Layout quasi definitivo
Con il diminuire degli impegni lavorativi notturni, ecco che si cominciano a materializzare tante nuove cose messe a dormire da troppo tempo!
Ecco qui finalmente il layout semi definitivo, tutto personalizzato con i nuovi colori corporate (ed anche wordpress eh!)!
Certo ancora è abbastanza rozzo soprattutto per quei quadratini in alto e per i pulsanti di naivgazione, ma avendo modificato tutto andando a tentativi non vi nascondo che sono abbastanza fiero.
Per non parlare di Gimp che sarà potente, ma cavolo quanto è difficile!
Beh per ricordare questo momento, inserisco un print screen di ricordo..così fra qualche mese farò del modernariato!
Non dite almeno che non mi impegno eh!
Se riuscissi a togliere quei due maledetti rettangoli in alto; ah!
Presenza assenza
Non scrivo da tantissimo, ma dovete scusarmi, purtroppo sto lavorando tanto sia la mattina che la sera a delle cose di cui presto vi parlerò!
Intanto sto pensando seriamente a come organizzare in maniera professionale questo baraccone, e sto riflettendo sulle varie strategie di business che potrebbero esserci dietro.
Per fortuna non è mia intenzione far soldi da qui, ma è inevitabile che se qualcosa produce valore, produca anche denaro e siccome qui l’obiettivo primario sarà proprio il valore…beh va da se che…
Intanto come vedete ho dato una sistematina al layout che però ancora ha bisogno di qualche ritocchino, ma credo di essermi stabilizzato perché questo template mi soddisfa abbastanza; è moderno, spazioso e facile da utilizzare.
Beh so benissimo che non è serio fare blogging in questa maniera, ma vogliate perdonarmi. Spero presto di poter recuperare!
:-)
Il Fuori Salone, Lumen e le creative milestones
Questi sette giorni sono stati davvero di delirio qui a Milano a causa del Salone del Mobile e di tutti gli eventi ad esso collegati. Ci sono stati davvero eventi di tutti i tipi, in tutte le parti di Milano e io ovviamente vi ho preso parte con discrezione e buone intenzioni.
Il primo (e l’unico evento) a cui ho partecipato attivamente è stata la mostra Creative Milestones organizzata dall’agenzia di branding Lumen Group.
Ovviamente sono andato lì con le migliori intenzioni e con la voglia di imparare qualcosa e di conoscere persone interessanti e magari anche preparate.
Precisiamo che per fortuna in questo periodo il mio nuovo lavoro ha completamente rivoluzionato la concezione della comunicazione perché mi ha catapultato dalla parte del cliente che, con un po’ di lucidità, guarda cosa fanno gli altri e cerca di trovare i migliori fornitori per provvedere alle proprie esigenze.
Cosa comporti questo poi nel quotidiano rapportarmi con le agenzie, le loro proposte e la loro preparazione sarà argomento di altri post, ma veniamo alla mostra…
Arrivati lì, io e il mio amico Antonio siamo accolti da un’avvenente ragazza bionda e straniera che ci accoglie chidendoci i biglietti da visita, o prima chiede quelli e poi ci saluta, non ricordo…vabbeh, fattostà che non avendoli né io né Antò, appunta i nostri nomi, o meglio solo il suo perché del mio si dimentica perché dietro arriva gente più anziana e meglio vestita di noi.
Ok.
Entriamo e cominciamo a guardarci intorno..la sede di Lumen è davvero bella e la mostra, anche se piccoletta, è davvero curata. Girovaghiamo per le vetrine, prendiamo dell’acqua e delle robe da mangiare non ben identificate e chiacchieriamo di quello che si vede..dopotutto io e lui lavoriamo in comunicazione e qualcosina la capiamo anche! Facciamo digitale, abbiamo iniziato da relativamente poco due, ma due stupidagini le mettiamo una dietro l’altra!
Intorno riusciamo a identificare (+o-) i ragazzi (e le ragazze) di Lumen e li vediamo chiacchierare con ospiti, ospitesse e tra loro. Noi siamo stati lì per abbondanti 30 minuti durante i quali nessuno (al di là della bionda all’entrata) ci ha avvicinato accogliendoci e conducendoci a guardare la mostra, chiedendoci magari se volessimo delle informazioni o altro!
Alla fine ho chiesto ad un gruppetto se qualcuno potesse dirmi qualcosa ed un ragazzo disponibilissimo ci ha raccontato un po’ sia dell’esposizione che del loro lavoro.
Ora, io capisco che un evento di quel tipo è realizzato per farsi un po’ di pubblicità, che è un’ottimo momento per invitare persone importanti in agenzia per magari fagli vedere i loro prodotti in mostra, o pubblicar qualche articolo sulle riviste di settore, ma io dico..di qui a non badare neanche un po’ alla gente che entra e che gli gira attorno ce ne passa! Se non avessi chiamato il ragazzo io e Antò saremmo entrati e usciti come fantasmi, senza che nessuno si chiedesse cosa fossimo venuti a fare!
Non è che esiga chissà quale trattamento, in fondo non sono nessuno, tantomeno penso di meritare attenzione solo per il lavoro che faccio, ma da qui ad essere rilevante quanto un acaro ce ne vuole!
