Auguri scomodi

E’ Natale, se ne sono accorti tutti, e in altrettanti fanno gli auguri, preparano festeggiamenti e vivono allegramente il clima festaiolo.
A Natale tradizione vuole che si sia tutti più buoni, che si vada a messa, si vedano i parenti, gli amici, si facciano regali, strenne, feste, mangiate colossali e tanto altro.
Il Natale però è anche il periodo in cui i dissidenti del comun sentire esprimono con rumoroso disprezzo la loro alternatività e il loro anticonformismo.

In questa guerra fredda di azioni ed intenti, non ho inviato un solo messaggio di auguri o buone feste e non lo farò.
Quest’anno non mi sento in grado di augurare alcunché.  Sarebbe tutto abbastanza ipocrita, convenzionale e inutile.

Una cosa mi ha regalato questo 2009 però, il dono del silenzio e della violenta umiltà. E’ difficile ammettere la bravura di qualcun altro a scapito della propria, ma accogliere l’altro significa arricchirsi, e più sinceramente ci si guarda dentro, e più ci si dovrebbe accorgere di essere poveri, ingoranti e insufficienti.
Invece che blaterare pensieri poco concreti quindi, preferisco riproporre le parole di Don Tonino con i suoi Auguri Scomodi.
Buona lettura per un 2010 silenzioso e operoso.

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale!
Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
(grassetti di Antonio Patti LdF)

Che abbiate fede o meno non importa.
Se avete anche solo un briciolo di razionalità coglierete uno dei mille messaggi di vita quotidiana che questo testo contiene.
Se non vedete nulla, continuate per la vostra strada, ci si rivedrà qui tra qualche mese.

Auguri scomodi a tutti.

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Andante con moto

November 28, 2009 by Antonio Patti LdF · Comment
Filed under: Lavoro da Filosofo, Philosopher's Job 

Ormai purtroppo non leggo più spesso, ma nell’ultimo mese mi sono imbattuto in un libro che mi ha colpito tanto.

AndanteInMotoCopertina

La trama di “Andante con moto” è tra le più classiche che possano esistere. E’ una storia d’amore tra due ragazzi nata da sedicenni e iniziata a concludersi dieci anni dopo.
Linguaggio facile, discorsivo e tenero. Capitoli brevi, flashback intrecciati a discorsi diretti e indiretti, descrizioni dettagliate, dipinti di parole e una dinamicità emotiva molto marcata. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e hanno un’identità costante dall’inizio alla fine. Scene divertenti e quotidiane, similissime a quelle che è possibile vedere a Milano facendo un po’ di attenzione a quello che ci circonda. Scene probabilmente uguali a quelle che vide l’autrice prima di scrivere il romanzo come racconta in questa intervista.

ViolaNevers

Lei è Viola Nevers, autrice del romanzo e mia amica.
L’ho conosciuta diversi mesi prima dell’uscita del libro e abbiamo parlato tanto passeggiando per Milano.
Del romanzo mi ha colpito la pulizia e la semplicità, ma aver conosciuto la persona che ha intessuto le fila della storia mi ha affascinato moltissimo. Ad ogni riga immaginavo i sentimenti dei ragazzi e di Viola mescolati ai miei.

La storia poi..chi tra quelli non felicemente accasati non ha un amore finito per cui farebbe ancora follie?
“Andante con moto” descrive minuziosamente la nascita di questa pazzia, e non è difficile ritrovarcisi malinconicamente.

Qui il Blog, la pagina di Facebook dove Viola interagisce con gli utenti per continuare la storia e caratterizzare ancora di più i personaggi cercandone la versione “reale” o dedicandogli delle canzoni. Qui invece la pagina di IBS da cui comprare il volume.

Consiglio questo libro a tutti quelli che hanno voglia di svagarsi e ripescare qualche rimorso da rivivere immaginando un futuro diverso.

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Presentazione di Windows 7 da Filosofo

October 27, 2009 by Antonio Patti LdF · 2 Comments
Filed under: Lavoro da Filosofo, Philosopher's Job 

Meroledì scorso ho assistito alla presentazione di Windows 7, un evento che, volenti o nolenti, tutti noi partecipanti ricorderemo per il peso storico che avrà in un futuro prossimo. Personalmente mi vanterò di esserci stato, non tanto perché ho ascoltato la conferenza, quanto perché sono stato invitato direttamente dallo staff Microsoft che, un po’ per il mio lavoro, un po’ per la mia magra attività di blogger, conosco personalmente.

