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	<title>Lavoro da Filosofo</title>
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	<description>Il Blog di Antonio Patti</description>
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		<title>Re-wired e il socialismo meritocratico</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 09:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono triste.
Ieri pomeriggio alle 19 (13 maggio 2010) sono andato all&#8217;incontro organizzato da Wired Italia per l&#8217;avvio del progetto re-wired, una piattaforma/vetrina per la condivisione di idee sul nuovo sito Wired.it.
Il direttore Riccardo Luna ha condotto l&#8217;incontro con pacata e ironica abilità, evidenziando le qualità di Internet tramite la presentazioni de ilPost, dell&#8217;infografica “Net At [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono triste.<br />
Ieri pomeriggio alle 19 (13 maggio 2010) sono andato all&#8217;incontro organizzato da Wired Italia per l&#8217;avvio del progetto <a title="Link al sito re-wired" href="http://rewired.ideascale.com/" target="_blank">re-wired</a>, una <strong>piattaforma/vetrina per la condivisione di idee</strong> sul nuovo sito Wired.it.</p>
<p>Il direttore Riccardo Luna ha condotto l&#8217;incontro con <strong>pacata</strong> e <strong>ironica abilità</strong>, evidenziando le qualità di Internet tramite la presentazioni de <a title="Link a ilPost" href="http://www.ilpost.it/" target="_blank">ilPost</a>, dell&#8217;infografica “Net At Work” (uscita sulla rivista di questo mese a pagina 142), e i pareri del nuovo direttore editoria digitale Condé Nast Marco Pratellesi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1038" style="border: 0px;" title="immagine re wired" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/05/luna.jpg" border="0" alt="" width="429" height="166" /><a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/05/luna.jpg"></a></p>
<p>Riccardo sin dall&#8217;inizio ha premesso che, come per il lancio della rivista, anche per il web si partirà 100 giorni prima della pubblicazione con <strong>l&#8217;engadgement</strong> dei lettori al fine di ricevere idee, spunti, progetti e tecnologie in cambio di <strong>visibilità</strong>.</p>
<p>Un progetto nobile e forte, promosso peraltro da un brand che ha costruito Internet, quindi una garanzia di attendibilità e notorietà.<br />
Tutto positivo e ormai quasi “usuale” in Rete, ma allora <strong>perché questo incontro mi ha così scoraggiato?</strong></p>
<p>Nel mio intervento ho malamente spiegato che questo progetto come anche <a title="Link a zooppa" href="http://zooppa.it/" target="_blank">Zooppa</a>, <a title="Link a BootB" href="http://www.bootb.com/it/" target="_blank">BootB</a>, <a title="Link al sito Yougc" href="http://www.adobeyougc.com/#" target="_blank">Adobe yougc</a>, <a title="Link al sito samsung" href="http://www.samsungyoungdesignaward.com/" target="_blank">Samsung young design award</a> e altri, non fa altro che <strong>alimentare le speranze</strong> di giovani che pur con un discreto bagaglio di conoscenze e capacità, non riescono a trovare un lavoro soddisfacente che li faccia crescere e realizzare. Ecco spiegato l&#8217;arrivo di progetti a pioggia, realizzati con cura, fatica, dispendio di energie e denaro. La regola di questi concorsi in generale, è che <strong>vince sempre il migliore</strong>, e i migliori li giudicano gli utenti, gli stessi che alla De Coubertin, l&#8217;importante è che partecipino. L&#8217;importante che si <strong>mettano in mostra</strong>.</p>
<p>Cosa c&#8217;è di male in tutto questo? Nulla, a parte la<strong> frustrazione</strong> di tutti coloro che affannandosi dietro premi chimera e il disagio della disoccupazione, lavorano, producono, “fanno” qualcosa che sarà pure pubblica, ma che rischia sempre di rimanere affogata dalla massa, e ridursi a<strong> lavoro gratuito</strong> archiviato in enormi contenitori di proprietà dei gestori della piattaforma (quanti leggono le policy?).</p>
<p><span id="more-1029"></span></p>
<p>Non è il lavoro gratuito, né il furto di idee, né tantomeno l&#8217;utopica visibilità di un <strong>cortile di pavoni</strong> a preoccuparmi, ma il proliferare di “vetrine”, di “opportunità” e di “aperture” che temo possano innescare <strong>cannibalistiche meccaniche meritocratiche</strong> in cui conta solo essere il migliore, il più brillante, il più bravo!<br />
E chi all&#8217;ennesimo concorso non ha alcun risultato? E i secondi e i terzi? Che fine fanno i mediocri? Chi si prende cura di loro e chi li <strong>aiuta a crescere e sviluppare i loro talenti?<br />
</strong>Che clima stiamo creando? Cosa pensano i <strong>nativi digitali</strong> e i<strong> neo laureati</strong> del mondo del lavoro?</p>
<p>Forse gli si fa credere che nella vita bisogna essere sempre <strong>carichi</strong>, pronti, <strong>creativi</strong>, <strong>innovativi e rivoluzionari</strong>? Che loro sono geni e la loro genialità debba essere premiata e valorizzata sempre?</p>
<p>Sciocchezze!</p>
<p>Il mondo reale è fatto soprattutto di <strong>fatica</strong>, <strong>monotona quotidianità</strong>, <strong>screzi </strong>e <strong>ingiustizie</strong>. Certo non mancano passione, soddisfazioni e opportunità, ma il compito educativo e informativo che abbiamo noi adulti è di raccontare il <strong>mondo reale</strong>, non solo il<strong> mondo dei campioni</strong>.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/capitaledigitale/4116803649/"><img class="alignnone size-full wp-image-1045" title="immagine nativi digitali" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/05/natividigitali.jpg" border="0" alt="" width="429" height="166" /></a></p>
<p>Coscienziosamente non riesco a dire ad un neolaureato che sarà tutto facile e che, per il suo talento, sarà sempre gratificato. Si sopravvive con <strong>compromessi</strong>, <strong>sopportazione</strong> e <strong>sacrificio</strong>. Chi non è preparato a tutto questo rischia di <strong>cadere alla prima difficoltà</strong> per rifugiarsi o chiudersi in se stesso. Non credo che il consumo di psicofarmaci, alcol e cocaina qui a Milano, la capitale della produttività, sia del tutto casuale, no?!</p>
<p>Facile quindi aiutare i più forti! Facile investire solo regalando visibilità, invece che<strong> assistenza e formazione</strong>. Senza contare poi che, volendo essere maligni, si potrebbe pensare anche a semplici manovre pubblicitaria con il valore aggiunto di creare un <strong>database gratuito di idee</strong>, <strong>creatività</strong> e <strong>riferimenti</strong> tecnologici di spessore. Di questo Wired non credo abbia bisogno, mentre per qualche altro progetto simile il dubbio mi viene.</p>
<p>Per queste ragioni ho <strong>suggerito</strong> a Riccardo di dare indicazioni <strong>più precise</strong> ai partecipanti.<br />
Qualsiasi professionista sa che un grande sito come quello di Wired, 100 giorni prima del lancio, è praticamente quasi tutto già progettato e imbrigliato in <em>strategie di comunicazione</em>,<em> guideline grafiche</em> e <em>specifiche tecniche</em> che solo ordini alti, ma molto alti, possono stravolgere.</p>
<p><strong>Perché quindi lasciare completa libertà</strong> ai partecipanti di re-wired? Perché non dare un brief in cui si indica un percorso creativo/tecnico da fare?<br />
<strong>Perché fomentare giovani speranzosi</strong> con la discreta certezza che produrranno progetti irrealizzabili o lontani dalla realtà?</p>
