Dmag.it by Markettara, disruption.splinder.com
“Cos’è lavorare nella comunicazione. Cosa faccio e perché lo faccio. Io lo so, gli altri no.”
Riporto qui la frase che mi ha colpito di più del post che ha scritto la mia amica Markettara su dMag.it, il Blog in cui proprio da qualche giorno ha iniziato a scrivere.
Lei è per molti ragazzi un punto di riferimento ed effettivamente , un po’ lo è.
Raccoglie le notizie in giro per tutto il mondo, le digerisce, mette tutti i riferimenti, le sue opinioni e poi lascia che gli altri guardino beati.
Chissà quanta gente “importante” che lavora nel settore la segue perché non riesce a trovare i suoi stesi casi esemplari!
Io dopo averla seguita per un po’ l’ho contattata direttamente e da allora, quando i rispettivi lavori ce lo consentono, ci si sente e si scherza con piacere.
Fatica tutto il giorno ed ammiro molto lo sforzo che fa per scrivere notizie di qualità senza mai scendere nel personale.
E’ giovane e sfacchina per pochi soldi, nessuna sicurezza riguardo il futuro, ma seguendo un sogno. Non se la tira ed ha un grande senso dell’umorismo.
Non ho idea di che faccia abbia e non mi interessa gran che però sono sicuro che quando le chiederò un favore, lei mi risponderà prima possibile (meno quando le rompo perché mi secco a lavorare) e questo è il meglio che si possa chiedere ad una persona.
Complimenti e buona fortuna a te e a tutti quelli che hanno la voglia di mettercela tutta.
Sono 200!!
Due cento:, avete capito bene!
Dal 24 ottobre 2005, quando lasciai l’obsoleta piattaforma del Cannocchiale, acqua sotto i ponti ne è passata tanta.
A dire il vero è passato pure parecchio fango e molto altro, ma si può pretendere che ci sia sempre bel tempo?
Si. Si può pretendere, ma tanto non sta nessuno ad ascoltare quindi meglio tacere.
Inoltre la grande massima del tutto scorre è valida anche per le precipitazioni improvvise come quelle di cui sopra quindi..forza e coraggio, festeggiamo!
Ho dato una sbirciatina veloce sia al mio vecchio Blog e al post a cui linko poco più su e, cavolo, mi sento molto più grande.
E’ passato poco più di un anno e sembra una vita!
A parte la barba, anche la scrittura si è molto modificata (credo in meglio) mentre i progetti, vista la situazione in cui mi trovo, sono cambiati conseguenzialmente.
Devo essere felice di tutto questo.
Non tanto per la condizione oggettiva in cui mi trovo, precaria e insicura come non mai, quanto perché sento la tensione verso un obiettivo come fossi ancora un adolescente.
Peccato poi che una lunga serie di episodi ed esperienze raffreddino l’entusiasmo infantile.
Brutta cosa la vita.
A volte.
HP – The making of hands
Giornata di riposo assoluto, a parte poco poco di pulizie.
A volte il mondo virtuale mi sta stretto, ma nel mondo reale oggi faceva troppo freddo per fare un giro, quindi sono rimasto intrappolato in una infruttuosa giornata di ozio tra pc, spazzoloni e buchi nel muro.
Per dare una misura della pigrizia che ha attanagliato la mia giornata, ecco la cosa più interessante che ho visto.
BarCamp Roma – Ultimi fuochi
Sapevo che sarebbe finita così.
Mi sono lasciato andare alla polemica e ho dimenticato di fare la cosa più importante, la cosa cui tengo di più perché in fondo, sono un buono e adoro i rapporti con buona parte degli esseri umani.
Prima della polemica avevo iniziato a scrivere il racconto del Rome Camp dall’inizio, seguendo i vivissimi ricordi che erano rimasti impressi nella mia mente. Ora le solite preoccupazioni mi hanno offuscato la memoria, quindi aiutandomi con il taccuino porta conoscenze da Camp, elenco, linko e commento i perconaggi che ho incontrato.
Comincio da capo e li metterò in strtto ordine cronologico; quello si che lo ricordo!
Simone Morgagni, che sembra un rigazzino, ma ha un testone che non finisce mai! Troppo acculturato davvero! Un saluto pure alla ragazza che era con lui; davvero simpatica e paziente avendo dovuto sopportarci tutti fino a sera.
Palmasco, un omino davvero simpatico! Conosciuto a Torino mi ha salutato come un vecchio amico facendomi felice come un bambino. Inoltre è fotografo lui ed io si sa, da figo divento ancora più bello quando il fotografo ci sa fare!
