Milano Design Week e Fuorisalone

Dal 2008 non ho perso un’edizione del Fuorisalone e della Design Week, due degli eventi di cui Milano e i Milanesi acquisiti come il sottoscritto, vanno più fieri. Per il Milanese di Milanomilano invece, questi eventi sono solo delle rotture di balle che paralizzano il traffico, non fanno riposare la notte (dalle 21 pm) e riempiono i mezzi di gente strana.

amore milan design week

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, la Design Week e il Fuorisalone sono delle manifestazioni nate e cresciute negli anni come corollario del più istituzionale Salone del Mobile. All’inizio servivano per dare visibilità ai giovani designer e per fare qualche evento promozionale. Adesso sembrano quasi diventati più importanti del Salone stesso! In sostanza si tratta di una (dis)organizzata esplosione eventi, mostre, party e conferenze su temi che variano dal design all’artigianato, l’ecosostenibilità, l’arte, l’arredamento o la semplice pubblicitaria.

In quei giorni girare per Milano senza essere coivolti è impossibile. C’é qualcuno o qualcosa di design in ogni angolo. Tra le insulse feste in cui si elemosina alcol gratis, improbabili performer e artigiani del nulla cosmico però, è possibile trovare dei veri capolavori di design, arte e tecnologia. Insomma negli anni più che un evento, per me si è trasformato in una caccia al tesoro.
Giuro, le ho provate tutte. I siti ufficiali li ho consultati tutti, ma a meno di non essere interessati a qualcuno/qualcosa in particolare, riuscire a trovare il modo per vedere “tutto” quello che c’è di bello, è praticamente impossibile.

Dall’anno scorso quindi ho deciso di affidarmi al caso. Mi limito cioé ad andare nei quartieri ad altra concentrazione di design e girovago senza meta. Il risultato è fantastico. Ho meno patemi d’animo e me la godo di più.

Quest’anno poi ho anche scritto una miniguida per i miei amici Capoeristi che dall’11 al 13 aprile verranno al Batizado del mio gruppoLascio anche qui il pdf sperando possa essere utile.

Scarica la guida in PDF [400 kb]

La mia Capoeira, Moto Guzzi Nevada e Interaction Design Foundation Milano

Più o meno ogni due anni mi riprometto di scrivere di più su questo Blog. Questa potrebbe essere la volta buona, ma anche no. Intanto faccio un rapido aggiornamento delle cose più interessanti di questo periodo.

1) Ho finalmente scritto il post “La mia Capoeira” sul Blog del mio gruppo Italia Centro di Capoeira Milano.

Se a distanza di anni, volessi riassumere la mia Capoeira in poche parole, direi che la Capoeira sono le persone.

2) Ho messo in pista il mio acquisto autunnale, una Nevada 750 Moto Guzzi. Fatto il tagliando è pronta a farmi scorazzare per tutta l’Italia.

E’ stupenda sia da vedere che da guidare. Per me è un pezzo di storia personale oltre che il mio sesto mezzo a due ruote. Un giorno vi racconterò la storia dei miei motocicli.

3) Ho accettato la sfida dell‘Interaction Design Foundation e ho aperto l’IDF Local Group di Milano. Mi occuperò quindi di organizzare gli incontri a Milano e gestire le attività social online. Da tempo mi interesso di Interaction Design e questa credo sia l’opportuinità migliore per imparare, fare networking e dare una scossa alla mia carriere. Ecco il primo evento del 16 Aprile. Venite?