<p>Forse non l&#8217;ho pronunciato abbastanza forte, o forse non sono riuscito a farmi capire bene, ma sono sicuro che se si continuerà a lasciare questa <strong>finta</strong> (scusate, ma lo è) <strong>apertura</strong> per attrarre masse di utenti e idee, prima o poi questo <strong>socialismo meritocratico</strong> scatenerà un <strong>anarchico stravolgimento</strong> della Rete che andrà ben oltre il <em>2.0</em>.</p>
<p>Ovviamente con tutto questo non voglio dire che Wired, H-art o Adobe debbano mettersi a fare <strong>progetti di reinserimento lavorativo</strong> o <strong>formazione gratuita</strong>, ma che si inizi a trattare il crowd, la Rete e soprattutto i giovani con un po&#8217; <strong>più </strong>di <strong>rispetto</strong>, beh si, questo lo pretendo. Come d&#8217;altro canto pretendo anche che i giovani si <strong>spoglino della superbia</strong> che lauree, master e un po&#8217; di nozioni pescate in Rete instillano senza alcun fondamento.</p>
<p>Chiedo solo un po&#8217; di onestà, umiltà e professionalità da entrambe le parti.</p>
<p>Ovviamente oltre paternali sto cercando anche di far qualcosa di concreto, per questo sto fondando con due amici una<strong> cooperativa sociale di servizi per la comunicazione e il marketing</strong> di cui questo post rappresenta una parte di “Codice etico”, ma di questo ve ne parlerò a tempo debito.</p>
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		<title>Testimoni Digitali</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se dieci anni fa me lo avessero detto, li avrei derisi sonoramente magari facendo anche qualche facile battuta da neo scettico su Dio. Sabato 24 aprile invece sono andato a Roma per ascoltare Papa Benedetto XVI durante l&#8217;udienza conclusiva della conferenza “Testimoni Digitali”.
Cosa è successo in questi anni? In futuro spero di farci un libro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se dieci anni fa me lo avessero detto, li avrei derisi sonoramente magari facendo anche qualche facile battuta da neo scettico su Dio. Sabato 24 aprile invece sono andato a Roma per ascoltare Papa Benedetto XVI durante l&#8217;udienza conclusiva della conferenza “<a title="Link a sito Testimoni Digitali" href="http://www.testimonidigitali.it" target="_blank">Testimoni Digitali</a>”.</p>
<p>Cosa è successo in questi anni? In futuro spero di farci un libro, intanto però ho già scritto le prime frasi:</p>
<blockquote><p><em>“Era una domenica pomeriggio dell&#8217;agosto 2008, un brutto agosto, un agosto forse tra i più brutti agosti che abbia mai vissuto. Quel giorno non riuscivo a star in casa e uscì in cerca di un passatempo, così come al solito andai al Coin per guardare le commesse.<br />
Mi stancai dopo poco.<br />
Anche per le commesse l&#8217;agosto era davvero un brutto agosto, quindi m&#8217;incamminai verso casa ma senza accorgemene entrai in Chiesa.<br />
Erano le 18:30 e seduto sull&#8217;ultima panca ascoltai per la prima volta una messa di mia spontanea volontà. Fu quello il giorno in cui <strong>tornavo dal Coin, e ho incontrato Dio.</strong>”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: right;">[Questo articolo è molto lungo, se vuoi scarica il <a title="Scarica il pdf del post" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/TestimoniDigitali-_Antonio_Patti.pdf" target="_blank">pdf stampabile da qui</a> 115kb]</p>
<p>Il progetto Testimoni Digitali è stato organizzato dalla CEI per promuovere ed educare alla Rete tutti gli operatori impegnati nella comunicazione della Chiesa. La conferenza e il <a title="Link a sito Testimoni Digitali" href="http://www.testimonidigitali.it">ricchissimo sito</a> hanno parlato trasversalmente a preti, catechisti, insegnanti, addetti alla Buona Stampa e l&#8217;intera popolazione dei credenti.<br />
Sabato mattina nella sala Paolo VI del Vaticano eravamo tantissimi. C&#8217;era gente di tutti i tipi e di tutte le età, gente che non aveva neanche il computer, fighetti in iPhone e adolescenti spara SMS. C&#8217;erano tutti più e l&#8217;unica cosa chiara era che il <strong>Papa avrebbe parlato di Internet</strong>, e ne avrebbe anche parlato bene.</p>
<p>Prima e dopo l&#8217;udienza ho analizzato gli argomenti della conferenza da un&#8217;<strong>ottica privilegiata</strong> perché oltre lavorare nella comunicazione , posso considerarmi un neo credente ancora abbastanza <strong>distaccato </strong>e <strong>critico </strong>da comprendere le problematiche legate all&#8217;immagine della Chiesa e della Fede tout-court.</p>
<p>Professionalmente sono davvero soddisfatto di aver partecipato perché sono certo di aver assistito a un evento che <strong>cambierà la Rete</strong> anche più di quanto abbia fatto Obama. Durante i lavori di giovedì e venerdì hanno partecipato 1.500 persone. Sabato 6.000. Tutti a loro volta coinvolti nella comunicazione parrocchiale. Tecnicamente quindi stiamo parlando della promozione di Internet verso <strong>qualche milione di persone.</strong></p>
<p>Nonostante questo la Rete non sembra essersi accorta gran che dell&#8217;accaduto (“Testimoni digitali” su <a title="Link a search su Twitter" href="http://twitter.com/#search?q=%22Testimoni%20digitali%22" target="_blank">Twitter</a>, <a title="Link a search su FriendFeed" href="http://friendfeed.com/search?q=%22testimoni+digitali%22&amp;friends=antoniopattildf" target="_blank">FriendFeed</a>, <a title="Link a search su Blogpulse" href="http://www.blogpulse.com/search?query=testimoni+digitali&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">BlogPulse</a>, <a title="Link a search su BlogBabel" href="http://it.blogbabel.com/tag/%22Testimoni%20digitali%22/" target="_blank">BlogBabel</a>, ma quando arriverà in forza l&#8217;onda calma di fedeli descritta dal Direttore di Avvenire Marco Tarquinio, gli equilibri dei Social Network potrebbero cambiare.<br />
Gli <strong>schemi di comportamento</strong>, le<strong> reti amicali</strong>, le<strong> attività</strong> e il <strong>coinvolgimento delle realtà locali </strong>muterà radicalmente.</p>
<p><a title="continua a leggere" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2010/04/29/testimoni-digitali/#more-1008">continua a leggere</a></p>
<p><span id="more-1008"></span>Il Papa nel suo breve discorso ha infatti affermato che:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Il tempo che viviamo conosce un enorme allargamento delle frontiere della comunicazione, realizza un’inedita convergenza tra i diversi media e rende possibile l’interattività. La rete manifesta, dunque, una vocazione aperta, tendenzialmente egualitaria e pluralista, ma nel contempo segna un nuovo fossato: si parla, infatti, di digital divide. Esso separa gli inclusi dagli esclusi e va ad aggiungersi agli altri divari, che già allontanano le nazioni tra loro e anche al loro interno. Aumentano pure i pericoli di omologazione e di controllo, di relativismo intellettuale e morale, già ben riconoscibili nella flessione dello spirito critico, nella verità ridotta al gioco delle opinioni, nelle molteplici forme di degrado e di umiliazione dell’intimità della persona.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><a title="Link a pagina di Avvenire" href="http://www.avvenire.it/Dossier/Benedetto+XVI/Discorsi/discorso+testimoni+digitali+24+aprile_201004240924106500000.htm" target="_blank">Leggi l&#8217;intervento per intero.</a></p>
<p>Nelle sue parole, da “filosofo” e da “professionista”, mi sono ritrovato su più punti.</p>
