Tanta tecnologia, poca innovazione
Questo articolo su Key4Biz, a me personalmente, riporta alla memoria l’immagine dell’italiano colpito dalla smania consumista e sboronesca, che compra compra, senza avere idea di cosa gli sia realmente necessario.
Un esempio per tutti sono i cellulari milleusi, mille luci e mille funzioni; fotocamere sbrilluccicose, microchip micorcipposi etc etc…poi alla fine, li si usa solo per chiamare, mandare sms e qualche mms quando sono gratis.
Idem con i portatili!
Ho visto colleghi di università che per scrivere la tesi, e basta, compravano il pc migliore in commercio misurandone la qualità ovviamente solo in base al prezzo.
Dopo un anno è già obsoleto e loro nel frattempo ne hanno sfruttato un centesimo delle potenzialità.
Lo stesso dicasi per le aziende:
“Gli investimenti in IT sono oggi direttamente proporzionali all’incremento di produttività da parte dei sistemi economici industriali: negli Stati Uniti – dove le imprese investono in innovazione il 2% del Pil contro lo 0,4 in Italia – un investimento in ICT ha un tasso di ritorno medio tre volte superiore a qualsiasi altro investimento effettuato da un’impresa in un orizzonte temporale di tre anni.”
Sempre italiani siamo eh!
Detto questo mi rinchiudo nel mio aristocraticismo tecnologico.
Ho un raffreddore che sembrano due maledizione..mi fanno male le ossa e i muscoli, e la testa e pure gli occhi!
Uffa!
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