Lettera a Gesùbbambino

 

Caro Gesùbbambino,
scrivo a te che è quasi sicuro che sei esistito più di Babbo Natale e quindi leggerai questa mia letterina. Come stai? Fa freddo là sopra? Qui abbastanza. Anche in Sicilia quest’anno fa freddo ed è strano. Io ormai sono abituato al freddo di Milano, ma adesso che ti sto scrivendo ho i piedi freddi come quando sto su.

Vabbeh, a parte il freddo ti scrivo per farti gli auguri. Il Natale è il tuo compleanno no? Ti stai facendo vecchio anche se nelle foto noi ti vediamo sempre giovane. Pensandoci sembra sempre strano vederti nascere a Dicembre e vederti morire ad Aprile ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Duemila e undici anni sono assai però te li porti bene. Bravo Gesubbambino!

Il tuo compleanno è il più strano che conosco perché lo sanno tutti e fanno tutti feste, presepi e tante mangiate grosse. Ma poi sei pure l’unico che il giorno del suo compleanno invece che riceverli i regali li fa! Questo è strano forte! Io al mio compleanno al massimo faccio una festa con gli arancini, la torta e lo spumante ma poi sono gli altri che mi devono fare i regali! Mica io a loro!

Vabbeh comunque si sa che tu sei buono. Ce lo dicono da quando siamo piccoli che tu e tuo Papàddio siete tanto buoni. Anche il tuo Papà finto Giuseppe e tua mamma abbastanza vera Maria sono molto buoni ma tu e il tuo papà vero siete sicuramente i più buoni di tutti!
Veramente quelli che mi parlano di te a volte non è che mi piacciono tanto, anzi alcuni mi fanno proprio paura o schifo ma tu non centri vero? Siccome comunque non mi fido di nessuno ti scrivo direttamente a te così sono sicuro che mi ascolti e magari mi esaudisci anche.

Io avrei un sacco di cose da chiederti perché a me mi piacciono tanto i giocattoli, i videogiochi e le macchinine. Tranquillo però perché queste cose quando divento grande me le compro da solo quindi lascia stare. Meglio che me le scelgo io che tu non sai quali che mi piacciono. Visto quindi che alle mie cose ci penso io ti chiedo di fare qualcosa per tutte le persone che incontro per strada e che parlano nella televisione.

Io non capisco come mai vedo un sacco di gente sempre arrabbiata sia per strada che sui giornali. Qui a Catania a Milano vedo un po’ le cose che sono cambiate e sono un po’ peggio. Non ti riesco bene a spiegare cosa c’è che non va perché io non ho tanta esperienza ma si capisce troppo bene che c’è qualcosa di brutto nell’aria che non è solo l’inquinamento.
C’è tanta gente ricca che fanno i maleducati con gli altri e con me pure, senza che gli abbiamo fatto mai niente. La gente arrabbiata che ti dicevo prima poi ce l’ha tanto con questi ricchi. Ce l’ha così tanto che a volte litigano anche tra di loro arrabbiati stessi. Alla fine finisce che bisticciano e basta senza pensare a trovare una soluzione per vivere tutti di nuovo bene insieme.

La cosa brutta è che in queste discussioni vedo tante persone che stanno zitte e non parlano perché non sanno cosa dire. Alcuni non hanno tempo perché devono fare lavori faticosi tutto il giorno, altri non sanno l’italiano e altri non hanno neanche la forza di dire niente perché sono tutti sporchi e con la barba lunga ai lati della strada. Io Gesubbambino penso che tutti abbiamo ragione ma che però non capiamo quali sono le cose che non possiamo volere più perché soldi non ce ne sono tanti e perché anche la tua parente madre natura ci sta facendo capire che si sta arrabbiando. Li hai visti i terremoti del mare e del cielo? C’era acqua dappertutto e tu secondo me un po’ lo sapevi ma cosa potevi fare? Non era ancora Natale e non potevamo chiederti aiuto no? Comunque faccelo sapere se possiamo chiamarti anche quando non è natale che a volte ci può fare comodo.