<p>Parto subito dalla questione del <strong>relativismo intellettuale</strong>, lo spauracchio sul quale si basano gran parte delle critiche di oscurantismo a questo Papa. Beh, io il relativismo e lo scetticismo li ho studiati e praticati per tempo. Ho ridacchiato dell&#8217;omino sanguinolento appeso ai legni incrociati, ho perorato le ragioni dell&#8217;anticristo Nietzschiano davanti la vecchia prof di religione del Liceo. Poi sono cresciuto e all&#8217;università ho levitato nell&#8217;<strong>assenza di valori</strong>, ho sminuzzato teoremi e teorie che<strong> dimostravano l&#8217;indimostrabilità dell&#8217;indimostrabile</strong>. Ho creduto sempre e solo al diritto naturale, alla razionalità, alla concretezza.<br />
Ma alla fine?<br />
Quando poi mi sono realizzato nella vita concreta senza valori, senza un impegno personale, senza uno sforzo e un esempio, mi sono accorto di <strong>essere un debole</strong>, di star fuggendo da una qualsiasi meta che non fosse il mio personale soddisfacimento. A quel punto mi sono reso conto che Dio non era solo una consolazione, ma una forza, inspiegabile, indecifrabile e potentissima.</p>
<p>Da allora per me il relativismo culturale di cui parla il Papa rappresenta quella facile tendenza a <strong>banalizzare le questioni sulla vita</strong>, sul <strong>futuro </strong>e sull&#8217;<strong>economia</strong>. E&#8217; quell&#8217;edonistico dire “Voglio scegliere&#8230;la vita è mia&#8230;devo godere di tutto&#8230;si vive una volta sola&#8230;”, senza però curarsi veramente della libertà e della dignità delle persone che ci stanno intorno.</p>
<p>Credere per me<strong> è una sfida</strong>, perché <strong>non è per un cazzo facile avere Fede</strong> e non lasciarsi andare al consumismo, all&#8217;egoismo e all&#8217;irrazionalità dell&#8217;assenza di valori.</p>
<p>Ovviamente con questo non voglio affermare che quanto detto dalla Chiesa finora su questioni come l&#8217;<strong>aborto</strong>, l&#8217;<strong>omosessualità</strong>, le <strong>coppie di fatto</strong> o l&#8217;<strong>eutanasia </strong>sia giusto acriticamente, ma che valga la pena di interrogarsi e discutere in maniera profonda sui reali effetti sociali, beh questo mi sembra più che dovuto.</p>
<p>Ecco <strong>discussione</strong>, <strong>parola</strong>, <strong>scambio</strong>, questo è quello di cui parlava l&#8217;intera conferenza, ma è anche quello che a volte manca in Rete. Sui vari social non si perde occasione di inveire contro chiunque esprima un&#8217;opinione differente dal mainstream web (evidentemente anticlericale). Chi si dichiara apertamente credente infatti viene spesso <strong>tacciato di mille e una colpa</strong>, dalle crociate fino ai preti pedofili senza accettare ragioni o confronto. E quando si esauriscono le motivazioni si passa ai mistici controsensi del tipo “ma se sei cattolico fai l&#8217;amore solo per procreare?”, “una mia amica voleva abortire e i medici erano tutti obiettori”, “Gesù è una finzione storica”, “se la Chiesa è tanto ricca perché non sfama i poveri”, “tu pecchi tanto sai di confessarti, quindi sei un ipocrita”, etc etc..</p>
<p>Non ci sono grandi possibilità di dibattito, il clima s&#8217;inasprisce immediatamente in mezzo all&#8217;ironia dei più, senza che nessuno si preoccupi di astrarre dalle regole delle Fede, quell&#8217;<strong>enorme corollario di indicazioni morali </strong>che fanno di un uomo si un buon cattolico, ma anche una persona civile in grado di vivere in pace con il prossimo. Il paradosso poi è che ai cattolici non viene mai dato il beneficio del dubbio riguardo l&#8217;innovazione, il progresso o la reinterpretazione della Fede in chiave attuale. Solitamente<strong> si è bacchettoni o ipocriti</strong>, come se l&#8217;esegesi biblica si fosse esaurita ai tempi di Sant&#8217;Agostino. Accanirsi sull&#8217;interpretazione letterale di un testo sacro è un controsenso logico razionalmente inconcepibile. Gesù per esempio non aveva mai parlato di internet, però sicuramente sarebbe stato un grande podcaster! Per rendervi conto di come è possibile parlare di Fede, guardate i Blog dell&#8217;amico Giovanni don, <a title="Link a Blog di Giovanni don" href="http://www.gioba.it/" target="_blank">Gioba</a> e <a title="Link a Blog di Giovanni don" href="http://sorrisodelragno.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/" target="_blank">Sorriso del ragno</a>.</p>
<p>Molto significative poi sono le parole scritte da Mons Bagnasco sull&#8217;opuscolo distribuito durante l&#8217;udienza (grassetti miei):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;In questo ambito <strong>non si consumano duelli o sfide </strong>alla maniera dello scontro tra il gesuita e l&#8217;agnostico della via Lattea di Bunuel, ma si svolgono <strong>confronti rispettosi e al tempo stesso serrati</strong>. Non ci si arrocca in fondamentalismi o integralismi reciproci, ma con <strong>pacata fermezza</strong> si presentano le proprie identità, non si adotta un&#8217;<strong>apologetica autoreferenziale</strong> delle nostre posizioni ideali, ma si ascoltano anche le ragioni, le interrogazioni, le ricerche altrui. In questo “cortile” i nuovi mezzi della comunicazione informatica permettono un&#8217;immediatezza e una trasparenza prima irraggiungibile e si ha, così, la possibilità di spingere la cultura “laica” a <strong>uscire da concezioni troppo banali e povere del credere, così come è possibile rivelare ai fedeli la spiritualità e l&#8217;etica attestata anche dagli agnostici evitando ogni sarcasmo o sberleffo reciproco</strong>. Si può sviluppare una comune riflessione antropologica la più completa possibile, che non amputi le dimensioni interiori e che riconosca la molteplicità dei canali di conoscenza dell&#8217;uomo e della donna (arte, poesia, amore, sentimento, filosofia, teologia oltre ragione, scienza, tecnica). Si può creare una<strong> cultura di collaborazione tra Chiese e società per un&#8217;etica civile</strong>, per un mondo più giusto, per la pace.&#8221;<br />
(Opuscolo Testimoni Digitali, p. 27-28;)</em></p></blockquote>
<p>Secondo me questo testo, in maniera ancora più chiara rispetto a quelle del Papa, dimostrano l&#8217;apertura e la disponibilità al confronto per il raggiungimento di un <strong>etica comune</strong> basata sulla ragione, sul rispetto, sulla libertà e sull&#8217;uomo. Ognuno poi deciderà se credere che questo comportamento sia frutto dell&#8217;esempio di Gesù, Maometto, Buddha, Gandhi, Malcom X o Paolo Bonolis, ma che ci sia la necessità di darci tutti una regolata per evitare lo sfacelo sociale ed economico, credo sia chiaro un po&#8217; a tutti. Basta guardarsi attorno con un minimo di onestà per capire cosa manca rispetto a 50 anni fa. <strong>Nessuna evangelizzazione di massa</strong>, solo schietto e pacato confronto diretto.</p>
<p>Solitamente non mi piace parlar tanto e fare il filosofo perché preferisco lavorare, ma credo che questo post fosse necessario per gettare le basi di qualcosa che nei prossimi mesi sarà <strong>molto più che concreto.</strong></p>
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		<title>Passaggio di proprietà e patente a Milano</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2010/04/16/passaggio-di-proprieta-e-patente-a-milano/</link>
		<comments>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2010/04/16/passaggio-di-proprieta-e-patente-a-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 10:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Philosopher's Job]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente sono riuscito a coronare uno dei sogni più banali della mia vita.
