Riflessioni su flash mob

Sto benedetto Roman Pillow Fight.
Si sono sprecate tante e tante parole in proposito e purtroppo, molti hanno affermato che si è trattato di una manifestazione superficiale e infantile, ma io, ovviamente, non sono assolutamente d’accordo.
Prima di tutto quella di domenica è stata semplicemente una festa la cui superficialità non è superiore ad una festa di paese, una nottata in discoteca o un pomeriggio al carnevale di Rio de Janeiro.

Ci si è solo ritrovati a far baldoria, a far gli scemi per stare un po’ insieme.
Chi critica questo desiderio credo faccia il saputello e non merita risposte.

Per quanto riguarda invece l’aspetto diciamo così..tecnologico/sociologico, questo, insieme all’evento di sonouncoglione.splinder.com, hanno dimostrato quanto forte possa essere il passa parola, come possa diffondersi velocemente, come possa coinvolgere e, soprattutto, che è a costo ZERO..

Non credo che Matan, mentre apriva quel Blog, avrebbe pensato di poter radunare tra partecipanti e passanti più di 5-600 persone. Per non parlare del tam tam che c’è stato in Rete e di tutto ciò che ne è derivato; non ultimo l’incasso fuori dall’ordinario di tutte le gelaterie e di tutti i pub della zona. Quello in cui siamo andati noi era vuoto, ma è stato assolutamente ben disposto all’arrivo di 18 persone! Non parliamo dei locali della piazza.

Costo zero e ricavi indefiniti.
Solo un giro di voci; solo una cosa simpatica da diffondere e far sapere agli amici. La premessa di un evento regolare?
Forse, ma di sicuro è l’ennesima dimostrazione di quanto anche solo poche parole possano smuovere fisicamente centinaia di persone la cui unica cosa in comune è la Rete.

Le applicazioni commerciali di tutto ciò sono infinite e dalle potenzialità altrettanto alte.
E’ fantastico!


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5 commenti a “Riflessioni su flash mob”

  1. Demona il :

    Ti dirò di più, con i miei amici abbiamo passato parola in radio (per la precisione radiorock italia) e così via con i nostri blog.
    Manifestazione divertente per tornare un po’ bambini una volta ogni tanto!
    Io oltretutto non avevo mai fatto a cuscinate in vita mia essendo figlia unica!!!

  2. Antonio LdF il :

    Beh io ho due sorella ma non l’ho manco io mai fatto; al massimo simulavo il wrestling quando ancora avevo le fattezze di un lottatore di sumo (e quando c’erano i veri miti come Al Kogan e non le fuffe di adesso :-P).

    La cosa grandiosa è che tutto ha avuto inizio sulla Rete e che da essa è penetrato fino alle radio, tv, giornali etc.

    La cosa che è ancora più entusiasmante, ma che potrebbe non notarsi, è che si è ‘colpito’ un target precisissimo che altrimenti con una comunicazione tradizionale sarebbe stato assolutamente irraggiungibile.
    Internet docet…

    ;-)

  3. Gengia / Agnese il :

    Antoooo! cavolo si, ti quoto in Toto e in Rolling Stones, è stato un avvenimento davvero esaltante.
    Già te che ti sei infilato con cotanta nonscialans nel cerchio dei romani dove c’ero anche io..pur non essendo affatto romana.. prova che una cuscinata ha un effetto mille volte superiore in qualità ad una stretta di mano, ad un sorriso di circostanza (hai visto antò, ridevamo tutti di gusto!)
    ciao ciao

    ah che vor dì ducitta?

  4. Antonio LdF il :

    Beh si..mi sono imbucato alla grande, ma ci vuole classe però!
    Ufffssss non me lo ricordare che ancora mi sento troppo in imbarazzo (anche se quella sera non s sarebbe detto:-P).

    Non mi sono forse mai sentito così ben predisposto verso la gente che avevo intorno…
    Eravamo lì solo per ridere e darci cuscinate ed era semplicemente grandioso!

    P.s. ‘ducitta’ significa dolce; è un vezzeggiativo.
    :-)

  5. gengia il :

    checarino :)

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