Caro Gesubbambino il fatto vero è che a volte mi sembra che non riusciamo più neanche a decidere delle nostre cose. A volte sento dire che non serve a niente arrabbiarsi perché tanto gli uomini importanti che stanno negli uffici alti ci hanno rubato e lo continueranno a fare. Che lo hanno fatto penso che è vero sennò non ci potevamo arrabbiare così tanto, però questi signori mica sono degli alieni! Questi sono come noi e come noi dovrebbero fare le cose buone e giuste per tutti non rubarsi tutti i soldi e lasciarci solo i problemi!
Come mai ci sono persone così? Non è che al posto dei videogiochi a me regali qualcosa a loro così che fanno le cose bene come devono essere fatte? Lo so che ci sono quelli che non ti credono ma Gesubbambino perfavore tu che sei buono il regalo a loro faccelo lo stesso! Anzi mentre che ci sei faccelo a tutti un regalo così! Anche se io mi fido di te credo che fino a quando saremo tutti così arrabbiati ed egoisti tu non puoi fare tanto.
Facci diventare tutti più buoni così quando saremo più felici riusciremo sicuramente a risolvere i nostri problemi da soli. E poi siccome lo so che c’è gente che ha più bisogno del tuo regalo di altri vacci di persona a darglielo.
Non dico che voglio che siamo tutti in pace perché tanto lo so che non si può fare ma se siamo tutti un po’ meno arrabbiati va bene lo stesso.

Ci pensi tu allora?
Dai allora restiamo così. Tu pensi a noi e io ti scrivo un’altra letterina dopo che ti ammazzano e ti svegli. Va bene?

Buon compleanno natale da Antonio Patti da San Giovanni la Punta in provincia di Catania il ventiquattro dicembre duemila e undici.

Il gene della civiltà

Il 12 novembre 2011, alle 21:43, Silvio Berlusconi si è dimesso facendo strada al governo tecnico. Davanti al Quirinale trenini, cartelloni, urla e strepitii incomprensibili, come se bastasse questo per salvare l’Italia.
Sul web non mi sono mai sbilanciato in discussioni sulla politica perché non credo di essere in grado, ma sono certo che quello che stiamo per affrontare sarà un periodo non solo di lacrime e sangue, ma di gran fatica, sacrifici e chissà quante altre manifestazioni di protesta.

Monti, che sia stato messo lì da un oscuro progetto dei banchieri della Goldmann Sach o che sia veramente l’unica soluzione possibile, non cambia comunque il fatto che l’Italia dovrà essere salvata soprattutto dagli italiani. Per farlo dovremo essere disposti a cambiare, a lavorare sul serio e a rinunciare ad insane abitudini come il clientelismo, l’evasione fiscale, l’inciviltà e tanto altro.

La crisi l’hanno causata i governi, le banche, la corruzione, ma siamo onesti, parte della crisi ce la siamo procurata anche con lo strafottente atteggiamento tipico dei peggiori stereotopi dell’italianità.

Raccomandazioni, imbucamenti lavorativi, sotterfugi per pagare meno tasse, inciviltà nel gestire e usare tutto ciò che c’è di pubblico. Sembrano sciocchezze, ma secondo me i paesi nordici hanno una situazione economica migliore della nostra anche perché, per anni, hanno avuto dipendenti del pubblico e del privato che hanno fatto il loro dovere, che non hanno mai rubato un’ora di lavoro e non si sognano neanche di chiedere l’assunzione del nipote o del cugino. Lasciamo perdere la delinquenza organizzata o l’evasione fiscale; a volte mi viene da pensare che quello che ci manca è proprio il gene della civiltà, quello che immancabilmente ci distingue da buona parte dei paesi del nord Europa e forse anche d’Asia e America. Vi sentite diversi dal resto del mondo? Si lo siamo, ma non possiamo continuare ad esserlo. Non così come fatto finora perlomeno!

Se avessimo il gene della civiltà credo avremmo anche un po’ più di orgoglio nazionale, lo stesso che è stato giustamente umiliato dai politici che noi abbiamo eletto nella speranza di avere maggiore benessere e non invece un’Italia migliore per il futuro di sorelle, cugini, nipoti, figli e amici.

Cosa è successo?