HO LA MOTO!
La stessa che desideravo 10 anni fa! Si la stessa, l’ho presa usata, ma tenuta davvero benissimo.
Oltre a dividere la gioia con il mondo (farò un post dedicato), siccome per me non è stato facile trovare tutte le informazioni necessarie per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente sono riuscito a coronare uno dei sogni più banali della mia vita.</p>
<p><strong>HO LA MOTO!</strong></p>
<p>La stessa che desideravo 10 anni fa! Si la stessa, l’ho presa usata, ma tenuta davvero <strong>benissimo</strong>.</p>
<p>Oltre a dividere la gioia con il mondo (farò un post dedicato), siccome per me non è stato facile trovare tutte le informazioni necessarie per il disbrigo delle pratiche, ecco <strong>un piccolo romanzato riassunto.</strong></p>
<p><strong><a title="Link per leggere il resto del post" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2010/04/16/passaggio-di-proprieta-e-patente-a-milano/#more-1001">Leggi il resto</a><br />
</strong></p>
<p><strong><span id="more-1001"></span></strong>Vuoi la moto? Hai trovato quella dei tuoi sogni, ma te ne puoi permettere solo una di seconda mano? Se la risposta è si, vorrai pure risparmiare qualche soldino per il passaggio di proprietà e la patente, no?</p>
<p>Bene, allora innanzitutto controlla con attenzione la moto.<br />
Ti piace? E’ abbastanza figa? Le gomme? I collettori? La revisione? Graffietti a destra o sinistra? Controllati i gommini delle pedane per verificare che non siano troppo usurate? La revisione quando?</p>
<p>Se, la risposta è: “Voglio questa moto”, prepara i soldi e preparati innanzitutto e fare il passaggio di proprietà del moto-sogno, e poi l’assicurazione e, come nel mio caso, anche la patente A.</p>
<p><strong>- Passaggio di proprietà</strong></p>
<p>Ci sono due modi, uno un po’ facile, un altro meno facile. Io ovviamente ho fatto il secondo, quindi te lo spiegherò.</p>
<p>La vendita del motociclo (dai 150 cc in su) deve essere effettuata davanti un <em>“pubblico ufficiale”</em> compilando il retro del “Certificato di Proprietà”. Per far questo non ti sbattere troppo per capire dove farlo…cerca un qualsiasi ufficio anagrafe comunale, compra una fantasmagorica marca da bollo da <strong>14,62 € </strong>per l’autentica, e presentati col venditore in ufficio. Qualsiasi ufficio va bene, quindi se ti impegni ne troverai uno aperto il sabato mattina, per esempio quello di <a title="Link al sito del comune di Parabiago" href="http://www.comune.parabiago.mi.it/cittadino/uffici/80/" target="_blank">Parabiago</a> dove sono andato io. Ah, ti faranno pagare anche <strong>0,52 €</strong> per non so cosa. Daglieli e non fare storie. Mentre ci sei, sappi pure che quello è il momento giusto per <strong>dare tutti i soldi al venditore</strong> ed esigere i documenti della motorotante.</p>
<p>Fatto questo non esultare, non sei ancora il proprietario, perché devi ufficializzare il passaggio andando <strong>all’Ufficio provinciale Aci di Milano (<a title="Link al PRA di Milano" href="http://www.up.aci.it/milano/spip.php?article1" target="_blank">PRA</a>) </strong>in Via Durando 38<strong>.</strong><br />
Sai dov’è? Lontano, ma facile da raggiungere. Arriva in una qualsiasi stazione della metro con le linee suburbane, prendi il treno e scendi a Bovisa. Da lì esci, prendi la scaletta sulla sinistra, scendi, girati sulla destra e vai dritto dritto. Entra in una straduzza controsenso, stai sul marciapiede, e al secondo incrocio, fermati. E’ via Durando! A sto punto arrotati sulla sinistra e comincia a camminare. Dopo circa 7/8 minuti troverai sulla destra il numero 38 (davanti c’è il graffito di un bus giallo).<br />
Entra.<br />
Sii determinato, non chiedere neanche alla reception. Sali al primo piano e dopo i due pilastri sulla destra vai al distributore di biglietti e pigia “1 &#8211; Privati”. Poi siediti in sala d’attesa e attendi.</p>
<p>Il PRA è aperto al pubblico da <strong>lunedì a venerdì dalle 8 alle 12:45</strong>. Vai presto che se sei fortunato come me non aspetterai molto, ma quando ti chiameranno, dai <strong>certificato di proprietà</strong>, <strong>libretto</strong> e <strong>77</strong> €. Loro smanetteranno un po’ con i computer, due firmette e una fotocopia della tua carta di identità e via! Nuovo Certificato di proprietà e <strong>la moto è tua!</strong></p>
<p>Ps, se il tuo venditore è libero, puoi andare direttamente al PRA senza passare dall’ufficio anagrafe perché anche lì ci sono i “<em>pubblici ufficiali”.</em></p>
<p><strong>- La patente A</strong></p>
<p>In verità, oltre la A, io ho pure rinnovato la B, ma di questo non ti dirò nulla, salvo che non conviene sbattersi troppo, vai in autoscuola che con <strong>80 €</strong> ti levi il pensiero.</p>
<p><strong>Per prendere invece la patente A avendo la B</strong>, le cose da fare sono un tantinello di più rispetto al passaggio di proprietà, ma il risparmio va oltre i 200 €, quindi vale assolutamente la pena.</p>
<p>Fai come ti dico io, non facciamo liste. Ti dico che devi fare e tu, fallo!</p>
<p>Fai <strong>4 foto tessera</strong>, ma cerca di venire bene perché poi quando ti fermeranno gli farai una brutta impressione e faranno storie. Poi cerca un’autoscuola per fare un <strong>certificato di idoneità alla guida.</strong> In pratica è una semplice visita oculistica in cui, “Che lettera è questa? E questa?”, “Sta bene?”, “Ecco il certificato, paghi alla signora all’entrata”. Io ho pagato <strong>65 €,</strong> ma ne trovi anche a <strong>60 €</strong>. Guarda <a title="Link a pagina google Map con autoscuole" href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=autoscuole+milano&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=49.757664,79.013672&amp;ie=UTF8&amp;hq=autoscuole&amp;hnear=Milan,+Italy&amp;z=12" target="_blank">qui su google map</a> quali autoscuole ti sono vicine. Io ne ho trovata una che mi ha rilasciato il certificato alle 20:30 di venerdì.</p>
<p>Fatto questo devi andare alla <a title="Link alla pagina della Motorizzazione di Milano" href="https://www2.ilportaledellautomobilista.it/MappeUMC/app" target="_blank">motorizzazione</a> in via Francesco Cilea 119 per avviare la richiesta di esame. Prima di andare fai la fotocopia del certificato medico, della patente, del libretto della moto con cui dovrai fare la prova pratica e porta con te due foto tessera, magari le stesse del certificato. Alla motorizzazione aprono alle <strong>8:45</strong>. Inutile andare lì all’alba tanto ci saranno sempre quelli che ti passano avanti, ma se sei fortunato come il sottoscritto, beccherai poca confusione.</p>
