Re-wired e il socialismo meritocratico

Posted on May 13th, 2010 by Antonio Patti LdF  |  16 Comments »

Sono triste.
Ieri pomeriggio alle 19 (13 maggio 2010) sono andato all’incontro organizzato da Wired Italia per l’avvio del progetto re-wired, una piattaforma/vetrina per la condivisione di idee sul nuovo sito Wired.it.

Il direttore Riccardo Luna ha condotto l’incontro con pacata e ironica abilità, evidenziando le qualità di Internet tramite la presentazioni de ilPost, dell’infografica “Net At Work” (uscita sulla rivista di questo mese a pagina 142), e i pareri del nuovo direttore editoria digitale Condé Nast Marco Pratellesi.

Riccardo sin dall’inizio ha premesso che, come per il lancio della rivista, anche per il web si partirà 100 giorni prima della pubblicazione con l’engadgement dei lettori al fine di ricevere idee, spunti, progetti e tecnologie in cambio di visibilità.

Un progetto nobile e forte, promosso peraltro da un brand che ha costruito Internet, quindi una garanzia di attendibilità e notorietà.
Tutto positivo e ormai quasi “usuale” in Rete, ma allora perché questo incontro mi ha così scoraggiato?

Nel mio intervento ho malamente spiegato che questo progetto come anche Zooppa, BootB, Adobe yougc, Samsung young design award e altri, non fa altro che alimentare le speranze di giovani che pur con un discreto bagaglio di conoscenze e capacità, non riescono a trovare un lavoro soddisfacente che li faccia crescere e realizzare. Ecco spiegato l’arrivo di progetti a pioggia, realizzati con cura, fatica, dispendio di energie e denaro. La regola di questi concorsi in generale, è che vince sempre il migliore, e i migliori li giudicano gli utenti, gli stessi che alla De Coubertin, l’importante è che partecipino. L’importante che si mettano in mostra.

Cosa c’è di male in tutto questo? Nulla, a parte la frustrazione di tutti coloro che affannandosi dietro premi chimera e il disagio della disoccupazione, lavorano, producono, “fanno” qualcosa che sarà pure pubblica, ma che rischia sempre di rimanere affogata dalla massa, e ridursi a lavoro gratuito archiviato in enormi contenitori di proprietà dei gestori della piattaforma (quanti leggono le policy?).

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Testimoni Digitali

Posted on April 29th, 2010 by Antonio Patti LdF  |  8 Comments »

Se dieci anni fa me lo avessero detto, li avrei derisi sonoramente magari facendo anche qualche facile battuta da neo scettico su Dio. Sabato 24 aprile invece sono andato a Roma per ascoltare Papa Benedetto XVI durante l’udienza conclusiva della conferenza “Testimoni Digitali”.

Cosa è successo in questi anni? In futuro spero di farci un libro, intanto però ho già scritto le prime frasi:

“Era una domenica pomeriggio dell’agosto 2008, un brutto agosto, un agosto forse tra i più brutti agosti che abbia mai vissuto. Quel giorno non riuscivo a star in casa e uscì in cerca di un passatempo, così come al solito andai al Coin per guardare le commesse.
Mi stancai dopo poco.
Anche per le commesse l’agosto era davvero un brutto agosto, quindi m’incamminai verso casa ma senza accorgemene entrai in Chiesa.
Erano le 18:30 e seduto sull’ultima panca ascoltai per la prima volta una messa di mia spontanea volontà. Fu quello il giorno in cui tornavo dal Coin, e ho incontrato Dio.

[Questo articolo è molto lungo, se vuoi scarica il pdf stampabile da qui 115kb]

Il progetto Testimoni Digitali è stato organizzato dalla CEI per promuovere ed educare alla Rete tutti gli operatori impegnati nella comunicazione della Chiesa. La conferenza e il ricchissimo sito hanno parlato trasversalmente a preti, catechisti, insegnanti, addetti alla Buona Stampa e l’intera popolazione dei credenti.
Sabato mattina nella sala Paolo VI del Vaticano eravamo tantissimi. C’era gente di tutti i tipi e di tutte le età, gente che non aveva neanche il computer, fighetti in iPhone e adolescenti spara SMS. C’erano tutti più e l’unica cosa chiara era che il Papa avrebbe parlato di Internet, e ne avrebbe anche parlato bene.

Prima e dopo l’udienza ho analizzato gli argomenti della conferenza da un’ottica privilegiata perché oltre lavorare nella comunicazione , posso considerarmi un neo credente ancora abbastanza distaccato e critico da comprendere le problematiche legate all’immagine della Chiesa e della Fede tout-court.

Professionalmente sono davvero soddisfatto di aver partecipato perché sono certo di aver assistito a un evento che cambierà la Rete anche più di quanto abbia fatto Obama. Durante i lavori di giovedì e venerdì hanno partecipato 1.500 persone. Sabato 6.000. Tutti a loro volta coinvolti nella comunicazione parrocchiale. Tecnicamente quindi stiamo parlando della promozione di Internet verso qualche milione di persone.

