In questo periodo avrete sentito parlare della Pasqua, rito tipicamente cristiano durante il quale ricorre la passione, la morte e la resurrezione di Gesù.
A memoria, non potendoci non dire cristiani, dovremmo tutti ricordare i fioretti e i digiuni dalla carne del venerdì, ma forse non tutti sapete che quest’ano è stata indetta la Quaresima anti hi-tech.
Io che di tecnologia ci vivo e che sono sono famelico di nuovi gadget (fortuna che non ho i soldi), sono però inaspettatamente e pienamente e d’accordo.
Tralasciate il fatto che lo abbia detto la chiesa; facciamo finta di non dover più essere di moda facendo gli anticlericali, gli atei o gli agnosti. Facciamo un discorso diverso.
Il benessere personale, l’essere felici, il sentirsi bene con se stessi, appagati, positivi e produttivi può essere coerente con l’autoreferenzialità di gran parte delle attività in Rete che conduciamo? Pensate che il condividere il proprio status momentaneo sperando di esser letti e commentati sia un segnale di forza e pace interiore?

Con questo non biasimo la voglia di comunicare e di ricevere dal mondo una prova della propria esistenza. Non si può certo vivere lontano dal confronto personale che peraltro, nella sua migliore manifestazione, è arricchimento e crescita, ma guardiamoci bene intorno…quanto di quello che scriviamo o leggiamo è davvero un contenuto? Quanto ha valore e quanto invece è solo un egocentrico “ping esistenziale”?
Twitter, Facebook, Tumblr, FriendFeed, Latitude, Dopplr etc. Per non parlare poi dell’uso compulsivo di IM e mail, oppure della mania di citarsi due o tre volte per ogni post sul Blog.
Parlarsi addosso, camuffare il contatto diretto con i propri amici con la necessità di autoaffermazione, con un poke, un @AntonioLdF o un Like è male, molto male! Ve lo dico rischiando di sembrare bigotto, ma vi assicuro che quando vedo persone dipendenti dalle tecnologie così tanto dal dimenticarsi del reale, beh allora è arrivato il momento davvero di invitarli a fare un fioretto.
Per me “lottare contro ogni attaccamento disordinato a noi stessi” non significa rinunciare a qualcosa da confidare in altro, ad esempio Dio, quanto allontanarmi dal perdere il controllo di me stesso, a causa di me stesso.
Questo sacrificio sappiate però che non farà guadagnare il paradiso a nessuno, però vi renderà più liberi, forti e diciamolo…vi aiuterà anche a diventare dei comunicatori web migliori perché vi farà capire il peso da dare a tutti gli strumenti che utilizziamo quotidianamente e che magari a un’azienda non servirebbero mai e poi mai.
:-)
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