<p>Per arrivare alla motorizzazione vai fino a Molino Dorino in metro. Uscito vai a destra e poi sempre dritto. Non ti fare ingannare dalle insegne della motorizzazione sulla destra, devi continuare ad andare dritto fino a che non trovi una posta e un capannello di persone che aspettano. Aspetta pure tu. Alle nove meno un quarto apriranno i cancelli e come un gregge entrerete insieme. Tu, che ancora non sai cosa devi fare, ascolta. Vai a destra e poi subito dopo a sinistra, dove vanno un po’ tutti. Entrato nell’ufficio vai al primo sportello sulla sinistra, fatti i dare i moduli per la patente A, poi schizza fuori e vai a pagare i bollettini di <strong>14,62 e 15 €</strong> fuori, alla posta di cui ti parlavo prima. Poi rientra e vai <strong>allo sportello 34-35</strong>, che sono quelli entrando sulla destra dopo gli sportelli molto affollati. Consegna le fotocopie e l’originale del certificato, della patente, le foto e i bollettini. Finito! <strong>Hai il foglio rosa!</strong> Un mese dopo dovrai tornare, agli sportelli affollati, per prenotare la prova di guida. Aggiornerò questo testo dopo aver fatto tutto.</p>
<p><strong>Attento!!</strong></p>
<p>Non lo dice mai nessuno da nessuna parte, ma oltre <strong>al tuo mezzo</strong> in sede di esame dovrai andar lì con un amico in auto che dovrà scarrozzare l’esaminatore durante la prova in strada! Si, un po’ una palla, ma se da quei 200 € che risparmi fai uscire un aperitivo o una pizza per l’accompagnatore/ice, resti sempre in vantaggio, e magari se hai qualche altro interesse, prendi due piccioni con una patente.</p>
<p>A questo punto hai il <strong>foglio rosa</strong> e la <strong>proprietà del motociclo</strong>! Adesso ti manca solo l’assicurazione e la motoretta sotto il sedere!</p>
<p>Oh mi raccomando, metti sempre il casco, i guanti e una giacchetta con le protezioni. Io devo comprare tutto e ti farò sapere dove ho trovato buoni affari. Ricordati anche di fare la revisione, cambiare l’olio, il filtro dell’aria, e controllare sempre le gomme.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Novità in casa Patti LdF</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2010/04/12/novita-in-casa-patti-ldf/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 10:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Philosopher's Job]]></category>
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		<category><![CDATA[casa nuova]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono quasi le 21,
il pavimento profuma e non un acaro è sopravvissuto alla mia guerra alla polvere. Altri due scatoloni sono spariti e sopra i pensili della cucina, adesso mi guardano appollaiati con naturalezza un tirannosauro di plastica e He-Man.Da oggi anche i vicini potranno conoscere il mio nome, e i più attenti potranno arrivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono quasi le 21,<br />
il pavimento profuma e non un acaro è sopravvissuto alla mia guerra alla polvere. Altri due scatoloni sono spariti e sopra i pensili della cucina, adesso mi guardano appollaiati con naturalezza un tirannosauro di plastica e He-Man.Da oggi anche i vicini potranno conoscere il mio nome, e i più attenti potranno arrivare anche questo Blog.</p>
<p>Dlin dlon!<br />
<a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/CitofonoDaFilosofo.jpg"><img class="alignnone size-full  wp-image-979" title="CitofonoDaFilosofo" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/CitofonoDaFilosofo.jpg" alt="" width="358" height="210" /></a></p>
<p><strong>Ho cambiato casa</strong>, a cinque anni dalla mia emigrazione, ho preso coraggio e portafoglio a due mani, e ho affittato un monolocale. Fantastico. Adesso ho 35 metri quadri di completa autonomia, nessun obbligo e nessuna restrizione a parte la sottigliezza delle mura che mi dividono dai vicini.</p>
<p>I traslochi sono tra le cose più faticose che esistano, e più si vive la vita, e più la fatica di un trasferimento aumenta. Come i paguri col passare degli anni abbiamo sempre più cose da portarci dietro. Tanti oggetti, tantissimi piccoli, minuscoli oggetti che nella vita di tutti i giorni non notiamo neanche, ma quando arriva il momento di fare gli scatoloni, eccoli <strong>spuntare insieme al passato</strong> che rappresentano.</p>
<p>Piccoli giocattoli degli ovetti Kinder, biglietti d&#8217;ingresso, cartoline, lettere, peluches e foto. Oggetti dalle dimensioni ridottissime che s&#8217;insinuano negli angoli meno visibili delle camere diventando parte dell&#8217;arredamento. Quasi come se ogni attore avesse voluto lasciare <strong>un segno</strong> del suo passaggio su palco.</p>
<p>Da una settimana sono nella mia nuova casa, ma poco più di quattordici giorni fa, <strong>vi ho rivisti tutti</strong>. Si probabilmente tutti voi che ancora con fiducia guardate questo Blog per controllare se Antonio ha scritto qualcosa di nuovo. Ne sono certo, vi ho ricordato <strong>uno per uno</strong>. Vi giuro di non aver tralasciato nessuno, neanche chi per una ragione o per un&#8217;altra non legge più queste pagine e difficilmente potrà vedere quanto è cambiato.</p>
<p>Adesso qui, seduto sul divano, coi piedi sulla sedia, il mac sconnesso dalla Rete e il letto a soppalco che mi sovrasta, ascolto Robert Costlow mentre preparo l&#8217;inizio del <strong>nuovo importante capitolo </strong>della mia storia, infatti vedete? Anche la grafica del Blog è cambiata.</p>
<p>Vi piace?<br />
E&#8217; la prima volta che espongo in pubblico questo strano disegno.</p>
<p><a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/LogoDaFilosofo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-980" title="LogoDaFilosofo" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/LogoDaFilosofo.jpg" alt="" width="358" height="179" /></a></p>
<p>Non chiedetemi cosa sia. Ricordo solo di averlo sognato oltre quindici anni fa e da allora l&#8217;ho sempre portato con me come fosse un segno premonitore. Adesso è lì a <strong>significare chissà cosa</strong>. Di sicuro gioverà a creare un&#8217;identità che potrebbe diventare anche una marca. Chissà..</p>
<p>Qui ormai non parlo di lavoro da quasi due anni, proprio quei due anni in cui la mia professionalità è cresciuta di più. Beh, da oggi cambierà anche questo. Troverò il modo di mantenere la discrezione necessaria a chi lavora in comunicazione, ma mi sforzerò di produrre qualcosa che possa essere utile alla comunità dei colleghi, ma soprattutto ai giovani che come me si affidano a Internet per il loro futuro.</p>
<p>Che dire infine?<br />
Hai letto fin qui?<br />
Allora ci tieni davvero, quindi ti ringrazio e spero di ricambiare la tua attenzione e il tuo affetto in qualche maniera. Stanno cambiando apparentemente le cose, ma come succede alle piante, sono le<strong> radici la vera origine della vita</strong>, ed è quello che ho curato finora. Adesso toccherà &#8220;solo&#8221; sbocciare.<br />
A prestissimo.</p>
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		<title>Sto tornando</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2010/03/27/sto-tornando/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 12:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Philosopher's Job]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati poco più di 3 mesi, oltre 90 giorni dal mio ultimo post.
