Questo è il secondo natale che passo a casa da forestiero; si è quasi concluso e già sento nell’aria l’odore del lavoro e delle serate in bici per Firenze.
In questi giorni, oltre che mangiare come un forsennato e apprezzare il nullafacientismo dello stare con mammà, ho fatto diverse riflessioni un po’ amarognole.
Vi risparmio il travaglio lasciandovi con la sola conclusione.
Non torno e non tornerò.
Non c’è nulla da fare qui e mi dispiace davvero molto.
Rischierò di essere scambiato per superbo e spocchioso, ma viviendo per tanto fuori, tornando, ho rilevato un’inciviltà spaventosa che mi ha fatto spazientire prima, e inorridire dopo.
La mia terra è sempre la mia terra.
Continuerò a vantarmi di tutto ciò, ma solo per la saguignità che tutto questo mi ha trasmesso, il resto è davvero perso nel vuoto, nel malaffare e nell’inciviltà.
Ammetto però che nessuno mai potrà potrà farmi dimenticare le sensazioni che si provano in riva al mare o nei luoghi che hanno segnato la mia crescita. Anche se questi adesso sono ancora più fetiscenti di quando li frequentai tanti e tanti anni fa.
Pazienza.
Intanto vi lascio con le foto del mio natale catanese.
qualche prelibatezza e qualche immagine scema..ovviamente su Flickr c’è tutto, basta andare qui e vedere tutte le immagini taggate natale2006
Alloradi seguito ci sono io che preparo la mitica scacciata senza però i condimenti classici, mantenendomi leggero su mozzarella, prosciutto e olive,
poi ci sono le arance e poi una bella cassata…


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