Antonio

antoniopattiCiao caro lettore curioso, io sono Antonio Daniele Patti, ma in Rete i più mi conoscono come Antonio LdF (Lavoro da Filosofo, ovviamente).

Sono nato a Catania il 10 ottobre dell’81 e ho vissuto in un paesino sopra la città chiamato San Giovanni la Punta fino al 2005. Adesso vivo a Milano, ma nel mio peregrinare ho trascorso quasi un anno a Roma e un anno e mezzo a Firenze.

Cosa ho fatto in queste città potrai leggerlo nella pagina Job & Cv, qui ti basterà sapere che ho una laurea in Filosofia, un master in Comunicazione, una buona esperienza d’agenzia, un bel lavoro in azienda e tanta voglia di mettermi in discussione.

In questa pagina parlerò di quello che solitamente non è scritto sui curriculum e non emerge durante i rapporti di lavoro, quindi se hai voglia e pazienza leggi pure, sennò vai direttamente alla pagina di cui dicevo prima.

La mia “carriera” nel mondo della comunicazione inziò probabilmente quando a 7-8 anni imitavo Fantozzi e facevo il solista alle recite scolastiche. Nello stesso periodo passai diverse estati nel centro di riabilitazione in cui lavorava mio padre e lì, in mezzo ad anziani paralizzati, ragazzi down o peggio, ho apprezzato la vita dei cosiddetti normali e di quelli che lo erano un po’ meno. Alle medie questa esperienza fu arricchita anche da Gianluca, un ragazzo affetto da trisomia 21 con cui passammo tre anni difficili ma, col senno di poi, molto formativi.

Alle superiori andai al Liceo Scientifico perché pensavo di esser portato per le scienze, ma poi scoprii di essere un amante delle Filosofia e della scrittura. Quei cinque anni furono un turbine di vita indimenticabile durante il quale, come qualsiasi adolescente che si rispetti, attraversai fasi opposte e antitetiche. All’inizio feci il sinistroide cantante rap, poi l’anticristo, il rappresentate di classe e infine l’intellettuale impegnato. Le superiori furono anche il primo palco in cui esibii le mie aspirazioni da comunicatore con corsi di giornalismo, sceneggiatura, teatro e anche un po’ di atletica, ma quella serviva solo per abbordare le ragazze senza peraltro alcun risultato.
In quegli anni scrissi centinaia di pagine con canzoni, pensieri, lettere, testamenti e saggi; tutta roba che rileggo con piacere e che sento ancora sulle dita quando ticchetto per questo o quel lavoro.

Quando nel 2000 decisi di far Filosofia mia madre fu contenta anche se capì che sarei andato via di casa molto presto. Tutti pensavano che sarei diventato un insegnante, ma io sapevo che avrei potuto scegliere perché avevo gambe e braccia per lavorare, testa e occhi per studiare.

Nel 2003 venni a Milano per un corso di formazione di 7 mesi, nel 2005 partii per un Master a Roma, nel 2006 mi laureai, feci il primo stage in agenzia e poi trovai lavoro in una web-agency ad Empoli trasferendomi a Firenze. Tornai al lavoro manuale per 8 mesi e poi nel febbraio 2008 trovai impiego a Milano.

Questi anni furono impegnativi e faticosi, ma la cosa di cui vado più fiero non è tanto la scalata sociale o professionale, quanto la sequela di lavori che sono stato felice di fare per mantenermi e gravare meno possibile sulla famiglia. Ho fatto il cameriere in tutte le città in cui ho vissuto, ho fatto l’aiuto pizzaiolo, il rappresentante di cartucce per stampanti, il receptionist da un parrucchiere, il commesso in un negozio di scarpe e in uno di stampe d’arte.

Ho conosciuto gente di tantissimi tipi, più giovani o più vecchi di me, con esperienza o senza futuro, ottimisti, buoni, opportunisti e sanguisughe. Ho lavorato sette giorni a settimana, ho fatto turni di 12 ore, ho servito, riverito, sorriso, sofferto e pensato.

Ho pensato tanto ai miei amici, alla vita che passava, alla felicità dei coetanei che servivo in pizzeria, ai colleghi filosofi e quelli lavapiatti, a quelli alcoolizzati, drogati, esaltati o con un cuore grande quanto una multinazionale.

Credo nel lavoro, nella fatica e nella vita.
Detesto la stupidità, l’inettitudine, l’irresponsabilità e la noluntas.

Sono certo di essere artefice del mio destino e ne sono fiero, ma sono cosciente anche della mia fortuna nell’avere una buona famiglia e un corpo che funziona.

Onoro questa fortuna anche in nome di chi non può, non ha potuto o non può più, ma non tollero chi pensa che tutto gli sia dovuto.

Se volete guardarmi in faccia, ecco le mie foto su Flickr.

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