Che ritmi imbarazzanti per uno che si spaccia come un comunicatore del web, ma vi prego scusatemi. Ho lavorato a tante cose, ho partecipato a tutti gli altri social cosi, ma ho anche pensato tanto.
Dopo la conferenza a cui ho partecipato oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati poco più di <strong>3 mesi</strong>, oltre <strong>90 giorni</strong> dal mio ultimo post.<br />
Che <strong>ritmi imbarazzanti</strong> per uno che si spaccia come un <em>comunicatore del web</em>, ma vi prego scusatemi. Ho lavorato a tante cose, ho partecipato a tutti gli altri social cosi, ma ho anche <strong>pensato tanto.</strong></p>
<p>Dopo la conferenza a cui ho partecipato oggi però, credo di aver concluso il processo di gestazione della mia rinnovata presenza sul web. Ho quasi finito il nuovo layout ed entro una settimana tornerò a scrivere con maggiore frequenza dei lavori che sto portando avanti, dell&#8217;entità collettiva che ho fondato con alcuni amici, ma soprattutto parlerò delle persone e dei pensieri che ho incrociato in questi mesi.</p>
<p>Datemi una settimana e sarò di nuovo presente tra voi, con sempre in mente gli stessi <a title="link a post Auguri scomodi" href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2009/12/24/auguri-scomodi/">auguri scomodi</a> di tre mesi fa.</p>
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		<title>Auguri scomodi</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2009/12/24/auguri-scomodi/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 19:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e vivono allegramente il clima festaiolo.
A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro.
Il Natale però è anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e <strong>vivono allegramente</strong> il clima festaiolo.<br />
A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro.<br />
Il Natale però è anche il periodo in cui i dissidenti del <em>comun sentire</em> esprimono con<strong> rumoroso disprezzo</strong> la loro alternatività e il loro anticonformismo.</p>
<p>In questa guerra fredda di azioni ed intenti, non ho inviato un solo messaggio di auguri o buone feste e non lo farò.<br />
Quest&#8217;anno <strong>non mi sento in grado</strong> di augurare alcunché.  Sarebbe tutto abbastanza ipocrita, convenzionale e inutile.</p>
<p>Una cosa mi ha regalato questo 2009 però, il dono del <strong>silenzio </strong>e della <strong>violenta umiltà</strong>. E&#8217; difficile ammettere la bravura di qualcun altro a scapito della propria, ma accogliere l&#8217;altro significa arricchirsi, e più sinceramente ci si guarda dentro, e più ci si dovrebbe accorgere di essere poveri, ingoranti e insufficienti.<br />
Invece che blaterare pensieri poco concreti quindi, preferisco riproporre le parole di <a title="link alla pagina di Wikipedia di Don Tonino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Bello" target="_blank">Don Tonino</a> con i suoi <strong>Auguri Scomodi</strong>.<br />
Buona lettura per un 2010 <strong>silenzioso e operoso</strong>.</p>
<blockquote><p>Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza <strong>darvi disturbo</strong>.<br />
Io, invece, vi voglio infastidire. <strong>Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.</strong><br />
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.</p>
<p><strong>Tanti auguri scomodi</strong>, allora , miei cari fratelli!</p>
<p>Gesù che nasce per amore <strong>vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte vertica</strong>li e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.<br />
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.<br />
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei <strong>vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita</strong>, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.<br />
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.</p>
<p>Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni,<strong> rimproveri i tepori delle vostre tombolate</strong>, <strong>provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie</strong>, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.<br />
Gli angeli che annunciano la pace <strong>portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna</strong>, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.<br />
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, <strong>se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.</strong></p>
<p><strong>Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.</strong></p>
<p>I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.<br />
E vi ispirino il desiderio profondo di <strong>vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.<br />
</strong><br />
Buon Natale! <strong><br />
Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.<br />
</strong><em>(grassetti di Antonio Patti LdF)</em></p></blockquote>
<p>Che abbiate fede o meno non importa.<br />
Se avete anche solo un briciolo di razionalità coglierete uno dei mille messaggi di vita quotidiana che questo testo contiene.<br />
Se non vedete nulla, continuate per la vostra strada, ci si rivedrà qui tra qualche mese.</p>
<p>Auguri scomodi a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Andante con moto</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2009/11/28/andante-con-moto-viola-nevers/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 14:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Philosopher's Job]]></category>
		<category><![CDATA[anadanteinmoto]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[violanevers]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai purtroppo non leggo più spesso, ma nell&#8217;ultimo mese mi sono imbattuto in un libro che mi ha colpito tanto.

La trama di &#8220;Andante con moto&#8221; è tra le più classiche che possano esistere. E&#8217; una storia d&#8217;amore tra due ragazzi nata da sedicenni e iniziata a concludersi dieci anni dopo.
