banali e perché no, anche un po’ anticonformisti perché dicono qualcosa e il suo contrario nello stesso periodo. Tutti però hanno il grosso difetto di non essere una storia, ma mentre nella la scrittura le parentesi puoi evitarle, nella vita devi imparare a metterle e superarle.

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