Sinceramente sono lusingato per la loro gentilezza e per l’apertura che stanno dimostrando. Io non conto nulla, e non faccio alcunché per far credere il contrario, ciononostante ero lì. Di Apple invece non conosco nessuno anche se gli ho erogato 1.250 euro per un pesante portatile da 13 pollici. Beh..se Windows 7 ha le caratteristiche di usabilità che mi hanno avvicinato a Mac sarò ben felice di tornare al Pc, soprattutto per fare il figo e scegliere liberamente uno tra i mille portatili che ci sono in giro. Magari anche multitouch!

Allo SMAU, finita la presentazione, ho sentito un po’ di chiacchiericcio che non commenterò perché non mi va di far polemica con nessuno. Fortunatamente ognuno è responsabile delle sue idee. Mi limito a citare Luca con il suo primo e secondo post di cui non approvo una virgola, nonostante rispetti la sua libertà di espressione, in silenzio. La prossima volta che ci vedremo se ci sarà occasione, faremo una chiacchierata sul tema.

Ad ogni modo, chi lavora in una grande azienda come me, e scusate se mi vanto, sa che ci sono eventi generalisti e altri invece di nicchia che forse non è neanche il caso di chiamare eventi. W7 sta portando con se una serie di iniziative veramente impressionante, tutti preceduti da molti aperitivi con noi blogger che mercoledì non saremo stati tanto in target, ma non siamo stati trascurati visto che c’era la possibilità di fare domande e parlare con i tecnici.

Purtroppo ancora Microsoft non ha conquistato lo stesso appeal di Apple, ma quando si tratta di confronti oggettivi non riesco a comprendere gli estremismi.

Uso Mac e lo farò fin quando non avrà senso cambiare portatile, ma il mondo degli utenti della mela mi ha davvero stancato. A volte sembrano tutti invasati e chiusi come..bah diciamo come Microsoft qualche anno fa? Il mio è un problema umano. Non tollero neanche i linuxiani o i windowsiani convinti quindi non faccio distinzioni.

Io ci lavoro col computer, e il mio lavoro è scrivere, non programmare, non creare sistemi sicuri o altro.
Io scrivo, penso, disegno e scrivo. Niente di più.

Sto progettando insieme a degli amici un’applicazione per la creazione facilitata di siti e network amicali, e sto anche lavorando al marketing di una distro Linux con un social desktop. Tutte cose che devono fare dell’essenzialità il loro caposaldo, ma quando percepisco chiusura mi scoraggio un po’. Poi per fortuna mi ricordo del salumiere, della signora del 3° piano, dell’amico pizzaiolo, del piccolo imprenditore in crisi, delle onlus e delle parrocchie.

Fortuna che il mondo è bello perché vario.
Fortuna che si impara sempre.

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Onf

October 9, 2009 by Antonio Patti LdF · 3 Comments
Filed under: Lavoro da Filosofo, Philosopher's Job 

Onf è la via di mezzo tra on e off line.
Onf è un modo di vivere e pensare la quotidianità reale in Rete, con la Rete, grazie alla Rete.

Un’applicazione, una tecnologia o un servizio non possono essere dedicati solo al mondo virtuale del web.

Gli utenti sono reali.

Gli utenti camminano, mangiano, bevono, provano sentimenti come gioia, rabbia, amicizia, odio e amore.
Gli utenti sono vivi.
Internet senza i vivi, è morta.

Il web non può più essere lontano dalla realtà.
Il web non può più essere solo online, come il mondo offline non può più ignorare i vantaggi dell’online.

Onfline.

Lavorare onfline significa migliorare il reale col virtuale e realizzare nel reale quello che esiste nel virtuale.
Progettare onfline è naturale come usare una matita.
Pensare onfline significa volare guardando gli uccelli in cielo da una panchina.

Insieme, onfline, vorremmo creare qualcosa di moderno ma utile per chi ha reale bisogno di innovazione.

