Polemiche post Bar Camp
Pubblico di seguito il commento che ho lasciato sul Blog di Marco C. C. perché, dopo averlo scritto di getto, mi sono accorto di aver riempito una pagina di word e, visto quello che ha scritto oggi Mafe, penso valga la pena postare anche qui.
Eccolo:
Quando Marco è arrivato al Camp gli ho subito suggerito di andare a registrarsi perché stava per riempirsi la giornata ed infatti così ha fatto.
Poi è tornato e abbiamo fatto quattro chiacchiere.
Ovviamente abbiamo parlato del post in cui parlavo del Marketing Camp e, al di là dell’appoggio che abbia potuto dimostrargli, gli ripeto che i nervi mi erano presi davvero e che anzi ho dovuto far fatica a contermi.
Poi si parla dell’intervento e mi chiede se sapessi cosa era successo qui all’annuncio del suo speech. Io non avevo letto nulla per il troppo lavoro, ma conoscendo i tipi e l’argomento ho intuito subito.
“Sai, ho deciso di non farlo, non voglio far polemica”
“Si ma..guarda che da stamattina uno andava in giro con un aggeggio per gli e-book di cui diceva di essere l’esclusivista. Che differenza c’è tra il tuo aggregatore e quel coso?”
Ognuna fa il suo Camp per conto suo.
Io giro in cerca di nuove conoscenze, lui sta fermo perché tanto gli si avvicinano gli altri.
Alla fine della giornata, come si sarà notato, sono stati tutti autoreferenziali e propagandistici come è giusto che fosse. In tutto ciò non c’era nulla di male perché, tra l’altro, presentare un prodotto davanti una platea pronta ad intervenire e a pressare su ogni debolezza è una gran dimostrazione di coraggio.
Lo sarebbe stata da parte di Marco, lo è stata da parte di tutti coloro che hanno prestato il fianco alle critiche mosse dal pubblico esperto.
La differenza quale è stata?
Sarò maligno, vi avviso.
Marco è uno di quelli che più si mette in mostra mentre gli altri erano, o i soliti noti, o i soliti ignoti che nessuno conosceva prima della presentazione del sito, prodotto, soluzione o checchessia.
Il proprietario del Blog è stato criticato, altri sono stati ignorati, altri ancora sono stati addirittura applauditi.
Io purtroppo sono schifosamente attaccato ai rapporti umani. vivo di quelli e non mi va di condurre attacchi diretti dopo aver condiviso risate e momenti allegri, ma…Pandemia ha venduto i libri, Tombolini fra un po’ prendeva gli ordini per quel coso e non ricordo che altro è successo perché ho seguito poco!
In questo ripeto, non c’è nulla di male, ma cazzarola, loro si e lui no?
Mi verrebbe di azzardare tutta una serie di motivazioni che però sono troppo superficiali per essere di proprietà della bella gente che ho conosciuto.
Resta un po’ di amarezza e una discreta delusione.
La democrazia significa anche essere trattati tutti nella stessa maniera e Marco non lo è stato.
Mi dispiace.
Più per gli altri che per lui.
Non c’ero ma dal tuo racconto pareva di vedervi, con tutto il corollario di occhiatine, bisbiglii, commenti e cordate.
Spero non si stia profilando una blogosfera a due binari, paralleli e che non si incontrano mai.
Sarebbe davvero triste…
Senti bello, tra filosofi ci capiamo, perciò sarò molto diretto: allaccia le cinture.
Allora:
1) Sul fatto che Totanus (non so, credo sia stato lui per primo) abbia accusato di “markettismo” l’ipotesi di intervento di MCC la penso che Totanus abbia detto una stronzata colossale.
2) Sul fatto che altri abbiano detto che condividono Totanus, la penso che condividano una stronzata colossale
3) Sul fatto che – senza verificare come la penso – mi usi come “fantoccio polemico”, usando un linguaggio del tipo “uno che andava in giro con un coso”, la penso che sei stato maleducato e scorretto.
4) Sul fatto che io fossi “uno andava in giro con un aggeggio per gli e-book di cui diceva di essere l’esclusivista” sei stato semplicemente bugiardo: non ho l’esclusiva di un bel niente. Chi mi ha ascoltato sa che ho detto che *venderò iLiad, unico in Italia per ora, nella speranza che presto iLiad (o comunque “gli aggeggi” come dici tu di quel tipo) vengano venduti a valanghe nei supermercati, altro che esclusivista. La prova? Venderò iLiad (e probabilmente un altro reader, dal prezzo più accessibile prodotto da Bookeen) *al prezzo di costo*, che documenterò, proprio perché faccio l’editore, e non il venditore di hardware.
Morale: attenti a voler fare gli zelanti difensori delle cause altrui, perché si finisce spesso per far danno.
Titti
Titti purtroppo credo che la divisione, se c’è stata davvero, è avvenuta proprio al RomeCamp.