Sid, mentre parlavo con non ricordo chi, mi ha detto insieme ad un altro, “hey, ma tu sei di Firenze?” ed io, “Si, ma sai solo questo di me?”. Sapeva altro in effetti, però ho appurato che la mia criniera resta davvero impressa! Spero sia tornato a casa sano e salvo!
Renato, che mi ha riconosciuto dalla voce, ma io penso che fosse soprattutto per l’accento! Molto simpatico e attento. Stava sempre lì ad ascoltare pensare, intervenire..bravo bravo!
Marco, una conoscenza che ho fatto al Barcamp Turin e che mi ha colpito per eccentricità e proattività. Lì mi ha salutato con affetto ed io ho ricambiato, felice sempre come il bimbo di cui sopra.
Piccola postilla, a seguire compariranno delle donne e, anche se direi assolutamente il vero, purtroppo detesto le ripetizioni quindi ometterò tutti i commenti riguardo la loro bellezza. Ometterò tutte cose che penso in realtà, ma credo sia banalizzante lodare la bellezza delle donne in maniera comune e scontata.
Amanda, di sicuro tra le più appariscenti per le fattezze nordiche e la facilità con cui teneva banco con chiunque, normalissimo considerando che è lei l’autrice del corporate Blog di excite uk! Un personaggio e non se la tirava per nulla, mentre quelli che valgono quanto il due di mazze con la briscola a mazze..vabbeh, lasciamo perdere!
Deidré che, insieme ad Amanda è stata di certo la protagonista femminile indiscussa. Cavolo l’ho sentita zittire e mettere in riga decine di uomini con un italiano corretto, ma inglesissimo! Inoltre spesso era percepibile l’esperienza che teneva dietro rendendola un personaggio ancora più affascinante.
Alessio, e qui mi fermerei un secondo.
Ero al bar, mi ero appena seduto perché non mi andava di girovagare per i corridoi quando accanto a me vedo un ragazzo vestito bene che armeggia con un pc. Lo guardo, lui mi guarda. Il relatore, che era uno famoso di cui mi secca cercare il nome, parla delle solite cose e lui (Alessio), bisbiglia un commento. Io bene educato e sestosensoriamente spinto da chissà quale intuizione, mi avvicino e rispondo. La scena si ripete al che io, con la faccia tosta che mi accompagna sempre in queste occasioni, prendo (educatamente) il suo tesserino e leggo prima il nome, e poi il sito per cui scrive..
Blogs4Biz
“Mihhh ti leggo da un sacco di anni! Marò che bello conoscerti!”
Da lì chiacchiere, qualche presentazione e poi il suo speech..
Lo ammetto, questo è stato il clou della mia giornata perché cavolo..lui e il suo Blog hanno praticamente creato la mia tesi dandomi l’idea principale e poi mi ha accompagnato fino pochi giorni prima che arrivassi a Roma. Oggi sono qui anche per merito suo e gli sono grato.
A quel Blog e, conseguenzialmente, a quel tipo ci sono troppo affezionato quindi sentivo di dovermi “esporre” in toto. Inoltre, last but not least, lui è una persona squisita, schietta, onesta. Non è facile che il connubio Blogger/Blog sia così stretto. Lui può, lui è Blogs4biz cavolo!
Vittorio, un personaggio. Basterebbe dire questo, ma sarebbe riduttivo..è un tipo incredibile! A volte sembra uscito da un cartone animato. E’ preparato ma a volte parla come farebbe uno studente che avrebbe fatto meglio a non entrare a scuola, è disponibile e simpatico.
Ripeto, un gran personaggio.
Fabio, l’organizzatore, l’uomo che ha reso possibile tutto ciò e per tutto intendo tutto, dall’evento all’enorme quantità di dati, foto, interviste e video che risiederanno sui nostri Blog a vita! Anche lui un gran tipo. Sentire una progettazione teorica di una start up da qualche milione di dollari in romano è un’esperienza che dovrebbero fare tutti. Lavorerei con lui solo per il piacere di sentirlo parlare..uno spasso!
Roberto, il riscatto catanese, l’unico forse che in quella Siciliaccia ha capito come utilizzare l’internet per fare cose belle e produttive. Un rinnovatore mite ma determinato. Conosco Unimagazine da tanti anni, ma mai come sabato ho percepito lo spessore e la voglia di fare di questo mio conterraneo. A lui va tutto il mio rispetto e tutto il mio aiuto se necessario.
A cena invece ho approfondito ben altre 4 conoscenze, escludendo il cameriere pazzo.
