Commento – Blogs4Biz intervista Sifry
Il mio commento all’interessantissima intervista di Sifry condotta da alessio Jacona su Blogs4Biz (leggete anche i commenti all’articolo!).
La classifica non è indice veritiero di qualità perché spesso i link non sono legati solo al valore dei contenuti, quanto anche alla fiducia personale, all’amicizia o addirittura ai flames.
Questo significa che capita spesso che un gruppo si linki reciprocamente incrementando la sua “affidabilità” circolarmente, senza meriti oggettivi.
Questo è un sistema antigravitazionale che non viene influenzato dai sommovimenti della conversazione in Rete, semplicemente perché la conversazione sembra esistere solo in quella sfera autolevitante che accentra l’accentrabile.
Se poi questi gruppi sono i TTB (top ten blogger), si capisce quanto fittizia sia la loro affidabilità e quanto le classifiche siano relativamente poco indicative (senza parlare di link vecchi anni..).
La passione di alcuni nei confronti delle classifiche invece ha secondo me origini diverse.
Una umana, e qui giù di considerazioni filosofiche superomistiche, un’altra quella di cui parla Andrea, quella professionale (numerino=lavoro) che lega sempre più spesso volti noti della blogsfera al mondo universitario e della comunicazione “tradizionale”.
Ma andiamo al polemico.
A me sembra che l’unico vantaggio dei TTB, che a volte sono e restano tali grazie ai meccanismi di cui sopra (nonostante la qualità dei post sia sempre alta come anche l’expertise), giovi economicamente per lavoretti come consulente, relatore, comparsista o altro; tutti ruoli che si, giovano al portafoglio, al curriculum etc, ma che raccolgono solo le briciole della comunicazione “istituzionale” online che non cerca nomoni da piazzare, quanto esperti che sappiano lavorare “e basta”.
Questo porta a sua volta, come fa notare Sifry, al bisogno compulsiv-lavorativo di scrivere, bloggare, rovistare e rieditare la Rete anche quando non si avrebbe nulla da dire e questo, di certo, non fa bene a nessuno; meno che mai alla loro salute e alla Rete Intera.
Barcamp Torino 2008
Intennet – Il primo filmato
Stasera dopo tanto tempo passato ormai, ho passato una mezzoretta a montare il video di Intennet.
Giusto per ricordarlo Intennet è la puntata numero 0 (tagliato..) di un format web che ho pensato quando l’amico che vederete mi a chiesto aiuto per capire il funzionamento dei Blog.
Qui potrete leggere dell’organizzazione e qui delle prime riflessioni. Da quest’altra parte invece ecco le foto dell’evento.
In attesa di finire il montaggio, date un’occhiata e fatevi due risate!
Richiamo alla responsabilità per la Blogsfera
In assetto polemico e sindacale richiamo con questo post ufficialmente la blogsfera al rispetto di chi lavora nella ristorazione che, per chi faccia finta di non saperlo, è uno tra i lavori più difficili e complessi che esistano.
Smettiamola di fare recensioni a cazzo coscienti che dopo Google farà il suo sporco dovere perché non è responsabile, non è onesto e non è prefessionale.
Vi spiego perché:
ANTEFATTO
Venerdì sera, dopo il minibar si è andati a cenare al mamacafé. Luca Sartoni, Wolly e chissà quanti altri hanno scritto malamente del ristorante coscienti che Google avrebbe diffuso a macchia d’olio la voce.
Per 9 mesi ho fatto il cameriere, ma non il portapiatti; ero (insieme a un amico) il responsabile sia del personale che del locale (260 posti a sedere) e del Blog. Avevo l’autorità di fare tutto, dagli sconti all’offrire l’intera cena, quindi parlo con una cognizione di causa che molti blogger, fortuna loro, non hanno.
IL FATTO
Nella blogsfera è ormai diventato usuale scrivere dei locali in cui si va a mangiare dicendone qualsiasi cosa senza alcuna responsabilità, coscienti del fatto che i commenti schizzeranno in vetta alle ricerche perché sono meglio indicizzati; questo è il loro lavoro/settore quindi lo sanno fare bene, dopotutto vivono di coda lunga alla vaccinara!
Tutti nella vita dicono di aver fatto i camerieri, quindi invece che comprendere veramente quello che succede, si alterano replicando quello che (spero tanto) gli abbiano fatto passare altri clienti quando lavoraravano.