Si sono arricchiti in pochi mandando a rotoli tutto, dall’economia alla credibilità nazionale, al punto tale che la massima carica dello Stato ha dovuto sospendere la sovranità popolare per evitare di fallire come Stato, e come Popolo.

Sarà tutto difficilissimo, potrebbe essere impossibile, ma spero che questo elettroshock ci possa aiutare a fare quel cambiamento che non possiamo più rimandare.

Per salvarci abbiamo bisogno del contributo di tutti, ma soprattutto di giovani civili e impegnati, gli stessi che vedono una soluzione solo nell’emigrazione. A loro non me la sento di chiedere di rimanere in Italia, sarei un ipocrita perché io un lavoro fisso l’ho già da 4 anni, ma nel mio piccolo sarei felice di dare un contributo alla causa aiutando quelli che hanno bisogno di esperienza, esempi e i strumenti per il loro lavoro. Anche io ho tantissima voglia di crescere e cambiare, ma vorrei farlo qui in Italia. Vorrei provarci perlomeno, sennò un giorno sono sicuro che mi sentirò in colpa.

Per ispirarvi guardate questo bellissimo monologo di Benigni al Parlamento Europeo.

Ringraziamenti della tesi

 

Per un’amica ho ripescato dagli archivi di Gmail la mia tesi di laurea. La mail è del febbraio 2006, una vita fa, ma neanche tanto dopotutto.

Ho riletto l’indice, ho riletto la bibliografia e l’introduzione. Poi ho riletto con attenzione anche i ringraziamenti. Uhm, un po’ forse mi piacevo di più quando ero più giovane, più povero, ma più grintoso.

Ringraziamenti

A mio Padre, mia Madre, Rosa, Sara, i veri punti fermi, ma anche a tutti quelli che anche solo con una parola ogni tanto, col solo ricordarsi che stavo lavorando alla tesi, mi hanno incoraggiato e spronato. Alla professoressa che pazientissimamente ha accettato il mio progetto, ai mie colleghi e agli amici della Rete che molto hanno contribuito.

La piena soddisfazione non è stata raggiunta, ma come timido inizio credo vada abbastanza bene. Sono felice di esser arrivato qui, solo perché da adesso potrò lavorare serenamente per raggiungere altri obiettivi, quindi un grazie anche a chi mi sta aiutando in questo.

Siamo sempre e solo di passaggio, quindi è meglio lasciare più impronte possibile. Alla fine che resta se non un buon ricordo? Quindi mai accontentarsi e correre, entusiasti e coraggiosi. L’inerzia è la fine.

Un grazie pure a me stesso.

Arrivederci alla prossima, Antonio.

30, e allora?

 

Oggi compio 30 anni. Bene. E allora?

E allora boh! Sono molto confuso, un po’ come la pasticcera che è stata in grado di sbagliare la targhetta dopo averle ripetuto tre volte cosa avrei voluto sulla torta!

30 anni sono ormai un’età. Dopo 30 anni qualcosa l’ho capita e qualcuno l’ho conosciuto, ma in fondo a che punto sto? A che punto sto rispetto ai miei coetanei siciliani, quelli milanesi, e quelli inglesi, russi, israeliani o indiani?

La vita è fatta di relazioni, affetto, obiettivi. Ognuno vive la propria vita in maniera personale senza essere legato all’età anagrafica, ma tutti viviamo più o meno socialmente il che significa confronto e riflessione.

Esiste un prototipo di trentenne? Cosa dovrebbe avere un trentenne italiano per essere un trentenne realizzato? Casa, lavoro, auto, fidanzata, amici, vacanze, bei vestiti, un po’ di fisico e poi..boh! Intorno vedo tanti coetanei senza un lavoro fisso, in cerca di formazione o addirittura in attesa di capire cosa fare nel loro futuro. Poi magari vedo persone che di questa indecisione fanno una seconda giovinezza senza preoccuparsi del tempo che passa.

Alcuni mi dicono che i 30 anni di oggi sono i 20 anni di ieri, ma sarà corretto pensarla così? Io 30 anni li ho, e me li sento pure!