IDF MIlan event

Per chi non lo sapesse, l’Interaction Design è quella disciplina che si occupa di rendere facili da usare le interfacce di siti/telefoni/tablet/software//tv/distributori/bancomat etc. Se avete quindi qualcosa di tecnologico che non riuscite ad usare, sappiate che l’Interaction Design potrebbe reendervelo più accessibile.
Se vi chiedete perché mi interessi tutto questo, beh semplice. La comunicazione non sono solo contenuti, ma funzionionalità e interazione. Un contenuto di un testo per essere letto deve essere scritto correttamente. Un sito, un’app o un distributore automatico, per essere usati, devono avere i pulsanti giusti al posto giusto. Chiaro? Ne riparlerò approfonditamente su antoniopatti.it (in inglese perché voglio darmi delle arie)

Sono le 2:05 am del 25/03/2014. Nonostante abbia sonno e gli occhi chiedano pietà, sto continuando a scrivere, quindi immagino che tornerò a scrivere presto. Come si dice da queste parti, sono proprio preso bene.

E’ nato Everything in Italy

Dopo circa un anno di esperienza su Shopping in Italy. Dopo aver parlato con i produttori, averli intervistati e aver venduto qualche loro creazione, eccovi il mio nuovo progetto.

TestataEverything_1

Everything in Italy è un progetto di promozione globale del “Made in Italy” composto da nove siti in inglese in cui ecommerce, contenuti editoriali e Social Network, interagiscono sinergicamente per promuovere il “prodotto Italia” in tutta la sua complessità.

Everything in Italy è il frutto di oltre un anno di osservazione. Un anno durante il quale ho trovato un enorme interesse nei prodotti, nella cultura, nell’arte, nei luoghi e nelle persone d’Italia, interesse purtroppo non soddisfatto da nessuna iniziativa istituzionale o privata.

Ho deciso quindi di rilanciare il concept di Shopping in Italy, ampliandolo ai settori di punta del Made in Italy come il settore enogastronimico, quello culturale, quello turistico e quello manufatturiero.

Everything in Italy network

Oltre alla verticalizzazione di prodotti e contenuti però, questa volta ho deciso di sperimentare anche un modello di impresa basato sulla condivisione dei guadagni con tutto il team di collaboratori (a proposito, se sei interessato, leggi qui).

Ho deciso di impostare un modello di condivisione delle revenue che, non mi farà diventare ricco nel breve periodo, ma che però potrebbe stimolare la nascita di un ecosistema di collaboratori molto motivati e diffusi sul territorio.

Non so ancora bene a cosa porterà questo approccio, ma sono convinto che distribuire la ricchezza sia uno dei pochi modi per stimolare l’entusiasmo necessario a produrre contenuti originali di qualità, soddisfare i clienti e scovare i migliori prodotti Made in italy.

Per tutti i dettagli del progetto, leggi il cosa, il come, il collabora e l’investi sul sito. Se invece vuoi conoscere maggiori informazioni sui singoli siti del network, visita questa pagina e leggi il dettaglio dei contenuti dei Blog e degli shop.

Di seguito il video, di qualche mese fa ormai, in cui presento Shopping in Italy. Come dicevo il concept è uguale, ma in Everything in Italy vorrei coinvolgere il maggior numero di persone possibile, delegando le attività di ricerca dei prodotti e produzione dei contenuti, contrendandomi quindi solo sulla strategia e sulla gestione dei vari gruppi di lavoro. Così facendo spero di riuscire a costruire un team affiatato e coordinato che, facendo sistema, possa davvero far consocere tutta l’Italia e le sue eccellenze.

Qui i miei contatti.

Il lato bello cose

Il lato bello delle cose è spesso quello meno visibile

431672478_c9c1ade636_z

photo credit

Il 2014 che non vorrei

Fare dei buoni propositi per il 2014 significa fare il resoconto del 2013, ma quest’anno non ho voglia di ripromettermi nulla. Stavolta non voglio prendermi alcun impegno, né tantomeno di precludermi alcuna opportunità perché il nostro mondo è troppo difficile e vario per non essere vissuto a pieno.
Quest’anno quindi non farò una lista di vorrei, ma un elenco di non vorrei.

