30, e allora?

 

Oggi compio 30 anni. Bene. E allora?

E allora boh! Sono molto confuso, un po’ come la pasticcera che è stata in grado di sbagliare la targhetta dopo averle ripetuto tre volte cosa avrei voluto sulla torta!

30 anni sono ormai un’età. Dopo 30 anni qualcosa l’ho capita e qualcuno l’ho conosciuto, ma in fondo a che punto sto? A che punto sto rispetto ai miei coetanei siciliani, quelli milanesi, e quelli inglesi, russi, israeliani o indiani?

La vita è fatta di relazioni, affetto, obiettivi. Ognuno vive la propria vita in maniera personale senza essere legato all’età anagrafica, ma tutti viviamo più o meno socialmente il che significa confronto e riflessione.

Esiste un prototipo di trentenne? Cosa dovrebbe avere un trentenne italiano per essere un trentenne realizzato? Casa, lavoro, auto, fidanzata, amici, vacanze, bei vestiti, un po’ di fisico e poi..boh! Intorno vedo tanti coetanei senza un lavoro fisso, in cerca di formazione o addirittura in attesa di capire cosa fare nel loro futuro. Poi magari vedo persone che di questa indecisione fanno una seconda giovinezza senza preoccuparsi del tempo che passa.

Alcuni mi dicono che i 30 anni di oggi sono i 20 anni di ieri, ma sarà corretto pensarla così? Io 30 anni li ho, e me li sento pure!

Fuori dall’Italia poi ho visto venticiquenni sposati e felici di non aver un lavoro fisso perché tanto un impiego riescono sempre a trovarlo. Anche in Sicilia a dire la verità ho visto venticiquenni sposati, con minimo un figlio, senza un lavoro stabile, una casa pagata dai genitori, e tanta voglia di svagarsi, ma non credo stiamo parlando dello stesso genere di venticiquenni.

Che confusione.
A volte mi sento in ritardo, altre in anticipo, altre efficiente e meritevole, altre comodista e passivo. Ma come capire dove/quando è giusto sentirsi così?

Bah, non è facile e forse neanche indispensabile. Dopotutto ognuno fa la sua vita, e fintanto che vive bene, nella legalità e senza dar fastidio a nessuno, non gli si può rimproverare nulla.

Una sola cosa invece mi è chiara. I preseocratici avevano proprio ragione dicendo “divieni ciò che sei”, ma non tanto nell’inflazionato e banale senso dello “Stay hungy, stay foolish”, quanto in un più ragionato e pacato conoscere se stessi, il proprio mondo e i propri tempi.

La felicità è soggettiva e molto personale.
La felicità è un equilibrio a cui si arriva solo comprendendosi bene.

Attenzione però che la felicità di cui parlo non è quella dei successi e della ricchezza, ma una felicità che nasce dal lavoro sui nostri limiti, sui nostri desideri e sulle nostre aspirazioni. Non si può avere tutto dalla vita, però sapere cosa si vuole rende tutto più facile.

Saggio eh? Ho avuto bisogno di 30 anni per capirlo e adesso ne avrò bisogno di altrettanti per metterlo in pratica.
Oggi intanto, soddisfatto e felice, mi godo il giorno del compleanno in attesa di divenire sempre più me stesso :)

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  • http://www.davidetomasello.it Davide

    Auguri, e altri trenta e ancora trenta di questi anni!

  • http://www.lavorodafilosofo.com/blog Antonio

    Marò 90? Spavento!
    Grazie beddu! 90 anni di vita da Filosofo anche a te!
    A presto!