Linguaggio facile, discorsivo e tenero. Capitoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai purtroppo non leggo più spesso, ma nell&#8217;ultimo mese mi sono imbattuto in un libro che mi ha colpito tanto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/AndanteInMotoCopertina.JPG"><img class="size-medium wp-image-934 aligncenter" title="AndanteInMotoCopertina" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/AndanteInMotoCopertina-194x300.jpg" alt="AndanteInMotoCopertina" width="194" height="300" /></a></p>
<p>La trama di &#8220;Andante con moto&#8221; è tra le più classiche che possano esistere. E&#8217; una<strong> storia d&#8217;amore </strong>tra due ragazzi nata da sedicenni e <em>iniziata a concludersi</em> dieci anni dopo.<br />
Linguaggio facile, discorsivo e tenero. Capitoli brevi, flashback intrecciati a discorsi diretti e indiretti, descrizioni dettagliate, <strong>dipinti di parole</strong> e una dinamicità emotiva molto marcata. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e hanno un&#8217;identità costante dall&#8217;inizio alla fine. Scene divertenti e quotidiane, similissime a quelle che è possibile vedere a Milano facendo un po&#8217; di attenzione a quello che ci circonda. Scene probabilmente uguali a quelle che vide l&#8217;autrice prima di scrivere il romanzo come racconta <a title="Link a intervista a Viola Nevers" href="http://violanevers.myblog.it/archive/2009/10/01/intervista.html" target="_blank">in questa intervista</a>.</p>
<p><a href="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/ViolaNevers.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-936" title="ViolaNevers" src="http://www.lavorodafilosofo.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/ViolaNevers-300x300.jpg" alt="ViolaNevers" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Lei è <strong>Viola Nevers</strong>, autrice del romanzo e mia amica.<br />
L&#8217;ho conosciuta diversi mesi prima dell&#8217;uscita del libro e abbiamo parlato tanto passeggiando per Milano.<br />
Del romanzo mi ha colpito la <strong>pulizia e la semplicità</strong>, ma aver conosciuto la persona che ha intessuto le fila della storia mi ha affascinato moltissimo. Ad ogni riga immaginavo i sentimenti dei ragazzi e di Viola mescolati ai miei.</p>
<p>La storia poi..chi tra quelli non felicemente accasati non ha un amore finito per cui <strong>farebbe ancora follie?</strong><br />
&#8220;Andante con moto&#8221; descrive minuziosamente la nascita di questa pazzia, e non è difficile <strong>ritrovarcisi malinconicamente</strong>.</p>
<p>Qui il <a title="Link al Blog di Viola Nevers" href="http://violanevers.myblog.it/" target="_blank">Blog</a>, la <a title="link a pagina Facebook di Viola Nevers" href="http://www.facebook.com/#/search/?init=quick&amp;q=Search" target="_blank">pagina di Facebook</a> dove Viola interagisce con gli utenti per continuare la storia e caratterizzare ancora di più i personaggi cercandone la versione &#8220;reale&#8221; o dedicandogli delle canzoni. Qui invece la pagina di IBS da cui <a title="Il sito dell'IBS" href="http://www.ibs.it/code/9788874185801/nevers-viola/andante-con-moto.html" target="_blank">comprare il volume</a>.</p>
<p>Consiglio questo libro a tutti quelli che hanno voglia di svagarsi e <strong>ripescare qualche rimorso</strong> da rivivere immaginando un futuro <em>diverso</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Presentazione di Windows 7 da Filosofo</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2009/10/27/presentazione-windows7-smau/</link>
		<comments>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2009/10/27/presentazione-windows7-smau/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 23:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<description><![CDATA[Meroledì scorso ho assistito alla presentazione di Windows 7, un evento che, volenti o nolenti, tutti noi partecipanti ricorderemo per il peso storico che avrà in un futuro prossimo. Personalmente mi vanterò di esserci stato, non tanto perché ho ascoltato la conferenza, quanto perché sono stato invitato direttamente dallo staff Microsoft che, un po&#8217; per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meroledì scorso ho assistito alla <strong>presentazione di Windows 7</strong>, un evento che, volenti o nolenti, tutti noi partecipanti ricorderemo per il peso storico che avrà in un futuro prossimo. Personalmente mi vanterò di esserci stato, non tanto perché ho ascoltato la conferenza, quanto perché sono stato invitato direttamente dallo staff Microsoft che, un po&#8217; per il mio lavoro, un po&#8217; per la mia magra attività di blogger, conosco personalmente.</p>
<p>Sinceramente <strong>sono lusingato</strong> per la loro gentilezza e per l&#8217;apertura che stanno dimostrando. Io non conto nulla, e non faccio alcunché per far credere il contrario, ciononostante ero lì. Di Apple invece non conosco nessuno anche se gli ho erogato 1.250 euro per un pesante portatile da 13 pollici. Beh..se Windows 7 ha le caratteristiche di usabilità che mi hanno avvicinato a Mac <strong>sarò ben felice di tornare al Pc</strong>, soprattutto per fare il figo e scegliere liberamente uno tra i mille portatili che ci sono in giro. Magari anche multitouch!</p>
<p>Allo SMAU, finita la presentazione, ho sentito un po&#8217; di <strong>chiacchiericcio</strong> che non commenterò perché non mi va di far polemica con nessuno. Fortunatamente ognuno è responsabile delle sue idee. Mi limito a citare Luca con il suo <a title="link a blog di Luca Sartoni" href="http://www.lucasartoni.com/lavoro/lancio-di-windows7-a-smau-occasione-persa" target="_blank">primo</a> e <a title="link a blog di Luca Sartoni" href="http://www.lucasartoni.com/lavoro/lancio-di-windows-7-conversazione-in-corso" target="_blank">secondo</a> post di cui non approvo una virgola, nonostante rispetti la sua libertà di espressione, in silenzio. La prossima volta che ci vedremo se ci sarà occasione, faremo una chiacchierata sul tema.</p>
<p>Ad ogni modo, chi lavora in una grande azienda come me, e scusate se mi vanto, sa che ci sono eventi <strong>generalisti</strong> e altri invece di <strong>nicchia</strong> che forse non è neanche il caso di chiamare eventi. W7 sta portando con se una serie di iniziative veramente impressionante, tutti preceduti da molti aperitivi con noi blogger che mercoledì non saremo stati tanto in target, ma non siamo stati trascurati visto che c&#8217;era la possibilità di <strong>fare domande</strong> e <strong>parlare con i tecnici</strong>.</p>
<p>Purtroppo ancora Microsoft <strong>non ha conquistato</strong> lo stesso appeal di Apple, ma quando si tratta di confronti oggettivi non riesco a comprendere gli estremismi.</p>
<p>Uso Mac e lo farò fin quando non avrà senso cambiare portatile, ma il mondo degli utenti della mela mi ha davvero stancato. A volte sembrano tutti invasati e chiusi come..bah diciamo come Microsoft qualche anno fa? Il mio è un <strong>problema umano</strong>. Non tollero neanche i linuxiani o i windowsiani convinti quindi non faccio distinzioni.</p>
<p>Io ci lavoro col computer, e il mio lavoro è scrivere, non programmare, non creare sistemi sicuri o altro.<br />
Io scrivo, penso, disegno e scrivo. Niente di più.</p>
<p>Sto progettando insieme a degli amici <strong>un&#8217;applicazione per la creazione facilitata di siti e network amicali</strong>, e sto anche lavorando al marketing di una distro Linux con un social desktop. Tutte cose che devono fare dell&#8217;essenzialità il loro caposaldo, ma quando percepisco chiusura mi scoraggio un po&#8217;. Poi per fortuna mi ricordo del salumiere, della signora del 3° piano, dell&#8217;amico pizzaiolo, del piccolo imprenditore in crisi, delle onlus e delle parrocchie.</p>
<p>Fortuna che il mondo è bello perché vario.<br />
Fortuna che si impara sempre.</p>
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		<title>Onf</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 00:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
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		<category><![CDATA[antonio patti]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[progettazione onfline]]></category>

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		<description><![CDATA[Onf è la via di mezzo tra on e off line.
Onf è un modo di vivere e pensare la quotidianità reale in Rete, con la Rete, grazie alla Rete.
Un&#8217;applicazione, una tecnologia o un servizio non possono essere dedicati solo al mondo virtuale del web.

Gli utenti sono reali.