Tra interventi di “Marketing aperto” e discussioni tra i denti, si è accentuata la crepa che già si respirava nell’aria.
Di buono perlomeno ci sarà che, tra colleghi, si potrà finalmente produrre senza distrazioni di sorta.
Tombolini
Beddu qui sono.
Tra filosofi ci si capisce, quindi spostati che adesso guido io.
La tua presentazione l’ho ascoltata quasi per intero e sono pure intervenuto. Dovresti ricordarti, sono l’unico che ha mosso qualche dubbio riguardo l’utilizzo dell’ ”aggeggio” come strumento totale di studio/lavoro.
Erano dubbi più teorici che pratici, su cui sarebbe interessante parlare, con calma e relax, ma questo potrebbe non essere rilevante per adesso.
Ad ogni modo..che tu non fossi d’accordo con Totanus lo si evinceva dalla presentazione e che ti abbia usato come capro espiatorio è evidente dalle mie parole. Ho parlato di te perché sei quello che ho seguito meglio e quello che esemplificava il non senso (all’interno del RomeCamp) delle critiche mosse a Marco.
Come ho scritto, presentare i propri progetti davanti a una platea di “esperti” parlanti, fuori dall’atmosfera della conferenza classica, per me è una gran dimostrazione di coraggio.
Che abbia scritto questo non te ne sei curato perché hai perso le staffe qualche rigo prima.
Non hai prestato attenzione a considerare che io, se avessi avuto qualcosa di interessante da presentare, l’avrei fatto senza grossi problemi come hanno fatto quasi tutti compreso te.
Ti ho strumentalizzato ed ho utilizzato formule linguistiche poco convenienti senza prestare attenzione alla tua opinione. Questo è una grande errore. Sono stato superficiale pensando che, tu Blogger famoso fossi d’accordo con gli altri Blogger famosi e da qui ho inferito in maniera poco sottile.
La banalizzazione inoltre è una cosa che mi riesce molto bene e l’ambiguità delle lingua di certo mi aiuta un bel po’.
Attenzione, leggi bene..non parlato della tua strategia di vendita e neanche mi interessava, quindi quando dico che sei esclusivista, credo di star scrivendo il vero perché allo speech hai affermato di aver firmato in questi giorni il contratto come distributore esclusivo italiano con i produttori, nonostante sperassi che presto si sarebbe potuto vendere sugli scaffali della GdO. Hai pure detto che speri ci si possa collegare anche ad altri server oltre quello attuale. Ricordo bene?
Se no, posso assicurarti che è stato un problema di memoria e non ero assolutamente in malafede. Io ho chiarissime in mentre queste parole, ma tutto è possibile. Sia che abbia capito male, sia che tu ti sia espresso in maniera criptica (certo, ciò in questa situazione non lo si mette in conto perché il cattivo sono io!).
Non ho travisato nulla, ma ti ho fatto perdere le staffe e ti ho “informato dei fatti”. Non ho parlato di prezzi e d’altro..sei andato un po’ oltre quello che ho oggettivamente scritto perché, l’esclusiva credo tu l’abbia, l’aggeggio pure e sabato ci andavi in giro davvero quindi al massimo posso essere accusato di ineducazione e irrispettosità, ma “danno” non ne o fatto.
Ho un difetto, questo si; odio l’autorità e per questo non ho problemi a dire le cose utilizzando formule poco ortodosse.
Ma bugiardo no, mi dispiace.
Forse rincoglionito, ma bugiardo quello proprio no.
Dunque abbiamo appurato che sei stato maleducato (“ineducato”, dici, che suona meglio e più veniale) e irrispettoso. E questo sarebbe niente, giusto? Il rispetto cosa conta?
Però, dici tu, “bugiardo no”. E invece sì. Hai scritto: “guarda che da stamattina uno andava in giro con un aggeggio per gli e-book di cui diceva di essere l’esclusivista.” Codesto “uno che andava in giro con un aggeggio ecc…” non andava per niente “in giro a dire di essere l’esclusivista”. Intanto non andava in giro: ho parlato (e tu mi hai ascoltato) nello spazio della mia unconference. Inoltre non “dicevo di essere l’esclusivista”. Ho detto che “ahime’ per ora sono esclusivista di fatto, perche’ in Italia ancora non si è mosso nessuno con Philips, ma spero che iLiad finisca presto sugli scaffali del supermercato”, che significa esattamente *il contrario* del dirsi (e volersi) “esclusivista” di alcunché.
Ergo, scrivendo quel che hai scritto, hai scritto una bugia. Hai capito male? Bene: in questo caso ci si scusa, e non si scrivono cento righe per ciurlare nel manico. Non ci vuole molto: “scusa, mi serviva un fantoccio polemico per sostenere la causa di MCC, e ti ho usato a questo modo, facendo una cazzata, facendo dire a te quel che non hai detto ne’ pensato, e facendo danno pure alla mia buona causa”. It’s that easy, believe me.