“I camerieri servono, ma non sono servitori”
IL GIRAMENTO DI PALLE
Le recensioni a volte sembrano essere delle ritorsioni o dei taglieggiamenti. Dico questo da fiero siciliano compari miei perché quando si hanno grossi disservizi si parla prima col responsbile, ci si lamenta, si fa la voce grossa perché si paga e poi, a quel punto magari si scrive. Andar via strofinandosi le mani in attesa di prendere una connessione e sputtanarli è davvero gretto. Un buon ristoratore, uno che però è al corrente di quello che è successo durante la serata, non farà mai andar via dei clienti senza avergli almeno spiegato l’accaduto.
Il ristorante vive del cliente contento, non della cena rubata..ma i blogger vivono di visite, quindi lasciam perdere..
IL DANNO ECONOMICO
La cosa più irritante è che queste vendette sono eseguite coscienti del fatto che quando altri potenziali clienti andranno a far lavorare Google, troveranno i post con le loro lamentele e la loro episodica esperienza; non troveranno di certo le opinioni di chi mangia lì da anni e di chi ha apprezzato il cibo o un direttore che dopo aver fatto degli errori nel conteggio, non sapeva più come scusarsi com’è successo a noi.
Il folle risultato è che perderanno clienti, che avranno una cattiva immagine in Rete etc..tutte cose che i blogger provocano volontariamente senza curarsi minimamente di poter quasi mandare in fallimento intere famiglie.
Uh esagerato! Far fallire un ristorante con un post?! Certo..è eccessivo, per fortuna.
Ringrazio il mondo perché ignora ancora i blogger e ringrazio i giornalisti che ci considerano degli sfigati che scrivono cazzate da repressi perché cose di queste sono folli!
Quanto vale il giudizio episodico e viziato da chissà quante altre mille altri fattori rispetto al lavoro di una vita di un uomo, che a sua volta mantiene minimo altre tre o quattro famiglie?
Se dite che sto esagerando o che ognuno sul suo Blog è libero di scrivere quel che vuole beh.. disarmato vi compatisco e non tornerò più sull’argomento. Hanno ragione i dirigenti d’azienda e agli operatori del settore che dicono di noi peste e corna.
La comunicazione pubblica non può esser fatta da secchioni adolescenti, ma da persone qualificate che prima di scrivere, pensano. E tanto pure.
Sapete benissimo che ci considerano fanfaroni e chiacchieroni?! Ci spacciamo per esperti della Rete e vorremmo pure essere pagati per questo motivo e poi che facciamo? La usiamo in maniera parziale e sconsiderata, andando ad infangare la reputazione di un locale con uno strumento di cui solo noi conosciamo la potenza?!
Che responsabilità è?
Volete vendere le pistole sparando contro i clienti per fargli vedere quanto funzionano bene?
Il paradosso di un corporate blogger è quello di dover passare intere giornate a commentare blogger nullafacenti che scrivono senza documentarsi o solo per il gusto di farlo mettendo a rischio l’immagine dell’azienda.
E’ una contraddizione o una strategia di marketing di lungo termine dei giovani consulenti della Rete?
Puah!
Io fossi un Blogger mi farei un bell’esame di coscienza.
Preciso infine che i miei sono commenti generali contro la categoria non riferiti direttamente a qualcuno. Con Luca nello specifico ci siamo sempre calcolati il minimo indispensabile, quindi non ho alcun motivo per avere rancore nei suoi confronti.
Che ce l’abbia con la blogsfera invece non è una novità..ma fortuna sua non sono noto.
;-)
P.s. Risponderò solo a commenti sensati perché a me i flames fanno perdere tempo e io ho da lavorare per fortuna.
Neutrality Show
Anche se sono rimasto ai protagonisti della prima stagione del Grande Fratello, il mitico Taricone e la messinese Marina la Rosa, questo che trovo in giro è davvero un’iniziativa strana e inusuale.
Il Neutrality show è il primo reality show della creatività, fatto dai creativi per..boh…questo non mi è chiaro, ma nonostante ciò l’idea m’intriga.
In pratica ci saranno dei baldi giovani creativi e non in ballo su diversi brief reali con una sorta di simulazione della vita d’agenzia; poi ci saranno le telelcamere e poi anche dei clienti rompi balle.
Uguaaale alla realtà!
All’inizio avrei voluto partecipare perché, come è ovvio, per noi “operatori della comunicazione” un po’ di visibilità non guasta mai, ma il mio nuovo lavoro e i miei progetti mi hanno fatto ricredere. Inoltre sono (ancora) un emerito sconosciuto quindi che motivo avrebbero per accogliermi nella casa?!
Bah, fattostà che seguirò i ragazzi con molto piacere e se potrò darò anche un piccolo contributo live via chat et similia…
Che dire..buona fortuna, più per il futuro che per il gioco. Non dite cazzate che vi bruciate per tutta la vita!
:-)