Fuori dall’Italia poi ho visto venticiquenni sposati e felici di non aver un lavoro fisso perché tanto un impiego riescono sempre a trovarlo. Anche in Sicilia a dire la verità ho visto venticiquenni sposati, con minimo un figlio, senza un lavoro stabile, una casa pagata dai genitori, e tanta voglia di svagarsi, ma non credo stiamo parlando dello stesso genere di venticiquenni.

Che confusione.
A volte mi sento in ritardo, altre in anticipo, altre efficiente e meritevole, altre comodista e passivo. Ma come capire dove/quando è giusto sentirsi così?

Bah, non è facile e forse neanche indispensabile. Dopotutto ognuno fa la sua vita, e fintanto che vive bene, nella legalità e senza dar fastidio a nessuno, non gli si può rimproverare nulla.

Una sola cosa invece mi è chiara. I preseocratici avevano proprio ragione dicendo “divieni ciò che sei”, ma non tanto nell’inflazionato e banale senso dello “Stay hungy, stay foolish”, quanto in un più ragionato e pacato conoscere se stessi, il proprio mondo e i propri tempi.

La felicità è soggettiva e molto personale.
La felicità è un equilibrio a cui si arriva solo comprendendosi bene.

Attenzione però che la felicità di cui parlo non è quella dei successi e della ricchezza, ma una felicità che nasce dal lavoro sui nostri limiti, sui nostri desideri e sulle nostre aspirazioni. Non si può avere tutto dalla vita, però sapere cosa si vuole rende tutto più facile.

Saggio eh? Ho avuto bisogno di 30 anni per capirlo e adesso ne avrò bisogno di altrettanti per metterlo in pratica.
Oggi intanto, soddisfatto e felice, mi godo il giorno del compleanno in attesa di divenire sempre più me stesso :)

Pillole da Filosofo maggio-agosto 2007

Ecco la seconda puntata di Pillole da Filosofo, la riproposizione quadrimestrale dei miei tweet aforistici. Da oggi comincerò la retrospettiva iniziando addirittura dal primo aggiornamento del 26 maggio 2007.

Seguire la moda significa fare tutti la stessa cosa.
26 Mag 07

Nel 2007 abitavo a Firenze e in quell’anno e mezzo ho vissuto una delle parentesi di vita più significative dei miei quasi 30 anni di esistenza. Per i primi 8 mesi feci il project manager in erba in una web agency di Empoli, mentre per i secondi ed ultimi 8 mesi fui il cameriere del Funiculì, un grande ristorante pizzeria napoletana a cui curai pure un Blog e una mostra fotografica.

Ho fatto esperienze molto intense conoscendo persone con cui ancora sono in contatto e che hanno cambiato la mia vita dalle fondamenta. Dalle basi del sentire e del vivere, alla semplice quotidianità. Chissà se qualche inquilino di quel periodo riuscirà a ricordare qualcosa legato a questi tweet, intanto spero piacciano a tutti voi altri.

Il lavoro nobilita l’uomo e a volte fa ricche le donne.
26 Mag 07

Il tempo scuro rabbuia gli animi nuvolosi.
27 Mag 07

Chi è causa dei suoi mali, anche di piedi e di gambe, pianga (e massaggi) se stesso.
28 Mag 07

Anche la stanchezza, se vissuta bene, rende felici.
28 Mag 07

Non fare agli altri quello di cui avresti paura. Se non rispetti ciò che non conosci, faresti meglio a temerlo.
29 Mag 07

L’unica cosa positiva dell’idiozia altrui è la leggerezza intestinale che si prova a fine contatto.
30 Mag 07

Il sonno senza riposo e senza sogni è una gran perdita di tempo.
1 Giu 07

Il passato torna per malinconia e per vivere meglio il presente. E’ un maestro, un rimorso, un sospiro e una bella pagina ingiallita.
1 Giu 07

Le zanzare, quando non pungono fanno rumore.
1 Giu 07

Ci sono cose che non possono essere spiegate. Meglio, ci si evita delle grosse delusioni.
3 Giu 07

Trovare qualcosa per cui lavorare a volte è più importante del lavoro stesso.
3 Giu 07

Condividere a volte è avere il doppio.
4 Giu 07

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