Partenze

July 24, 2006 by Antonio Patti LdF · 6 Comments
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Parto per arrivare da dove sono partito, ma dopo poco torno qui dove sono arrivato dopo esser partito da dove arriverò domani mattina e solo allora, partirò di nuovo per un nuovo arrivo, in una nuova città, per una -rinnovata vita-.

Saluti a tutti!




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Politiche di Austerità.3 L’articolo

July 23, 2006 by Antonio Patti LdF · Comment
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Ecco qui l’ultimo capitolo dell’iniziativa!

Un articolo uscito sulla rivista di Lingue e Letterature Starniere della mia Catania, Step1..Buona lettura!

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Politiche per l’austerià.2 L’incontro.

July 21, 2006 by Antonio Patti LdF · 4 Comments
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Oggi c’è stata la manifestazione di cui parlavo nel precedente post.
Certo è ignobile non aver scritto per così tanto tempo, ma facciamo finta che ho sposato in toto la causa dell’open source e che quindi per dare un senso di continuità, ho voluto tenere i due post uniti!
Manco del link c’è bisogno! Sono nello stesso mese uno sopra l’altro!
Ma vabbeh!
Ecco alcune foto!

I ragazzi dell’Hackaserta sembrano davvero simpatici (l’accento è spettacolare), preparati e soprattutto realistici! Abbiamo parlato dei costi e dell’effettivo utilizzo di software libero e abbiamo convenuto che si, linux sarà pure migliore, ma chi lo sa usare?

Invece Open Office e tutti gli applicativi server sono windows comprensibili quindi, quando funzionano altrettanto bene, è stupido non usarli!

Un saluto va pure ai ragazzi dell’Associazione Verdi Ambiente e Società e alla troupe di TeleCamere!

Appena esce vi darò l’indirizzo dell’articolo che ho appena, le 3.32am finito di scrivere!
Ciao ciao a tutti!

Ricordatevi della Petizione!

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Politiche di austerità

July 13, 2006 by Antonio Patti LdF · Comment
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Qui potrete trovare la lettera che è stata scritta per il presidente del consiglio, suggerendogli una delle maniere pù facili, veloci e con pochissime ricadute per l’abbattimento dei costi nelle pubbliche amministrazioni.

Utilizzare software libero.

E’ stata organizzata una simbolico momento collettivo per la spedizione della lettera dall posta centrale di Roma vicino Termini. Io ci sarò con la mia fedelissima fotocamerina.
Vi terrò aggiornati e se potete/volete, firmate la petizione così da provare ad evitare lo smantellamento di struttre utili, ma senza più risorse!
Firmate!

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Italia Campione del mondo

July 12, 2006 by Antonio Patti LdF · 2 Comments
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Domenica sera.

Si finisce di lavorare appena mezz’ora prima per potersi catapultare verso un locale partitadotato.

A me il calcio proprio non interessa, ma dove c’è confusione, c’è sempre qualcosa da vedere quindi nonostante fossi solo e fossi cosciente che sarebbe stato impossibile trovare i miei amici, m’incamminai silenzioso verso il Circo Massimo.

Minchia prima era uno, adesso hanno montato tre maxischermi e la gente è ammassata come mai visto prima (meno che il giorno dopo per i festeggiamenti).

Inizia la partita.
Sussulti, bandiere, dorsinudi e tette quasi al vento.

Extracomunitari, tedeschi, inglesi, americani, spagnoli, francesi no, svedesi e russi..tutti avevano magliette e stendardi italiani da sventolare allegramente.
L’urlo che forse non conosceranno tutti gli italiani, ma che veramente ha ossessionato questi miei mondiali romani è:
Poooppoppoppopopoopooooo
Ad ogni modo in questo contesto passano tutti e 120 i minuti e ai rigori mi preparo.

Grosso sul dischetto.
La fotocamera in pugno.
Prende la rincorsa.
Io faccio partire il video e:

Signori un boato che manco una bomba atomica, se l’avessi avuto la possibilità di raccontarlo, sarebbe riuscito a creare. Ha pure iniziato a tremate la terra. Acqua, tappi e bottiglie per aria! Gente che si abbracciava e si baciava. Lacrime e tanti, tantissimi poooppoppoppopopoopooooo.

Finita la bolgia tutto si riversa per le strade e cosa non ho visto.

Vecchiette, nonni, bimbi. I carabinieri dalle camionette corazzate che suonavano clacson e sirene! Autobus con su scritto “Campioni del mondo”.
Arrivato a piazza Venezia poi sono iniziati i bagni.
In mutande sotto l’acqua, dentro la fontana, con magliette zuppe, o peggio, assolutamente in mutande a festeggiare mentre tubescenze mascoline chiedevano pietà e pudore visto il freschetto che tirava.
Vabbeh in compenso siamo campioni mondiali di calcio e alle veline certe cose non interessano!

Tra i primi cori che si sono cantati per le strade andavamo dal classico poooppo etc, agli ingenui errori di valutazione dei sfidanti cheCredevano de vincé ma! Credevano de vincé ma! Se attaccati ar cazz*, se so attaccati ar cazz*!”.
Sullo stesso filone poi, quella brava donna della signora Zidane, ha visto un ritorno di attenzione da parte degli ex clienti che, probabilmente, le hanno fatto tornar la voglia di riaprire.. il suo business!

Tra un saltello ed un pooo etc, un tizio ha pure trovato il tempo di camuffarsi da coppa del mondo con lo scopo neanche tanto velato, di vivere due minuti da star senza che ci fosse alcun motivo oggettivo.

C’era inoltre bisogno di prestare molta attenzione perché simpatici burloni avevano deciso di giocare a pallone in mezzo a qualche decina di migliaia di persone così che, a cadenza irregolare, si rischiava di essere colpiti a tradimento prima dal pallone, poi dai zuzzurelloni che pur di prendere la magica sfera, non lesinavano strattoni, pugni e pedate.

Man mano poi che la festa prendeva corpo, Roma iniziava a riempirsi distruggendosi perché si sa, non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che è rotto quindi i più sinceramente sportivi e felici per la vittoria hanno iniziato a distruggere tutto, tanto che i notturni non sono passati lasciando povere anime pie come il sottoscritto a dormire a termini su un tavolo del fast food alla stazione Termini.

Morale: è stata una bellissima emozione, tanta gente e tanto da vivere, ma alla luce del fanatismo e del teppismo a cui si è arrivati, credo che l’euforia e i suoi derivati abbiano dei risvolti davvero pericolosi.

Non oso immaginare cosa possa succedere durante sommosse popolari o guerre civili quando, oltre che l’ivasamento violento dei soliti, è ufficializzata la possibilità di distruggere tutto non per festeggiare, quanto per protestare; scusante di certo più comoda e forte.

Che paura!

Detto questo finisco il mio racconto romano, un po’ in ritardo, ma meglio di niente no?!

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