Nonostante questo la Rete non sembra essersi accorta gran che dell’accaduto (“Testimoni digitali” su Twitter, FriendFeed, BlogPulse, BlogBabel, ma quando arriverà in forza l’onda calma di fedeli descritta dal Direttore di Avvenire Marco Tarquinio, gli equilibri dei Social Network potrebbero cambiare.
Gli schemi di comportamento, le reti amicali, le attività e il coinvolgimento delle realtà locali muterà radicalmente.

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Passaggio di proprietà e patente a Milano

Posted on April 16th, 2010 by Antonio Patti LdF  |  3 Comments »

Finalmente sono riuscito a coronare uno dei sogni più banali della mia vita.

HO LA MOTO!

La stessa che desideravo 10 anni fa! Si la stessa, l’ho presa usata, ma tenuta davvero benissimo.

Oltre a dividere la gioia con il mondo (farò un post dedicato), siccome per me non è stato facile trovare tutte le informazioni necessarie per il disbrigo delle pratiche, ecco un piccolo romanzato riassunto.

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Auguri scomodi

Posted on December 24th, 2009 by Antonio Patti LdF  |  5 Comments »

E’ Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e vivono allegramente il clima festaiolo.
A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro.
Il Natale però è anche il periodo in cui i dissidenti del comun sentire esprimono con rumoroso disprezzo la loro alternatività e il loro anticonformismo.

In questa guerra fredda di azioni ed intenti, non ho inviato un solo messaggio di auguri o buone feste e non lo farò.
Quest’anno non mi sento in grado di augurare alcunché.  Sarebbe tutto abbastanza ipocrita, convenzionale e inutile.

Una cosa mi ha regalato questo 2009 però, il dono del silenzio e della violenta umiltà. E’ difficile ammettere la bravura di qualcun altro a scapito della propria, ma accogliere l’altro significa arricchirsi, e più sinceramente ci si guarda dentro, e più ci si dovrebbe accorgere di essere poveri, ingoranti e insufficienti.
Invece che blaterare pensieri poco concreti quindi, preferisco riproporre le parole di Don Tonino con i suoi Auguri Scomodi.
Buona lettura per un 2010 silenzioso e operoso.

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale!
Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
(grassetti di Antonio Patti LdF)

Che abbiate fede o meno non importa.
Se avete anche solo un briciolo di razionalità coglierete uno dei mille messaggi di vita quotidiana che questo testo contiene.
Se non vedete nulla, continuate per la vostra strada, ci si rivedrà qui tra qualche mese.

Auguri scomodi a tutti.

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Vacanze ‘09 da Filosofo

Posted on August 4th, 2009 by Antonio Patti LdF  |  No Comments »

Mentre tutti scalpitano per finire questa settimana e scappar via in vacanza, oggi, lunedì 3 agosto, sono tornato a lavoro dopo circa tre settimane di riposo in Sicilia.

Come vedrete non scrivo da tantissimo, ma ormai non me ne curo neanche più. So che dovrei farlo, e che magari avrei pure cose interessanti da pubblicare, però poi per una ragione o per un’altra, tutte ottime e condivisibili, ovviamente, faccio altro.spiaggiasanmarco

Cosa dire a proposito di queste vacanze?
Beh inusuali, lunghe, confuse e un po’ addirittura allucinate.

Mancavo da casa da oltre sei mesi.
In questo periodo non è successo gran che nella mia vita a parte una montagna di esperienze, conoscenze, colpi bassi, colpi alti, donne, uomini, amici, nemici, abbandoni, ritrovamenti e tanto altro. Insomma quello che succede un po’ a tutti, ma rispetto ad altri ho intagliato una statuetta per ogni cosa che è successa e adesso, con soddisfazione, guardo la mia collezione meditando su ogni legnoso nervo delle piccole opere d’arte.

Tornando giù ho provato un misto di sensazioni nuove insieme a ricordi e abitudini che non stridono, ma si amalgamano confusamente con quella che ormai è la mia quotidianità.
Per tre settimane, frequentando vecchi posti e vecchi amici, non capivo bene quale fosse la differenza tra la vacanza, il lavoro, Milano, Firenze, Roma e Catania.

Stamane in ufficio guardavo i colleghi ed erano normali, come normali erano gli amici, l’auto, il mare e l’Etna.

Un turbine di normalità.
Un’estesa, rilassata e quieta confusione di conoscenze e ricordi.
Un enorme gomitolo indifferenziato di presente intrecciato al passato, come se nulla fosse davvero finito e perso per sempre.

Ecco come Facebook mi “vede nel mondo”
tgago09ldf

A fine estate vi farò sapere se agosto è il mese ideale per ricominciare a lavorare, intanto posso affermare che 3 settimane di vacanza sono troppe per chi è appassionato al proprio lavoro. Io stavo bollendo, e non solo per il caldo africano.

Cari amici buone vacanze, io torno al mio da fare.
Spero tanto che al vostro rientro troverete quello su cui studio da quasi un anno.

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