Stefano, anche lui una super mente, preparatissimo, docente all’università barbuto al punto giusto da sembrare un intellettuale ma alla fine..si è rivelato un vero spasso! Si è riso da morire a parte il momento in cui ho battuto la testa per entrare nella sua (splendida) auto. Mi ha pure accompagnato fin quasi in Campo dei fiori! Che gentile!
Luca, il più famoso. Era seduto davanti a me e ad esser sincero, oltre le immancabili battute sul cameriere, non abbiamo parlato molto. Certo io poi sono andato via, ma non abbiamo fatto molto. Ad ogni modo mi è sembrato alla mano.
Davide, durante la giornata non l’avevo notato, ma dopo averci parlato per metà cena, ero quasi dispiaciuto di doverlo lasciar tornare a casa! Abbiamo riso come pazzi, soprattutto quando qualcuno ha detto che Bergamo e Taormina sono uguali! Muhaua! A leggerlo sul Blog sembra uno serio, ma alla fine, di presenza non lo è! ;-)
Per finire abbiamo Elisabetta, l’intervistatrice di DolMedia, una mia collega filosofa di Bergamo (parlavamo al tavolo lei, Davide ed io..) molto simpatica. Certo..non ha né Blog né messenger, ma non credo la si possa emarginare per questo. Ieri le ho scritto che, ascoltando le interviste mi sono reso conto che non so se si dice vocegenica o radiogenica! He he..il succo è sempre che ha una gran voce!
Adesso devo solo aggiornare il Blogroll..
Decisamente..
Polemiche post Bar Camp
Pubblico di seguito il commento che ho lasciato sul Blog di Marco C. C. perché, dopo averlo scritto di getto, mi sono accorto di aver riempito una pagina di word e, visto quello che ha scritto oggi Mafe, penso valga la pena postare anche qui.
Eccolo:
Quando Marco è arrivato al Camp gli ho subito suggerito di andare a registrarsi perché stava per riempirsi la giornata ed infatti così ha fatto.
Poi è tornato e abbiamo fatto quattro chiacchiere.
Ovviamente abbiamo parlato del post in cui parlavo del Marketing Camp e, al di là dell’appoggio che abbia potuto dimostrargli, gli ripeto che i nervi mi erano presi davvero e che anzi ho dovuto far fatica a contermi.
Poi si parla dell’intervento e mi chiede se sapessi cosa era successo qui all’annuncio del suo speech. Io non avevo letto nulla per il troppo lavoro, ma conoscendo i tipi e l’argomento ho intuito subito.
“Sai, ho deciso di non farlo, non voglio far polemica”
“Si ma..guarda che da stamattina uno andava in giro con un aggeggio per gli e-book di cui diceva di essere l’esclusivista. Che differenza c’è tra il tuo aggregatore e quel coso?”
Ognuna fa il suo Camp per conto suo.
Io giro in cerca di nuove conoscenze, lui sta fermo perché tanto gli si avvicinano gli altri.
Alla fine della giornata, come si sarà notato, sono stati tutti autoreferenziali e propagandistici come è giusto che fosse. In tutto ciò non c’era nulla di male perché, tra l’altro, presentare un prodotto davanti una platea pronta ad intervenire e a pressare su ogni debolezza è una gran dimostrazione di coraggio.
Lo sarebbe stata da parte di Marco, lo è stata da parte di tutti coloro che hanno prestato il fianco alle critiche mosse dal pubblico esperto.
La differenza quale è stata?
Sarò maligno, vi avviso.
Marco è uno di quelli che più si mette in mostra mentre gli altri erano, o i soliti noti, o i soliti ignoti che nessuno conosceva prima della presentazione del sito, prodotto, soluzione o checchessia.
Il proprietario del Blog è stato criticato, altri sono stati ignorati, altri ancora sono stati addirittura applauditi.
Io purtroppo sono schifosamente attaccato ai rapporti umani. vivo di quelli e non mi va di condurre attacchi diretti dopo aver condiviso risate e momenti allegri, ma…Pandemia ha venduto i libri, Tombolini fra un po’ prendeva gli ordini per quel coso e non ricordo che altro è successo perché ho seguito poco!
In questo ripeto, non c’è nulla di male, ma cazzarola, loro si e lui no?
Mi verrebbe di azzardare tutta una serie di motivazioni che però sono troppo superficiali per essere di proprietà della bella gente che ho conosciuto.
Resta un po’ di amarezza e una discreta delusione.
La democrazia significa anche essere trattati tutti nella stessa maniera e Marco non lo è stato.
Mi dispiace.
Più per gli altri che per lui.