Gli utenti camminano, mangiano, bevono, provano sentimenti come gioia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Onf è la<strong> via di mezzo tra on e off line.</strong><br />
Onf è un modo di <strong>vivere e pensare la quotidianità </strong>reale in Rete, con la Rete, grazie alla Rete.</p>
<p>Un&#8217;applicazione, una tecnologia o un servizio non possono essere dedicati solo al mondo virtuale del web.<br />
<strong><br />
Gli utenti sono reali.</strong><br />
Gli utenti camminano, mangiano, bevono, provano sentimenti come gioia, rabbia, amicizia, odio e amore.<br />
Gli utenti sono vivi.<br />
Internet senza i vivi, <strong>è morta</strong>.</p>
<p>Il web <strong>non può più essere lontano dalla realtà</strong>.<br />
Il web non può più essere solo online, come il mondo offline non può più ignorare i vantaggi dell&#8217;online.</p>
<p><strong>Onfline.</strong></p>
<p><strong>Lavorare</strong> onfline significa migliorare il reale col virtuale e realizzare nel reale quello che esiste nel virtuale.<br />
<strong>Progettare</strong> onfline è naturale come usare una matita.<br />
<strong>Pensare</strong> onfline significa volare guardando gli uccelli in cielo da una panchina.</p>
<p>Insieme, onfline, vorremmo creare qualcosa di moderno ma utile <strong>per chi ha reale bisogno</strong> di innovazione.</p>
<p><strong>Onf siamo tutti.</strong><br />
Quando siamo insieme.<br />
Quando pensiamo in maniera diversa la stessa cosa.</p>
<p><strong>Onf è un passaggio</strong> dal quale dovremo far passare tutto il meglio che potremo.<br />
<strong>Onf è un dono</strong> e un impegno.</p>
<p>Onf potresti essere<strong> anche tu&#8230;</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>BlogFest 09 da Filosofo</title>
		<link>http://www.lavorodafilosofo.com/blog/2009/10/06/blogfest09-da-filosofod/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 22:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Patti LdF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro da Filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Philosopher's Job]]></category>
		<category><![CDATA[Barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogfest09]]></category>
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		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[rivade]]></category>
		<category><![CDATA[rivadelgarda]]></category>

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		<description><![CDATA[Finita la BlogFest ecco la mia pagella:

Voto 9,5 all&#8217;organizzazione e ai suoi uffici stampa
Voto 6 ai contenuti, anche se ho seguito poco, ho trovato argomenti solo discretamente interessanti e poca partecipazione
Voto 4 a noi blogger, arrivati lì allo svacco camuffato da Camp
Voto 10 allo svacco

La BlogFest è stata organizzata davvero bene. Riva era presidiata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finita la BlogFest ecco la<strong> mia pagella</strong>:</p>
<ul>
<li>Voto 9,5 all&#8217;organizzazione e ai suoi uffici stampa</li>
<li>Voto 6 ai contenuti, anche se ho seguito poco, ho trovato argomenti solo discretamente interessanti e poca partecipazione</li>
<li>Voto 4 a noi blogger, arrivati lì allo svacco camuffato da Camp</li>
<li>Voto 10 allo svacco</li>
</ul>
<p>La <a title="link a pagina Blogfest" href="http://www.blogfest.it/" target="_blank">BlogFest</a> è stata organizzata <strong>davvero bene</strong>. Riva era presidiata da locandine ed eventi che, perlomeno sabato, hanno &#8220;materializzato&#8221; una parte del web italiano rendendo la blogsfera un grande paese.</p>
<p><em>&#8220;Hai visto i ragazzi?&#8221;<br />
&#8220;Boh, forse laggiù&#8221;<br />
&#8220;Vado a cercarli, ci vediamo dopo qui, ok?&#8221;</em></p>
<p>Ecco, così ho vissuto Riva per tre giorni.<strong> Nessuna pesantezza</strong>, <strong>nessuna fretta</strong>, <strong>nessuna ipocrita voglia di partecipare </strong>ed essere protagonisti. Si stava lì a prendere il sole, a chiacchierare, a broccolare le (sempre poche) donne che erano presenti e poi..<strong>e poi basta</strong>! Cosa ci si aspetta da un fine settimana fuori città in mezzo a persone annegate dal lavoro fino alla notte precedente?</p>
<p>Ecco:<br />
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<p>Non mi pronuncio sul destino dei Camp, però credo che la BlogFest debba<strong> liberarsi dalla seriosa gabbia delle non-conferenze</strong> e vendersi come quello che è. <strong>Una festa</strong> tra un gruppo di amici allargato.<br />
E&#8217; questo. E&#8217; quasi esclusivamente questo! E sapete una cosa? Ci sta. Ci sta da morire che delle persone che passano le giornate a lavorare e chiacchierare di cose più o meno serie davanti un monitor, a un certo punto, dicano <em>&#8220;Cazzo ma ci vediamo o no?&#8221;.</em></p>
<p>Evvediamoci allora!!<br />
Agli sponsor ritagliamo degli slot di due orette, gli facciamo fare intrattenimento e concorsi così noi ci divertiamo (e non ci sentiamo in colpa per averli ignorati), e loro fanno comunicazione &#8220;tradizionale&#8221;. I costi forse non sarebbero tanto maggiori, visto anche che (giustissimamente), vitto e alloggio ognuno se lo paga da se.</p>
<p>Avete inoltre notato quanto sia <strong>più facile fare amicizia</strong> di presenza? Ma possibile che nel 2010 si debba scoprire che il contatto diretto, fisico, mangereccio o danzarino sia molto più efficace e saldante del rapporto virtuale? Possibile che non si capisca che la seduzione di una donna/uomo passa anche per enormi <strong>nuvole di ormoni</strong> inodore che nessun servizio di cloud computing potrà mai erogare?</p>
<p>Vi siete accorti quanta gente pensavate fosse stronza e invece si è rivelata splendida? E quanta gentaglia invece non merita di essere seguita <strong>neanche dall&#8217;antispam</strong>?</p>
<p>Ecco, lo dico.</p>
<p>Per me questo è stato l&#8217;evento (non il camp, l&#8217;evento) in cui ho <strong>consolidato</strong> meglio alcune conoscenze e in cui ne ho intessute di nuove, confermando sia le potenzialità della Rete, che la sua riduttività nel descrivere le umanità che stanno dietro ogni identità virtuale. Internet è una potenza perché ci ha messo tutti insieme, ma poi ogni singola persona con cui ho parlato mi ha veramente divertito e lasciato più di quanto i suoi 2milamiliardi di post hanno fatto per anni.</p>
<p>Suggerirei a tutti di prenderci <strong>un po&#8217; meno sul serio</strong> per vivere meglio. Collaboreremmo davvero di più se ci conoscessimo tutti.</p>
<p>Vorrei vedervi tutti più spesso.<br />
Vorrei si facessero degli incontri liberi da obblighi, anche senza alcuno sponsor e, ammettiamolo, anche senza connessione (ok, solo i cellulari..).</p>
<p>Concluderei raccontando qualche<strong> decina di episodi</strong> e di cose al limite del coma diabetico, ma non sarebbe abbastanza.<br />
Abbraccio chi ho conosciuto, chi ho scoperto e chi ho ritrovato.<br />
Si ci sei anche tu.<br />
Chi?<br />
Tu, tutti<br />
;-)</p>
]]></content:encoded>
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