@marketingpark: ecco, infatti, non c’eri. E dal racconto che hai letto qui sopra “le occhiatine, i bisbigli (basta una “i” sola), le cordate…”: la prossima volta vieni, invece di leggere “raccontini” come questo, che è meglio.
Beh senti Antonio,
ora non ti allargare perché daccordo che ho utilizzato un linguaggio maleducato (avevo utilizzato l’altro termine perché pensavo ci fosse una differenza sostanziale educato-male, è diverso da non recettivo all’educazione), ma per favore, io ti ho usato da fantoccio, ma tu non fare la vittima; ti screditi più di quanto non abbia rischiato di far io.
L’”ahimé” riguardo l’esclusività del prodotto e il fatto che tutti alla fine fossero interessati ad un coso oggettivamente innovativo, non toglie il fatto che, materialmente, lo tenevi in mano e lo mostravi a tutti coloro che te lo chiedevano. Il tono che utilizzavi a me pare una motivazincina da poco. Non volevo dire che ti vantassi di esserlo, ma che dicevi di esserlo e basta. E’molto più ambiguo l’ahimé che la mia formula che però, ovviamente, in quel post aveva un effetto maggiore rispetto a quello che semanticamente ha in realtà.
Proviamo a fare lo spelling?
Non creare iperboli.
A sto punto sembra che ti stia sfogando col mio intervento che, seppur irriverente, ha riportato la realtà.
Tutto il giorno con quel coso in mano sei stato.
Anzi ti dirò di più, il tuo collega è passato 3 o 4 volte davanti a simone durante la presentazione infastidendomi non poco..era evitabilissimo credo.
Se permetti questo è stato scarso rispetto nei confronti di uno studioso che da presentare aveva solo le sue idee..
La tua stizza, olter a darmi delle indicazioni riguardo la qualità della tua indole e il peso che dai a questa iniziativa, comincia a farmi credere che ora che in molti, anche quelli più pacati e autorevoli di me, stanno muovendo degli appunti sul tuo intervento, tu pretendi le mie scuse con cenere e genuflessione?
Ora che gli opinion leader e i trend setter stanno mettendo in discussione il tuo operato nel Camp vuoi che uno dei primi fomentatori torni indietro in toto, negando pure che, “sei stato tutto il giorno a mostrare quel coso?”.
Non pensi di doverti un po’ calmare?
Io l’ho fatto e ho chiesto scusa per quello che ho travisato, ma più di così non faccio. Mi dispiace.
Ora se vuoi continuare fai pure.
Io per sta storia del cazzo, cominciata per altro non di mia sponte, ho perso pure troppo tempo.
Vorrei ricominciare a pensare a qualcosa “da fare” con qualcuno che ha voglia di collaborare.
Tu fai il tuo, che io faccio il mio.
Scusa, ma che c’entro io? Se Marco voleva presentare un suo progetto al BarCamp e non l’ha fatto è per un post che ho scritto io dopo? E che non parla di BarCamp, ma di come cambiano le regole del gioco (soprattutto relativamente alla responsabilità) se si fa un uso professionale del blog?
Per me Marco ha sbagliato, ma perché se era sicuro che il suo intervento era utile e nello spirito BarCamp, doveva farlo a prescindere da un paio di critiche.
Mafe
Veramente io non intendevo essere polemico -anche- nei tuoi confronti ed anzi ho trovato il tuo post molto sincero e stimolante.
Non c’è stato il tempo di approfondire, ma ti assicuro che non avrei voluto dire altro!
Intendevo più che altro che, essendoci stata quella polemica ed essendoci anche una tua riflessione a seguito, ritevo opportuno postare tutto anche qui.
Lo sai che quando sono in disaccordo lo dico tranquillamente, quindi questo non è il caso!
;-)
Nella vita, ahimè, non si può essere fisicamente ovunque. Non sarà mica vietato farsi un’opinione su fatti ed eventi solo leggendone al riguardo? Accade ogni giorno, in ogni angolo del globo quando si apre un giornale, si guarda la tv e…si legge un blog! Vogliamo ridiscutere significato e ruolo dell’informazione?
Se un post è capace di evocare anche visivamente una circostanza, beh bravo l’autore!
Il mio commento non sparava comunque su niente e nessuno ma esprimeva un semplice timore.
Per concludere: il plurale di “bisbiglio” così come l’ho indicato io, da anni fa parte del lessico comune ed è così largamente utilizzato in ambito giornalistico, persino da scrittori. Però, come spesso accade, i dizionari (e non solo loro) ci mettono un po’ ad aggiornarsi sulla naturale evoluzione della nostra lingua.
Rimando perciò consigli e puntualizzazioni al mittente.