Mi permetto di dire tutto questo semplicemente perché questa sensazione è stata completamente condivisa dal mio amico e poi perché, avendo fatto tanti lavori a contatto col pubblico, ormai per indole quando qualcuno entra in casa mia, magari perché ho pure fatto una festa, come minimo lo saluto.
Per educazione, per interesse, perché è venuto per me…ma lo saluto almeno!
Tutto quello che penso poi dell’attegiamento dei comunicatori-pubblicitari durante le feste lo tengo per me perché a volte esagero, ma altre volte però, vedo esagerazioni anche dalla parte opposta!
Morale?
Mi è passata la voglia di andare a qualsiasi evento del fuori, dentro e metà salone. Vabbeh, sarà al prossimo anno.
Essedì Computers e la pubblicità Apple
Il mio passaggio a Mac sta diventando davvero un’avventura e in queste settimane è arrivato pure il guasto tecnico, ma non voglio raccontare questo, quanto la travagliata esperienza che ho avuto con la catena Essedì Computer della Brain Technology.
Cercherò di essere breve..
Prenoto il Mac a metà Dicembre del 2007, ma me lo consegnano il 25 Gennaio 2008; il 10 Febbraio mi trasferisco a Milano, ma non lo utilizzo quasi per nulla. Quando inizio a farlo noto un eccessivo surriscaldamento della macchina che finisce spessissimo col blocco (schermata grigia) e la necessità di spegnere tutto tramite la pressione del tasto di accensione.
Lo mollo in un angolo per un po’ e poi, il venerdì di Pasqua, lo porto alla Sata srl (assistenza autorizzata Apple). Loro dopo più di una settimana mi chiamano dicendo che il problema è legato alla ram che però, non essendo originale, non è coperta da garanzia.
Come?
Scrivo all’Essedì di Firenze che mi dice che la riparazione la faranno loro, ma intanto da Sata mi comunicano che dovrò pagare 37 euro di intervento.
Mi comincio a surriscaldare e scrivo un po’ di mail infuocate che dico di passare direttamente all’ufficio legale.
Mi contatta un ragazzo che dopo un po’ di discussioni mi promette il rimborso dei 37 euro e la sostituzione della ram.
Bene, ma se come cliente posso dirmi abbastanza soddisfatto nonostante l’incazzatura e il tempo perso (la cosa che detesto), come operatore della pubblicità non posso far a meno di fargli notare quanto la loro comunicazione cartacea sia imperfetta (ingannevole se si volesse essere maligni) e quanto questo possa rappresentare un rischio (grosso) per tutta l‘azienda.
Adesso sono abbastanza sereno perché ho appurato la buona fede di Essedì, ma voglio parlarne per dimostrargli pubblicamente che devono assolutamente modificare la loro campagna.
Ecco il volantino (quello di questo periodo, il mio era un altro..) che mi ha spinto a scegliere loro come rivenditori.
Come vedete è evidenziato il Giga di memoria in omaggio, ma non è segnalato che si tratta di una memoria compatibile! Io l’ho praticamente scoperto solo dopo questa vicenda poiché, nonostante fosse scritto nella fattura, né il volantino, né il punto vendita me lo hanno segnalato. Anzi ricordo bene che quando ritirai il mac e chiesi il perché fosse stato aperto, mi hanno risposto che era stato necessario per montare la ram, ma non mi hanno detto che non fosse originale! Tantomeno immaginavo che per usufruire della garanzia sarebbe stato meglio andare direttamente nella catena che, ammettiamo, assicura una garanzia di due anni invece che l’uno della Apple. Mi hanno contestato che sarei dovuto andare direttamente da loro, ma ignorando la faccenda della ram, ho preferito andare direttamente al produttore. Mi sembra lecito dopo 1.250 euro di portatile no?!
I accuse (deprecabili) che rischiano secondo me sono quelle di pubblicità ingannevole e concorrenza sleale.
La prima perché attirano prospect nel loro negozio con una comunicazione parziale che, addirittura, nel mio caso è stata aggravata dalla scarsa informazione degli addetti alla vendita; la seconda perché, appunto per questa sequela di incompletezze, hanno magari venduto molti più mac un Apple Store o dello sito Apple!
Stiamo inoltre parlando di un brand che fa della qualità e dell’originalità di tutti i suoi componenti il suo maggior punto di forza.
Personalmente non so se l’avrei comprato ugualmente se avessi saputo che il giga omaggio era compatibile (ma adesso sono molto sfiduciato dal mondo mac..).
Ripeto che non è mia intenzione adire alcuna misura legale, ma siccome faccio questo lavoro, voglio dimostrare che se non io, qualcun’altro potrebbe fare di quei casini che neanche immaginano. E questo per un asterisco che però, diciamo la verità, sminuisce parecchio l’attrattività dell’offerta.
La rottura della ram, alla fine della fiera, la considerò solo una botta di sfiga, ma se continua così mi sa che venderò il mac prima dell’estate..
Beh che mi dite? Ci riusciamo a convincerli a cambiare prima che passino un brutto guaio? In fondo con me si sono comportati bene e inoltre sono davvero bravi!