Onf siamo tutti.
Quando siamo insieme.
Quando pensiamo in maniera diversa la stessa cosa.

Onf è un passaggio dal quale dovremo far passare tutto il meglio che potremo.
Onf è un dono e un impegno.

Onf potresti essere anche tu…

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BlogFest 09 da Filosofo

October 6, 2009 by Antonio Patti LdF · 1 Comment
Filed under: Lavoro da Filosofo, Philosopher's Job 

Finita la BlogFest ecco la mia pagella:

  • Voto 9,5 all’organizzazione e ai suoi uffici stampa
  • Voto 6 ai contenuti, anche se ho seguito poco, ho trovato argomenti solo discretamente interessanti e poca partecipazione
  • Voto 4 a noi blogger, arrivati lì allo svacco camuffato da Camp
  • Voto 10 allo svacco

La BlogFest è stata organizzata davvero bene. Riva era presidiata da locandine ed eventi che, perlomeno sabato, hanno “materializzato” una parte del web italiano rendendo la blogsfera un grande paese.

“Hai visto i ragazzi?”
“Boh, forse laggiù”
“Vado a cercarli, ci vediamo dopo qui, ok?”

Ecco, così ho vissuto Riva per tre giorni. Nessuna pesantezza, nessuna fretta, nessuna ipocrita voglia di partecipare ed essere protagonisti. Si stava lì a prendere il sole, a chiacchierare, a broccolare le (sempre poche) donne che erano presenti e poi..e poi basta! Cosa ci si aspetta da un fine settimana fuori città in mezzo a persone annegate dal lavoro fino alla notte precedente?

Ecco:

Non mi pronuncio sul destino dei Camp, però credo che la BlogFest debba liberarsi dalla seriosa gabbia delle non-conferenze e vendersi come quello che è. Una festa tra un gruppo di amici allargato.
E’ questo. E’ quasi esclusivamente questo! E sapete una cosa? Ci sta. Ci sta da morire che delle persone che passano le giornate a lavorare e chiacchierare di cose più o meno serie davanti un monitor, a un certo punto, dicano “Cazzo ma ci vediamo o no?”.

Evvediamoci allora!!
Agli sponsor ritagliamo degli slot di due orette, gli facciamo fare intrattenimento e concorsi così noi ci divertiamo (e non ci sentiamo in colpa per averli ignorati), e loro fanno comunicazione “tradizionale”. I costi forse non sarebbero tanto maggiori, visto anche che (giustissimamente), vitto e alloggio ognuno se lo paga da se.

Avete inoltre notato quanto sia più facile fare amicizia di presenza? Ma possibile che nel 2010 si debba scoprire che il contatto diretto, fisico, mangereccio o danzarino sia molto più efficace e saldante del rapporto virtuale? Possibile che non si capisca che la seduzione di una donna/uomo passa anche per enormi nuvole di ormoni inodore che nessun servizio di cloud computing potrà mai erogare?

Vi siete accorti quanta gente pensavate fosse stronza e invece si è rivelata splendida? E quanta gentaglia invece non merita di essere seguita neanche dall’antispam?

Ecco, lo dico.

Per me questo è stato l’evento (non il camp, l’evento) in cui ho consolidato meglio alcune conoscenze e in cui ne ho intessute di nuove, confermando sia le potenzialità della Rete, che la sua riduttività nel descrivere le umanità che stanno dietro ogni identità virtuale. Internet è una potenza perché ci ha messo tutti insieme, ma poi ogni singola persona con cui ho parlato mi ha veramente divertito e lasciato più di quanto i suoi 2milamiliardi di post hanno fatto per anni.

Suggerirei a tutti di prenderci un po’ meno sul serio per vivere meglio. Collaboreremmo davvero di più se ci conoscessimo tutti.

Vorrei vedervi tutti più spesso.
Vorrei si facessero degli incontri liberi da obblighi, anche senza alcuno sponsor e, ammettiamolo, anche senza connessione (ok, solo i cellulari..).

Concluderei raccontando qualche decina di episodi e di cose al limite del coma diabetico, ma non sarebbe abbastanza.
Abbraccio chi ho conosciuto, chi ho scoperto e chi ho ritrovato.
Si ci sei anche tu.
Chi?
Tu, tutti
;-)

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