2014chenovorrei

Nel 2014

  • non vorrei sentire più lamentele, pettegolezzi, crisi di identità e problemi esistenziali
  • non vorrei sentire incompetenti parlare da posizioni di potere
  • non vorrei ascoltare italiani definirsi tali solo quando devono parlare male gente che italiana non è
  • non vorrei sentirmi fortunato
  • non vorrei vivere in un mondo dell’informazione corrotto e strumentalizzato
  • non vorrei dare aria alle bocche dei pessimisti, dei dietrologi e dei burocrati
  • non vorrei che i raccomandati avessero più ragione di esistere
  • non vorrei che la gente si accontentasse
  • non vorrei aspettare e sperare
  • non vorrei che le caste continuassero ad accatastarsi sulle spalle della gente comune
  • non vorrei provare odio e fastidio
  • non vorrei dover essere scortese, arrogante o violento
  • non vorrei piangere l’assenza di nessuno
  • non vorrei cambiare la verità
  • non vorrei guardare con disprezzo la politica, lo Stato e tutto ciò che in qualche maniera ne fa parte come il sottoscritto
  • non vorrei vedere solo diritti acquisiti, ma voglia di fare e sacrificarsi
  • non vorrei sperare il male degli arroganti, dei parassiti e dei nullafacenti
  • non vorrei perdere il controllo di me
  • non vorrei essere indeciso e non vorrei fare cazzate irrecuperabili
  • non vorrei vedere sparire i soldi degli italiani
  • non vorrei essere costretto a cambiare tutto
  • non vorrei vergognarmi di essere italiano
  • non vorrei che fossero ancora necessari esempi da seguire
  • non vorrei che essere civili fosse ancora una virtù
  • non vorrei vedere giovani illusi e sfruttati
  • non vorrei misurare la qualità della vita
  • non vorrei essere prigioniero di Internet
  • non vorrei finire nulla di quello che ho iniziato
  • non vorrei sentir parlare italiani un inglese imbarazzante
  • non vorrei cambiare in peggio
  • non vorrei vedere alcun condono, legge ad personam o decreto salva chicchessia
  • non vorrei scoprire l’ipocrisia e la falsità della gente
  • non vorrei rispondere a tono
  • non vorrei il mal di testa del fine settimana
  • non vorrei pentirmi di quello che ho fatto
  • non vorrei aver paura di quello che bevo, mangio e respiro
  • non vorrei sentire di finanziamenti ai partiti, nomine politiche e fondi neri
  • non vorrei che chi la deve pagare, la faccia ancora franca
  • non vorrei vedere un nuovo Papa
  • non vorrei avere a che fare con finti intellettuali, finti giornalisti, finti benefattori, finti innovatori
  • non vorrei smettere di fare Capoeira
  • non vorrei programmare tutto
  • non vorrei continuare questa lista all’infinito, quindi basta così.
    Buon 2014

Se non ne hai avuto abbastanza, leggi anche i post degli anni scorsi.
2012 – Lettera a Gesù bambino
2011 – Lettera a Gesùbbambino
2009 – Auguri Scomodi
2007 – I miei auguri

Parola mia

Parola mia è il nome che ho scelto per i miei podcast, delle brevi registrazioni audio in cui parlo a ruota libera di argomenti molto diversi tra loro.
Parola mia in siciliano significa “giuro“, “fidati“, “abbi fiducia“, “credici“.

Antonio Patti Parola Mia podcast

Parola mia è uno stralcio della mia quotidianità fatta di esperienze professionali, vita spicciola e pensieri pensati.

Nelle registrazioni cerco di essere sempre naturale, concreto, magari anche spiritoso ma mai vacuo o insulso. Vorrei insomma raccontarvi di più di quanto non riesca a fare già qui, su antoniopatti.it, Facebook, Twitter e Google+.
Mi capita spesso di non avere tempo di scrivere o di non aver voglia di limitare il pensiero a poche battute e uno share. Sono inoltre convinto che la voce sia uno dei migliori strumenti di comunicazione quindi per comunicare con voi, parlerò!

Ecco pagina del canale Parola Mia su Spreaker e a fine pagina la puntata “Il titolo Parola Mia”

PM